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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Buone maniere del Natale. I 9 consigli della super esperta di galateo

Candele a tavola, puntualità e orari, tovaglioli, piatti riciclabili e tovaglie: Petra Carsetti spiega l’utilità delle buone maniere anche a Natale coi suggerimenti tratti dal suo libro

Piatti di plastica, tovaglie con il biancospino, centrotavola sbilenchi: potrebbe essere o non essere la tavola delle feste natalizie di una famiglia italiana e, nel suo pacioso disordine, andrebbe bene così. Ma per chi è attento ai dettagli e ama seguire delle precise linee guida per trasformare anche un pranzo in famiglia in un’occasione per ricevere con amorevolezza, i consigli non mancano. A fornirli è Petra Carsetti, autrice insieme a Carlo Cambi del volume Galatime I e II. Il secondo è stato edito da poco da Maretti Editore e approfondisce il tema delle “buone maniere” come strumento di interazione e accoglienza.

Neppure il Natale sfugge a queste dinamiche. “È un momento di grande festa” spiega Carsetti “È l'attesissimo rito dell'incontro che dovrebbe mettere tutti a proprio agio, facendoli sentire accolti con grande empatia. Ecco che quindi preparare una tavola ben apparecchiata acquista un significato profondo e aiuta a sentire ancor più speciale l'invitato”. Insomma, qualcosa di più di uno snob dispiegamento di posate buone. Ecco dunque 9 consigli per muoversi con scioltezza nei meandri dell’arte dell’accoglienza.

Una christmas cake di Natale servita con il tè


1. La tovaglia: pulita, possibilmente chiara

La tovaglia della tavola dovrebbe essere sempre linda, senza macchie né tantomeno piegature. Il galateo vorrebbe che il colore della tovaglia fosse chiaro, ma, almeno a Natale, si può chiudere un occhio e utilizzare anche la fantasia. Il colore di quest'anno è il verde, ma senza esagerazioni perché vale il detto “meno è meglio”. O in italiano: il troppo stroppia. 

2. Posate e piatti riutilizzabili

Come spiega Carsetti, non tutti sanno che il galateo è anche sostenibilità. Ecco quindi che almeno a Natale o a Capodanno possiamo evitare di utilizzare piatti, posate e stoviglie di plastica/carta, compresa la famosa e sdoganata melamina. Si possono invece rispolverare i servizi "buoni" della nonna e circondarci di bellezza anche con delle eccellenze come le porcellane storiche.

3. Il dilemma del tovagliolo

Va apparecchiato a sinistra dopo le posate e mai con esse sopra. Le forme ad albero di Natale, a nastro, ad animale ecc non andrebbero proposte, semplicemente perché il tovagliolo (che va a contatto strettissimo con la bocca) andrebbe maneggiato il meno possibile, piegato a rettangolo o a triangolo con la bombatura verso il piatto. Decorarlo poi con paillettes, foglie di edera (che tra l'altro è tossica) o brillantini ne inficia l'utilizzabilità.

4. Il brindisi di Capodanno

A Capodanno è immancabile un caloroso brindisi, specialmente con il vino. Il galateo si raccomanda di non battere i bicchieri e di non dire "cin cin". Tuttavia anche le regole più rigide si possono sovvertire in nome di un’usanza così radicata e condivisa. Dunque spazio alla fantasia, anche se, a pensarci bene, accompagnare il brindisi con un messaggio augurale personalizzato, potrebbe essere più efficace di un Cin Cin.

5. Il centrotavola strategico

il centrotavola è il coronamento di un'accurata apparecchiatura ed a Natale non può mancare, ma attenzione a non usare fiori troppo profumati che potrebbero andare ad interferire con i sentori dei vini o delle pietanze, infastidendo chi si siede a tavola.

6. Le candele a tavola

A proposito di centrotavola, va posta cautela anche all'uso delle candele che sono ricorrenti durante le festività. Non devono essere troppo alte e invadenti così da mortificare la conservazione tra gli ospiti, ma nemmeno troppo basse da rischiare di cadere o bruciare qualcuno o qualcosa. Buona norma sarebbe accenderle dopo le 18, quando la luce comincia a diradarsi per non vanificarne la presenza. In ogni caso si accendono sempre prima dell'arrivo degli ospiti ma non si spengono mai prima che tutti siano andati via. Spegnerle come segnale di congedo non è proprio elegante e farlo addirittura davanti agli ospiti che si attardano è un segnale che sembra quasi cacciarli via.

7. Gli orari: puntualità e anticipo

Anche per pranzi e cene natalizie, è molto apprezzata la puntualità dell'appuntamento, ma anche essere in anticipo potrebbe risultare più sgarbato che essere in ritardo. I padroni di casa potrebbero, anche solo 15 minuti prima, essere in piena attività.

8. I doni da portare con sé

Se non volete presentarvi a mani vuote è bene concordare prima con chi ci ha invitato il vino o il dolce da portare, ma se così non fosse, ci si può anche aspettare che i doni non siano portati a tavola. Soprattutto se è stato pensato un menu apposito per il pranzo o per la cena, che stride con quello che abbiamo offerto arbitrariamente.

9. A tavola ci vuole l’ingrediente segreto

La regola più importante – secondo Carsetti - è quella di apparecchiare con generosità un elemento fondamentale: l'empatia! Senza questa, viene meno l'idea stesse dell'incontro: quella di essere felici con i vostri ospiti per tutto il tempo che risiederanno sotto il vostro tetto (cit. Brillat Savarin).

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