Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Domenica, 19 Maggio 2024
Personaggi

I primi produttori di mozzarella al Nord Italia ora aprono un museo d’arte. Dedicato al latte

Produttori pionieristici di fiordilatte del Nord, dagli Anni ’50 i Giordano hanno diffuso il prodotto grazie al fiorire di pizzerie e fuori sede. Sono anche collezionisti e hanno aperto Spa, museo di arte contemporanea vicino a Novara e a Milano

La prima mostra che si è tenuta a SPA, Spazio per l’Arte, nella cittadina piemontese di Oleggio, si intitola Bianco. Un rimando alla dominante delle opere contemporanee esposte, ma anche al candore del latte, ‘ingrediente’ importante nella storia dei fondatori Luigi e Laura Giordano. È stato il signor Amedeo, padre di Luigi, a intuire la potenzialità di trasformare l’abbondanza di latte di queste zone in mozzarella, innestando un po’ di tradizione campana tra Piemonte e Lombardia. Un prodotto poi di successo, grazie al sostegno di tanti ‘fuori sede’ e al boom delle pizzerie. La storia dei Giordano, ‘inventori’ della mozzarella piemontese e oggi collezionisti di arte contemporanea e mecenati. 

Mozzarelle del Caseificio Giordano

La famiglia Giordano, primi produttori di mozzarella al Nord

Mio padre Amedeo è stato un pioniere”, racconta Giordano a CiboToday, “forse uno dei primi casi in cui un uomo del Sud ha portato da queste parti tanto lavoro”. Nato a Tramonti — cittadina nella Costiera Amalfitana che vanta una particolare pizza tradizionale, con farina integrale e più biscottata della versione napoletana — si spostò nel novarese nel ’51. “Insieme a suo fratello ha aperto il primo caseificio di fiordilatte al Nord. Nel Parco del Ticino, una zona con un’ingente produzione di latte”.

Luigi Giordano, produttore di mozzarella e fondatore di Spa, Spazio per l'Arte

Le paste filate, però, qui non le conosceva nessuno: “Pensi che le mozzarelle affumicate le scambiavano per michette. Non capivano proprio cosa fossero”. Il Caseificio Giordano trasforma latte esclusivamente piemontese e lombardo, “sostenendo una filiera che poi, negli anni, è andata più volte in crisi”. Luigi e il fratello entrano in azienda nei primi Ottanta, mentre le referenze si allargano (anche per soddisfare la crescente richiesta delle pizzerie, come diremo), e con una novità nel 2009: “Da un confronto con l’allora direttore della Granarolo abbiamo acquisito competenze sulla mozzarella di bufala, e cominciato a produrre anche quella”.

La produzione di mozzarella al Caseificio Giordano

Pizza e fuori sede: il successo della mozzarella tra Piemonte e Lombardia

A volte si dà per scontato che la pizza, in tutta Italia, sia il piatto preferito da tempo immemore. Ma non è proprio così. Mentre in Campania la sua tradizione risale al XVII Secolo, nel resto del Paese la tonda si diffonde non prima del secondo dopoguerra (inoltrato, per giunta), specie con l’ondata di emigrati di ritorno dagli USA, che lì avevano aperto pizzerie e consolidate intere comunità intorno al forno. “La zona tra Novara e Vercelli negli Anni Settanta era piena di caserme, con tanti militari campani”, porta come esempio Giordano, “la pizza non si trovava, e ce la chiedevano tutti”.

Alcuni prodotti a pasta filata del Caseificio Giordano

Così lo zio di Luigi diversifica l’attività aprendo qualche pizzeria; naturalmente sostenendola, per la mozzarella, col proprio prodotto. “Il primo locale all’inizio era sempre vuoto, poi si è riempito di militari. E loro, badi bene, non si accontentavano di una pizza per cena, ne ordinavano anche 3 o 4!”. I locali che servono pizza piano piano si moltiplicano nelle zone limitrofe, e i Giordani provvedono a offrire anche filoni, tagli a cubetti, julienne e ‘Napoli’ a loro destinati.

Luigi Giordano, produttore di mozzarella e collezionista

Il latte e l’arte sono due temi fondamentali nella mia vita”, fa Giordano per introdurre un’ulteriore grande passione. “Da giovane ho conosciuto Enzo Cannaviello (grande gallerista campano, poi trasferito a Milano, Ndr), che era compaesano di mio padre e presidente dell’associazione dei galleristi italiani”. Lo accompagna in tanti viaggi e incontri con artisti, e impara da lui “a comprare arte senza farsi ingannare dalle mode. ‘L’arte non è decorazione, ma meccanismo di riflessione’, diceva sempre. Non l’ho mai dimenticato”.

Luigi Giordano al suo Spa, Spazio per l'Arte, ph. Mattia Micheli

Mentre Luigi è rimasto a capo del caseificio fino al 2020 — “poi, siccome mia figlia non pensava di proseguire, ho ceduto le mie quote al gruppo Auricchio, altro marchio che come noi lavora solo latte italiano” — non ha mai smesso, in parallelo, di collezionare opere che lo stimolassero e ispirassero, anche come imprenditore.

Il nuovo centro espositivo Spa di Luigi Giordano

Guarda che in casa non c’entrano più”, commenta a un certo punto la moglie Laura. Nel 2019, individuano dunque nel settecentesco Palazzo Bellini di Oleggio una vetrina adatta a ospitare la collezione, “e soprattutto renderla disponibile per la comunità”.

Un'opera in mostra al museo Spa della famiglia Giordano

I Giordano compiono un restauro accurato sotto l’egida della Sovrintendenza e aprono il loro SPA a novembre 2023, con una mostra collettiva dedicata, come detto, al colore del latte. “Lo immaginiamo come un ‘centro benessere’ per curare l’anima. Pensiamo ai giovani, che possono venire qui e amplificare pensiero e sensi”; è infatti un percorso, quello dei Giordano, che nel solo ambito del gusto è sempre stato stretto.

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento