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Domenica, 14 Luglio 2024
Personaggi

Storia di Ebru Baybara Demir, la chef turca premiata per le sue iniziative umanitarie

Dai pasti caldi ai terremotati fino alle attività per incentivare le donne turche e siriane a reclamare la loro indipendenza. Ecco chi è la vincitrice del Basque Culinary World Prize 2023

La chef turca Ebru Baybara Demir ha vinto il Basque Culinary World Prize 2023, il prestigioso premio globale fondato nel 2016 dal Governo Basco e dal Basque Culinary Center che ogni anno viene assegnato a chi, attraverso il suo lavoro in cucina, riesce a dare un impatto positivo in settori come l'innovazione culinaria, la salute, la nutrizione, l'istruzione, l'ambiente, l'industria alimentare, lo sviluppo sociale o economico. L’edizione di quest’anno, dal tema “Traditions in Motion” organizzata dal Basque Culinary Center e dallo chef Yoshihiro Narisawa, si è svolta a Tokyo, in Giappone, e ha riunito alcune delle figure più importanti del settore. La giuria è stata infatti presieduta dallo chef Joan Roca e composta da alcuni dei più influenti chef del mondo.

La Chef Ebru Baybara Demir

Chi è Ebru Baybara

Nata in Turchia nel 1976, è la terza figlia di una famiglia originaria della città di Mardin. Ha vissuto a Istanbul per tutta la sua infanzia e giovinezza e dopo la laurea presso il Dipartimento di Guida Turistica dell’Università di Marmara nel 1998, ha impostato il suo lavoro interamente sul turismo. Ha lavorato presso la Camera delle guide di Istanbul e l'Associazione turca delle guide turistiche, ma il 1999 è stato l'anno dei cambiamenti: Ebru si è trasferisce nuovamente a Mardin, dove porta avanti un hotel a 3 stelle e una piccola tavola calda. Con l'obiettivo di contribuire all'occupazione professionale tramite la cucina, Ebru Baybara Demir e insieme con altre 21 donne ha ristrutturato uno storico palazzo assiro trasformandolo in un ristorante. Così è nato "Cercis Murat Mansion", il primo stabilimento turistico di Mardin. 

Ebru Baybara Demir durante la preparazione dei pasti caldi per i terremotati siriani e turchi

La cooperazione con le donne turche e siriane

Ebru Baybara Demir ha usato la gastronomia come forza di integrazione, dando potere alle donne della Turchia e della Siria, smantellando i pregiudizi e mostrando le ricchezze dello scambio culturale. E' riuscita nell'intento di difendere i cereali locali e la commercializzazione di prodotti regionali arrivando fino alla distribuzione di pasti caldi alle migliaia di persone sopravvissute ai terremoti turco-siriani di febbraio 2023, un’emergenza questa, che è stata in grado di fronteggiare anche grazie alle sue precedenti iniziative, come la Harran Gastronomy School, il progetto riconosciuto da l’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) l’agenzia ONU per i rifugiati, che si impegna ad aiutare e integrare persone che vivono situazioni drammatiche come la guerra o le persecuzioni. 

Durante la preparazione dei pasti caldi per i terremotati turchi e siriani

I cereali locali e la cucina come strumento di indipendenza

Per la chef Baybara la gastronomia è un mezzo per far conoscere alle donne del suo paese l’indipendenza, incentivandole a proporre la loro cucina come esperienza per i visitatori e gli stranieri, creando così delle opportunità di lavoro e incrementando l'industria del turismo. Attualmente sta anche sostenendo From Soil to Plate, una cooperativa di sviluppo agricolo della FAO, in cui i volontari di Mardin si occupano della produzione e del consumo di cereali locali come il sorgül, oltre alla creazione di prodotti come saponi e marmellate da vendere online. L’iniziativa opera a tutto campo e copre anche la gestione dei rifiuti biodegradabili per i mercati agricoli di Diyarbakır, con l’obiettivo di sfruttare frutta e verdura scartate per produrre fertilizzanti agricoli.

Ebru Baybara Demir e alcune volontarie di From Soleil to Plate

Dalla terra al piatto e viceversa

“Sono veramente onorata e grata alla giuria che mi ha giudicata degna del Basque Culinary World Prize, considerato il premio Nobel nel mondo della gastronomia” ha dichiarato Demir alla notizia della sua vittoria. “Questo riconoscimento sottolinea l’impatto significativo del cibo e della cucina sulla vita delle persone e sulle società. Ho imparato questa lezione 25 anni fa, a Mardin, dove un gruppo di donne ha creduto in me. Da allora, il mio viaggio è dedicato a iniziative a beneficio delle persone, dell’ambiente e della società, coprendo l’intero ciclo alimentare, dalla terra al piatto e viceversa”.

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