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Venerdì, 12 Luglio 2024
Personaggi

Come si diventa mangiatori di peperoncino? Intervista al campione italiano

Una passione travolgente che necessita di una preparazione adeguata in vista delle gare. Il campione Carmelo Francavilla l’uomo dalla bocca d’amianto, ha raccontato l’inizio della sua attività. Svelando i trucchi del mestiere

Si è laureato per la seconda volta consecutiva campione italiano tra i mangiatori di peperoncino: Carmelo Francavilla, originario di Mesagne, in provincia di Brindisi, ha vinto a settembre 2023 l’ormai storico contest Diamante peperoncino festival giunto alla sua 31esima edizione. L’evento annuale è dedicato al mondo del peperoncino a tutto tondo: spettacoli, mostre e convegni sul tema fanno da contorno all’attesissima gara dei mangiatori.

"L'uomo dalla bocca di amianto", così viene simpaticamente chiamato, ha battuto tutti sul tempo, divorando 817 grammi di peperoncino diavolicchio di Diamante, un prodotto originario della provincia di Cosenza, in soli 30 minuti. Ed è stata proprio la Calabria la sede della competizione, tenutasi tra il 6 ed il 10 settembre scorsi nello stesso Comune di Diamante. Si tratta, non a caso, dell'alimento che più caratterizza quella zona. Al termine, Carmelo è stato incoronato simbolicamente come re italiano del peperoncino. Lo abbiamo intervistato per capire cosa significa.

Carmelo Francavilla durante la sua premiazione

Com’è nato l’interesse per questo prodotto?
È cominciato tutto per caso. Circa dieci anni fa - forse più - mi trovavo alla Festa del peperoncino di Torre Santa Susanna, un comune vicino a Mesagne, dove mio nipote mi sfidò nell’assaggiare alcuni peperoncini piccanti.

È andata bene immaginiamo.
Sì, da lì in poi non mi sono più fermato, tanto che ho deciso di partecipare all’evento come concorrente.

Sei sempre stato un campione in questo settore?
No, assolutamente. Anzi gli esiti hanno avuto un risvolto ironico, visto che per diverse edizioni consecutive sono arrivato sempre secondo. Nell’ambiente - con un leggero velo di sfottò - mi chiamavano il Toto Cutugno del peperoncino, traendo spunto dal celebre cantante eterno secondo a Sanremo.

Ti ha scoraggiato?
In verità non mi sono mai fermato. Nel corso del tempo ho partecipato a molte gare fino a vincere quella di Diamante già nel 2022. Quest’anno mi sono confermato e devo dire che è stata una grandissima soddisfazione.

Altre gare a cui hai partecipato?
Nello stesso periodo sono arrivato quinto al campionato europeo disputato a Rieti, dove ha primeggiato un altro italiano, Jack Pepper (alias Giancarlo Gasparotto), grande nome del settore così come lo è anche Arturo Rencricca.

Come ci si prepara per queste particolari competizioni?
Prima di tutto devo dire che non ci si improvvisa. Noi gareggianti non abbiamo particolari intolleranze ma soprattutto siamo sempre seguiti dai medici. Prima, durante e dopo le competizioni. 

Cosa suggeriresti a chi si affaccia oggi a queste competizioni?
Direi che l’importante è riuscire a capire i propri limiti e fin dove ci si può spingere.

Ma cosa ti ha reso un campione del settore, qual è il tuo segreto?
Sicuramente ho un’ottima tolleranza al peperoncino, predisposizione allenata con un’alimentazione piuttosto piccante. Vale anche per i miei colleghi, basti pensare che al termine della gara di Diamante tutti insieme siamo andati a mangiare uno spaghetto aglio olio e peperoncino.

Anche fisicamente c’è una preparazione specifica?
Prima delle competizioni di solito si assumono dei protettori per lo stomaco e poi dei formaggi per attutire l’impatto del peperoncino. Al termine della gara sto benissimo e non ho nessun problema. Ma ripetiamo che non ci si improvvisa, ci seguono dei medici.  

Ma possiamo considerarlo un lavoro?
Intendiamoci, io non ho mai vinto nessun premio in denaro. Quella che pratico è una semplice ma grande passione, che continuerò a coltivare il più a lungo possibile. Il mio intento è quello di proseguire ma non perché ci si guadagnino dei soldi.

Programmi per il futuro?
Vorrei spingermi più in là, non solo proseguendo con le gare, ma promuovendo il peperoncino come prodotto tipico del Sud nelle fiere e nelle manifestazioni, grazie agli organizzatori che gentilmente mi invitano.

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