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Sabato, 18 Maggio 2024
Le Storie

A Catania per la Festa del Papà si fanno le crispelle di riso dei Benedettini. La ricetta

Un tesoro gastronomico da riscoprire. Vi raccontiamo le origini del dolce, la sua preparazione e la ricetta di Giovanna Musumeci direttamente dalla pasticceria di Randazzo

Nel cuore della Sicilia Orientale si nasconde un tesoro gastronomico poco conosciuto al di fuori dei confini locali: non c’è casa, bar, pasticceria o panificio in cui non si preparino durante il giorno di San Giuseppe le crispelle di riso (talvolta chiamate anche zeppole di San Giuseppe sebbene molto diversi da quelle napoletane). Sono delle frittelle dalla forma allungata, a base di riso, arricchite da arancia e miele: un piatto tradizionale, ricco di storia e sapore che rappresenta una prelibatezza che, a differenza di Palermo dove la città viene invasa dalle sfince di San Giuseppe, è possibile trovare solo a Catania e in provincia.

La storia delle crispelle catanesi

Le crispelle con il miele erano annoverate tra i piatti conventuali più importanti e oggi rappresentano il dolce per eccellenza della festa del papà: la tradizione vuole che venissero preparate durante il XVI Secolo dai monaci Benedettini del monastero di S. Nicolò l’Arena in occasione dei banchetti organizzati in onore di San Giuseppe e per questo si chiamano anche Crispelle di Riso a uso Benedettini.

Crispelle catanesi, dolce della festa del papà

Si tratta di un dolce semplice, preparato con ingredienti poveri e facilmente reperibili all’epoca, la cui origine è ancora molto discussa: la storia ci racconta della ricetta dei monaci ma sembra assai probabile che le vere inventrici furono le suore del convento che, essendo povere, confezionavano dolci e li vendevano in giro per le case chiedendo un obolo in cambio. Poi i frati benedettini ne adottarono la ricetta.
Oggi è possibile trovarle durante tutto l’anno e il nome crispelle viene dato per la superficie increspata che a fine frittura assume questo dolce

La citazione de “I Vicerè” delle crispelle catanesi

I Viceré è il romanzo più celebre di Federico De Roberto, ambientato sullo sfondo delle vicende del risorgimento meridionale narrate attraverso la storia di una nobile famiglia catanese, quella degli Uzeda di Francalanza, discendente da antichi Viceré spagnoli della Sicilia ai tempi di Carlo V. Anche in questo libro sono citate le famose crispelle. “In città la cucina dei Benedettini era passata in proverbio; il timballo di maccheroni con la crosta di pasta frolla, le olive imbottite, i crespelli melati, erano piatti che nessun altro cuoco sapeva lavorare…”, da I Vicerè, di Federico De Roberto.

Le crispelle della Pasticceria Musumeci in versione da asporto

Dentro la pasticceria di Giovanna Musumeci a Randazzo

Fino al 2012 si occupava di programmazione territoriale per un ente pubblico: master in marketing e laurea in Economia, poi una serie di eventi l’hanno riportata a Randazzo (a pochi kilometri da Catania). Giovanna Musumeci è cresciuta nel laboratorio di famiglia con papà Santo Musumeci a Randazzo, piccola cittadina medievale ai piedi del vulcano attivo più alto d’Europa. Niente aromi, additivi, coloranti o basi pronte per le sue ricette, oggi è tra le ambasciatrici della granita e del gelato siciliano di qualità nel mondo, Giovanna prepara ovviamente anche le crispelle di cui ci racconta la ricetta.

Gli ingredienti

1 kg di riso
3 litri di acqua
750 ml di latte
750 grammi di farina
150 grammi di zucchero
Cannella
Vaniglia q.b.
Sale q.b.
Scorza di arancio q.b.

La ricetta di Giovanna Musumeci (senza lievito di birra)

Bollire 1 kg di riso in 3 litri di acqua e mezzo litro di latte, poi lasciare asciugare e versare in un recipiente di terracotta (e non di acciaio che mantiene il calore per maggior tempo). Dopo circa 12 ore il riso freddo avrà una crosta che dovremmo togliere e riporla in un pentolino con 250 grammi di latte: portandolo a bollore questo innescherà la fermentazione (ed eviteremo di aggiungere il lievito di birra). Il riso restante può essere riposto in planetaria insieme agli altri ingredienti e la crosta ammollata: lo facciamo girare aggiungendo sale, farina (con attenzione), cannella, vaniglia e scorza d'arancia. Una volta ottenuto l’impasto possiamo formare dei piccoli cilindri da friggere in olio bollente fino a quando risultano ben dorati e poi aggiungere un po’ di miele.

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