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Martedì, 27 Febbraio 2024
Personaggi

Storia di Iginio Massari, il maestro indiscusso dell’alta pasticceria italiana

Dal ristorante della mamma alle prime esperienze in Svizzera, poi consulente per l’industria alimentare e infine decide di dedicare la sua vita all’arte dolciaria. Nel 1971 apre la Pasticceria Veneto a Brescia, oggi è il pasticcere italiano più famoso al mondo, nonché commendatore della Repubblica

È nato a Brescia nel 1942 e non ha bisogno di grandi presentazioni. Figlio d’arte, di madre cuoca e padre direttore di una mensa, Iginio Massari non poteva che appassionarsi al mondo gastronomico. Considerato da tutti il maestro dei maestri pasticceri, commendatore della Repubblica, ed è l’unico a cui il Gambero Rosso ha riconosciuto con le Tre Torte d’oro, un premio studiato per un fuoriclasse come lui. Divulgatore popolare della pasticceria e della sua evoluzione per il quale viene molto stimato, oltre ad essere un amatissimo volto della televisione. Dal 1964 ad oggi ha vinto oltre 300 concorsi di pasticceria in Italia e all’estero, tra cui nel 2019 la nomina di miglior pasticcere del mondo, ecco come ha raggiunto il suo successo.

Il maritozzo di Iginio Massari

Gli studi e le prime esperienze in cucina

Il ristorante della madre aveva una gelateria vicina ed è lì che Iginio colloca l’inizio del suo avvicinamento alla pasticceria. "La mia passione è figlia di un incidente sul retro del locale: mettevamo delle bacinelle su tavolini alti dieci centimetri, con sopra un panno per non farci entrare le mosche. Preso dalla curiosità cercavo di sbirciare all'interno e un giorno ci sono caduto dentro ed è stato come per Obelix: lui è diventato l'uomo più forte al mondo, io sono diventato l'uomo più dolce al mondo", ha raccontato in un’intervista. A 16 anni lavora per qualche mese in un panificio nel centro di Brescia poi si trasferisce in Svizzera (nei cantoni francesi) con tutta la famiglia. La sua prima esperienza è quella a fianco di Claude Gerber, uno dei primi grandi cioccolatieri e pasticceri. Dopo 4 anni torna in Italia, era il 1967 e viene coinvolto in un incidente stradale in moto in cui ha rischiato di perdere la vita: un’auto non si è fermata allo stop e lo ha investito, questo lo ha costretto a fermarsi per 6 mesi.

Poi riparte lavorando per alcune aziende industriali – come Bauli – per incrementare le sue conoscenze in materia di paste lievitate, in particolare il panettone che è ormai uno dei suoi prodotti simbolo e più apprezzati. Torna a Brescia dove diventa capo-pasticcere e responsabile dei FLLI Cervi, seguiti da due anni in Star in qualità di dirigente tecnico del settore artigianale e industriale. E poi il grande passo, complice la spinta della moglie Maria, nel 1971 aprono insieme la Pasticceria Veneto nella città natale.

Iginio Massari con i figli e i grandi lievitati delle feste

La Pasticceria Veneto di Iginio Massari e i suoi dolci

Dopo alcuni anni difficili la pasticceria inizia a essere conosciuta in città, nonché molto apprezzata. E in quegli anni si è allargata la famiglia con la nascita di Debora e Nicola: “il laboratorio è cresciuto insieme a loro ed è stata un'avventura bellissima", ha affermato in un’intervista. Ed è qui che Massari inizia a creare i suoi dolci, bellissimi da guardare e ottimi all’assaggio. Nel frattempo i figli crescono e decidono di affiancarlo nell’impresa di famiglia, dove Debora inizialmente occupata nella parte di comunicazione e poi di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti affiancando sempre di più il padre, mentre Nicola che si occupa dell’aspetto tecnologico e tecnico del laboratorio.

La Pasticceria Veneto di Brescia

Il suo nome è fermamente legato al panettone milanese, da molti anni tra i più apprezzati in Italia. Ma spopola anche la sua crema pasticcera, che definisce “la madre di tutte le farciture dei dolci italiani”, e tutti i grandi classici includendo torte, pasticcini e mignon. Il maestro ha inoltre una grandissima conoscenza dei dolci regionali, motivo per cui sono così famosi i suoi babà e soprattutto i maritozzi, tanto da essere uno dei prodotti di punta della Pasticceria Veneto. Va fortissimo anche su lievitati da colazione, praline (altra sua grande conoscenza), frollini e macarons.

Una delle pasticcerie di Iginio Massari

La partecipazione a programmi televisivi, i libri e le altre pasticcerie

Iginio Massari è molto conosciuto dal grande pubblico anche grazie alle numerose partecipazioni a programmi televisive. “Ero già famoso nel mondo della pasticceria prima della televisione, la tv mi ha però reso noto al grande pubblico e in tutta Italia, non solo in una piccola porzione del Paese. Le persone mi apprezzano perché non recito, faccio solo ciò che so fare: critiche e osservazioni neutre quando sono chiamato al giudizio", ha spiegato in un’intervista. La prima volta che è stato ospite in televisione è stato a MasterChef Italia nel 2012, dove per ogni edizione viene riproposta la temutissima prova di pasticceria che lo vede protagonista.

Un pop up store di Iginio Massari

Da lì si moltiplicano le presenze sul piccolo schermo: Il più grande pasticcere su Rai 2, A lezione da Iginio Massari su Cielo e altri programmi su Sky Uno. Nella sua vita il maestro ha scritto anche diversi libri, ma il suo sogno è di arrivare a quota 200, oltre a pubblicare un vero e proprio dizionario della pasticceria. Nel 2018 apre a Milano la sua seconda pasticceria, raddoppiano il suo successo, un anno dopo è la volta di Torino con la Galleria Iginio Massari, poi replicata a Verona e a Firenze. Alla pensione proprio non ci pensa perché quello che fa lo rende felice, e così nel mentre continua ad aprire popup store in gito per l’Italia e fare ricerca.

La pasticceria di Iginio Massari

Una personalità integra, che a prima vista potrebbe sembrare molto dura, ma è apprezzato proprio per la sua schiettezza. La sua filosofia è semplice: “ricerca la perfezione e non smettere mai”. Una visione che lo ha spinto negli anni a pretendere sempre di più da sé stesso e diventare uno tra i pasticceri più famosi e riconosciuti a livello mondiale. La sua è una visione del lavoro che diventata ragion d’essere, un impegno che si riflette nella sua lunga carriera. La chiave del suo successo? La sua mente. Come ha raccontato in un’intervista: “Bisogna far lavorare l'intelletto e l'intelligenza delle dita. Il primo ce l'hai o non ce l'hai, se sei sfortunato puoi essere solo uno dei tanti in mezzo al gregge. Se ce l'hai invece devi istruire l'intelligenza delle dita, devi ripetere la gestualità che ti insegnano, devi modellarla su te stesso e modificarla per arrivare al meglio. Solo così si diventa grandi".

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