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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Le Storie

Storia e ricetta del vin brûlé, la bevanda calda delle feste di Natale

Un drink a base di vino e diverse spezie da bere caldo. il vin brûlé è il protagonista dei mercatini di Natale in tutta Europa e anche in Italia si beve con diverse varianti. Ecco come si prepara e la sua storia

Girare tra i mercatini di Natale con un bicchiere di vin brûlé è un’immagine che salta subito alla mente quando si avvicinano le feste. Molti conosceranno questa bevanda calda, da sorseggiare nei mesi invernali, sicuramente uno dei simboli di questo periodo. Rinvigorente e ricostituente, il vin brûlé è ideale per scaldarsi e da sorseggiare a fine pasto. Dal sapore deciso e robusto grazie alla presenza delle spezie, del vino caldo e degli agrumi, il vin brûlé nasconde una storia antichissima. In Italia la sua tradizione è particolarmente diffusa nelle regioni settentrionali come il Trentino-Alto Adige, la Valle d'Aosta e la Lombardia, con leggere varianti. Qui vi raccontiamo le sue origini insieme alla ricetta per replicarlo a casa durante le feste.

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Il vin brûlé: storia e origini della bevanda calda delle feste

Si racconta che l'origine del vin brûlé risalga all'epoca dell'Impero Romano, quando si mescolava il vino con spezie e erbe aromatiche per renderlo più gradevole e per difendersi dal freddo. Parliamo del famoso conditum paradoxum, miscela ricostituente e inebriante diffusa in tutte le regioni dell’Impero. Una delle prime testimonianze del vin brûlé risale ad Apicio che nel De re Coquinaria racconta di un vino scaldato e aromatizzato con spezie. Solitamente si usava il pepe e veniva dolcificato con del miele e si offriva a fine pasto come digestivo. Questa pratica si diffuse poi nel Medioevo, quando il vino veniva riscaldato insieme a spezie e zucchero per creare una bevanda che potesse scaldare e rinvigorire durante i rigidi inverni.

Il vin brulè è una delle bevande calde più consumate durante le feste natalizie

La diffusione in tutta Europa del vin brûlé: dalla Germania alla Francia

Questa bevanda speziata e calda si consuma in questo periodo natalizio un po’ in tutta Europa. La sua ricetta cambia leggermente da regione a regione e da famiglia a famiglia, ma solitamente prevede l'utilizzo di vino rosso, spezie come cannella, chiodi di garofano, anice stellato e scorza d'arancia o limone, oltre a zucchero o miele per dolcificare il tutto. Il nome vin brûlé è un’espressione che deriva dal francese valdostano e letteralmente significa vino bruciato, mentre nei paesi francofoni si parla di vin chaud ovvero vino caldo. Qui si gusta anche un con un pizzico di cognac a irrobustire la ricetta. Anche nel Regno Unito si può gustare un mulled wine più ricco di spezie rispetto alla versione italiana. In Germania questa bevanda è d’obbligo, complice la fitta rete di mercatini del Natale: si chiama gluhwein ed è aromatizzato con alloro, cannella, chiodi di garofano e scorza di agrumi.

La ricetta del vin brûlé e le varianti italiane

In Italia questa bevanda è diffusa soprattutto al nord, visto le temperature più rigide e, in alcune zone, la tradizione di stampo mitteleuropea. La ricetta del vin brûlé varia leggermente a seconda delle regioni: in Trentino Alto-Adige si utilizza vino schiava, in Veneto invece si fa con chardonnay o pinot bianco, in Emilia-Romagna con vino sangiovese. Basta portare a bollore il vino in tegame e aggiungere lo zucchero, o miele, e le spezie: chiodi di garofano, anice stellato, cannella, agrumi e in alcuni casi anche spicchi di mela. Da servire caldo e da bere brindando alle feste.

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