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Giovedì, 18 Aprile 2024
Personaggi

Isa Mazzocchi, la chef che ha trasformato una vecchia tabaccheria in ristorante stellato

A 19 anni aveva già il suo ristorante nella campagna dove è cresciuta. Una tavola gourmet apparsa nel mezzo al nulla nella sconfinata pianura padana

“Cuoca, prima che chef stellata”, così si definisce Isa Mazzocchi. Classe 1968, originaria di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza. Tratti distintivi? Un’iconica frangetta nera, occhiali con la montatura rotonda pronunciata e sempre un paio di Converse All Star sotto al grembiule. A 19 anni ha aperto il ristorante La Palta, Una Stella Michelin dal 2012, che tutt’ora gestisce con il marito Roberto e la sorella Monica.

Gli orti intorno a La Palta

Gli studi, i primi passi in cucina e l’apertura del suo ristorante

Cresce in una famiglia con alta presenza femminile ai confini della pianura padana, poi frequenta l’alberghiero di Salsomaggiore Terme. Entra nella cucina del grande chef Georges Cogny, dove rimarrà per due anni. “Il mio maestro, colui che mi ha insegnato che la pazienza, la meticolosità e lo studio sono fondamentali per raggiungere un obiettivo”, ha dichiarato Isa. Nel 1988 anni rappresenta l’Italia al concorso per giovani commis promosso dalla Chaine de Rôtisseurs a Nizza. Era l’unica donna in gara e ancora oggi è rimasta l’unica donna chef premiata a questo concorso. A soli 19 anni, Isa giovanissima apre il suo ristorante La Palta, grazie all’aiuto dei genitori. Negli anni, mentre porta avanti l’insegna, non mette da parte lo studio e anzi frequenta diversi stage con alcuni dei più importanti chef italiani dell’epoca: da Mary Barale a Gualtiero Marchesi, da Gianfranco Vissani a Herbert Hinter.

La sala del ristorante La Palta

Il ristorante La Palta a Bilegno e i menu

Era il 1989 quando Isa si mette ai fornelli de La Palta, rilevando la tabaccheria di Bilegno che ha mantenuto anche questa sua identità originale. Infatti, tutt’ora è l’unica tabaccheria del paese e nella vetrinetta all’ingresso si trova ancora una piccola selezione di tabacchi. Dall’esterno sembra una tipica casa di campagna, ma entrando ci si ritrova in una sala elegante che culmina in una veranda di legno che si affaccia sul verde circostante. Fin dall’inizio la forza di questo posto, oltre alla cucina di Isa, è la dimensione famigliare, la sorella Monica si occupa da sempre della sala e nel 2000 arriva anche Roberto Gazzola, marito di Isa e sommelier. Una tavola appagante per tutti i sensi in cui si può scegliere tra due percorsi di degustazione: Sei nella mia terra (5 portate a 85€), dedicato alle origini e alle eccellenze del territorio, e Sei nelle mie mani (6 portate a 105€), in cui ci si spinge oltre con piacevoli contaminazioni. Entrambi con il finale dolce a sorpresa. Dai Tortei di pisarei ripieni di anolini, tra i suoi primi piatti signature - insieme al geniale Piccione al Campari con polvere di aracio e carciofi fritti - all’Asina arrostita, la sua guancia all’olio, uova di saracca e “gorgnalini”, (ovvero uova di aringa e cicorie) una carne molto diffusa nel piacentino che entra spesso nei suoi menu.

Il libro ISA uscito nel 2022

I riconoscimenti, l’impegno verso la parità di genere e l’uscita del libro ISA

Non sono pochi i riconoscimenti che vanta in questi quasi 40 anni di carriera: chef emergente per l’Emilia secondo il Sole 24 Ore, nella top 10 chef donne per L’Espresso, entra nelle migliori guide del settore, compresa la Michelin che dal 2012 conferma la Stella. Nel 2011 The Best Female Chefs la include tra le 10 migliori cuoche del nord Italia. E come se non bastasse, nel 2021 a cavallo della pandemia, è chef dell’anno per la Guida Michelin: un’ulteriore consacrazione del suo lavoro, che ha portato nuova linfa nella sua cucina. Nel 2022 è uscito il libro ISA edito da Trenta Editore, dove ha raccontato i 33 anni del suo ristorante in 33 ricette, una sorta di “biografia attraverso i piatti”, anche se non sono in ordine cronologico.

Ma Isa Mazzocchi nel suo percorso si è distinta anche per il suo credo nella coesione femminile, battendosi per la parità di genere in cucina, e fuori. "Sono una femminista convinta, sono per l’eguaglianza e la parità, non ho paura a dirlo. Angelo del focolare a chi?", ha affermato la chef piacentina. È sempre stata un po’ ribelle e testarda, specialmente quando le sono state chiuse le prime porte in faccia. A 18 anni alcune cucine italiane e estere non la prendono a lavorare in quanto donna, perché non erano strutturati per accogliere le ragazze o per una questione di mentalità.

La cucina di chef Isa Mazzocchi

La cucina di Isa Mazzocchi è una cucina di grande personalità, in cui si parte dalle origini, dalle zuppe di erbe selvatiche e il prosciutto al forno a legna del padre, per diventare qualcosa di più. Non ci sono regole scritte: sapori piacentini e contaminazioni dal mondo si alternano in menu, con la giusta dose di creatività e senza strafare. “Cibo per la mente. Combinazioni inaspettate stuzzicano l’immaginazione, trasportando i sensi in una terra di mezzo tra profumi di casa e ispirazioni lontane”, per dirlo con le sue parole. Nei suoi menu non manca mai il pesce di acqua dolce, che sia anguilla, trota o pesce gatto (da menzionare Toast di pesce gatto arrostito, cotto, crudo e gelato di piselli), così come le erbe selvatiche che raccoglie nella campagna. Il suo pensiero è riassunto nel famoso puntino bianco, una goccia di latte, con cui “macchia” ogni piatto che esce dalla sua cucina: “il primo alimento che noi tutti abbiamo mangiato, un segno di tutte le nostre radici". Questa è la sua firma.

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