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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Personaggi

Vicino Napoli si può visitare la villa di Leopardi per scoprire la sua passione per cucina e fritti

Fino al 29 giugno la Villa delle Ginestre di Torre del Greco organizza passeggiate guidate nell’ultima residenza del poeta di Recanati. Con la possibilità di scoprire i prodotti vesuviani e le insolite passioni gastronomiche dell’autore

Con buona probabilità, il rapporto tra Giacomo Leopardi e la cucina non è stato dei più idilliaci. Tormentato per tutta la vita da una salute instabile, il grande poeta era tenuto a fare attenzione, pur conservando — come tutti — idiosincrasie e predilezioni. Proprio per trarre beneficio dal clima più mite del Sud, l’autore de L’infinito trascorse i suoi ultimi anni in Campania, ed è lì, presso la Villa delle Ginestre di Torre del Greco, vicino Napoli, che sono in programma tutte le domeniche fino al 29 giugno 2024 le Passeggiate Leopardiane. Visite guidate agli ambienti che hanno fatto da sfondo al periodo lontano da Recanati, con interessanti approfondimenti (con possibilità di assaggio) su un aspetto poco noto: il gusto per la tavola, e in primo luogo per i fritti.

Villa delle Ginestre, l'ultima residenza di Giacomo Leopardi a Torre del Greco

Il calendario di passeggiate leopardiane alla Villa delle Ginestre a Torre del Greco

Sono cominciate il 12 maggio e proseguiranno fino alla fine di giugno, le visite da 50 posti al costo di 5€, per conoscere una delle più belle ville vesuviane del XVIII secolo. Fu Antonio Ranieri, cognato del proprietario, a invitare l’amico fraterno dopo il soggiorno nel capoluogo campano, il quale trovò a Torre del Greco l’ispirazione per comporre la sua penultima lirica La Ginestra (1836), che poi diede il nome alla residenza.

Il poeta Giacomo Leopardi

Grazie agli sforzi di consorzi e associazioni agroalimentari (dai Vini del Vesuvio al Pomodorino del Piennolo, dalla Strada del Vino Vesuvio all'Associazione Cuochi di Torre del Greco), le passeggiate saranno seguite da degustazioni di calici, poi dolcetti artigianali —a base anche delle tipiche albicocche ‘pellecchielle’ —, liquori e altre specialità campane. 

Frittelle di mele, uno dei piatti preferiti di Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi e le sue predilezioni culinarie

Per l’ultima data del 29 giugno 2024, anniversario della nascita di Leopardi, il programma prevede il servizio di una tra le 49 ricette preferite dall’autore. Come mai proprio 49? Tante sono le pietanze elencate in un prezioso documento autografo, conservato nel Fondo Leopardiano della Biblioteca Nazionale di Napoli. Scorrendolo, si trovano alcune sorprese. Il poeta tendeva a evitare ad esempio il latte vaccino e a consumare carne e pesce in quantità assai misurata.

I kipferl austriaci, antenati dei croissant, uno dei dolci preferiti di Giacomo Leopardi

Non necessariamente un vegano ante-litteram, ma nemmeno il goloso di dolci descritto da alcune fonti. Piuttosto un grande appassionato di frittura, presente in una varietà di piatti: frittelle di riso, di mele, di borragine, di semolino; poi molti vegetali, tra carciofi e zucche (fritti, naturalmente), fagioli in purée, spinaci ed erbe strascinate. Non mancano i tortellini di magro, maccheroni e tagliolini, i ravioli, gli gnocchi e pure il tonno, la lingua e la farinata di riso. Poi una chicca: tra le preferenze di Leopardi compare il chifel (italianizzazione di kipferl, il lievitato austriaco a mezzaluna antenato dei nostri croissant). In versione — ovviamente — fritta: alla faccia delle ultime, bizzarre, mode in pasticceria.

Per info: www.villevesuviane.net

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