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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Le Storie

“Nessuno voleva insegnarmi”. In Abruzzo la casara che ha salvato l’azienda di famiglia col suo talento

In provincia di Chieti Rita Stinziani dell’azienda agricola Frainelle ha dovuto imparare un mestiere che nessuno voleva insegnarle. E realizza formaggi a latte crudo

Da quando era giovane, la vita di Rita Stinziani, 61 anni, va avanti più meno così. Sveglia all’alba e dritti in caseificio a lavorare il latte. Poi, dopo una ricognizione pomeridiana in stalla per vedere se gli animali sono a posto, si va a casa. Il marito e il figlio sono impegnati con l’allevamento, lei è l’unica casara della famiglia; dunque, le spetta il compito di realizzare fior di latte, ricotta, latticini, primo sale, formaggi speziati e caciocavalli che riempiono i banconi del punto vendita o dei mercati della vicina Vasto. Il regno di Rita si trova al confine tra Molise e Abruzzo, precisamente a Fraine in provincia di Chieti. Il suo è un piccolo laboratorio di 50 metri quadri dove soltanto lei potrebbe muoversi con destrezza tra il tavolo e le vasche. L’unico contatto visivo che ha con l’esterno, durante il lavoro, è una finestrella verso le montagne. Per il resto, sguardo fisso su ciò che accade fra le solite quattro mura. Durante la produzione non c’è margine di errore.

L’azienda Agricola Frainelle a Fraine

La finestra di Rita che dà sulle montagne

Al banco dell’azienda delle “Frainelle”, c’è invece la figlia Annarita, che, quando Rita ha iniziato con cagliata e fermentazioni, era una bambina. Oggi invece ha 38 anni. È mamma pure lei e si occupa della vendita insieme alla sorella Giacinta. “Questa spatola che vedi, la conservo da quando ho iniziato a fare questo mestiere, più di trent’anni fa” ci racconta Rita mentre rompe la cagliata “adesso è diventata sottile sottile per l’usura. Anche la pelle delle mie mani si è rovinata, a furia di tenerle in acqua calda ogni mattina. A volte mi scivolano le cose e non riesco ad afferrarle” sospira. La signora Stinziani, riscalda il latte, ma non lo pastorizza, conosce diverse lavorazioni e forse non riesce a immaginare una vita lontana dal suo piccolo regno al confine tra Abruzzo e Molise.

L’ultima casara donna fra Molise e Abruzzo

Un animale al pascolo di Azienda Agricola Frainelle

No, non è una di quelle casare di nuova generazione che hanno deciso di allontanarsi dalla città per vivere una vita più pulita e stabilire un contatto più genuino. La sua storia è racchiusa nello spazio di pochi chilometri, fra Molise e Abruzzo, in aree interne, dove la sforzo per percorrere un metro equivale a quello per fare 10 chilometri. È una di quelle donne il cui talento è sbocciato quasi per necessità, al costo di tanti sacrifici. Uno dei primi che lei ricorda è stato quello di separarsi momentaneamente dalle figlie piccole per specializzarsi nell’arte della caseificazione. “Io sono molisana ma ho sposato un abruzzese, Ettorino, che aveva già un’attività di famiglia. Loro tenevano l’allevamento ma rischiavano di dover chiudere tutto perché non si trovava più nessuno che trasformasse il latte in prodotti da vendere. Abbiamo provato a trovare un casaro ma niente, non c’era nulla che facesse al caso nostro”.

“All’inizio nessuno voleva insegnarmi”

La preparazione del formaggio in caseificio

In poche parole, o i formaggi li faceva la signora Rita, oppure l’attività avrebbe dovuto chiudere. “All’inizio nessuno voleva insegnarmi poi sono riuscita a fare una specie di tirocinio al laboratorio di Pallotta (azienda locale molisana specializzata in caseificazione, ndr)”. Una scelta questa che si è rivelata oculata: Rita ha lasciato per un po’ le figlie dai nonni a Trivento, il tempo necessario che si formasse professionalmente. In questo modo l’azienda non solo si è salvata, ma ha anche accresciuto la sua fama. Grazie al talento e alle tecniche di Rita, le Frainelle è diventata una delle eccellenze della caseificazione locale.

Il mestiere del casaro interpretato da Rita

Rita mentre lavora la sua pasta filata

Rita i sacrifici li ha fatti e li fa ancora ma ci tiene a sottolineare: “Questo lavoro lo fai solo se ti piace, perché è veramente stancante”. La sua famiglia si divide tra la cura alle 40 vacche (quasi tutte pezzate rosse) che scorrazzano libere la maggior parte del tempo e fanno transumanza verticale, il caseificio dove lavora mamma Rita e i punti vendita. “Sono contenta che ci sia qualcuno che voglia ancora fare il mestiere di casaro, soprattutto tra le donne solo che oggi forse è una scelta ancora più difficile di un tempo”. Anche le Frainelle hanno avuto un piccolo tentennamento. “Per un periodo abbiamo pensato che non avessimo troppo futuro davanti. Il mercato sembrava gradire di meno i prodotti a latte crudo, che hanno sapori e odori forti e particolare. Inoltre alla vista hanno un colore più opaco, quindi qualcuno può pure pensare che non vada bene”. Per fortuna dopo il Covid le cose sono cambiate. La clientela ha avuto una maggiore attenzione a questo tipo di formaggi e pure le richieste alle Frainelle sono aumentate.  “Non so mi chi sostituirà ma c’è tempo. Per fare questo lavoro talvolta ho trascurato i miei figli. L’ho fatto con passione e se smetto ho paura di quello che sarà. Continuerò finché ho avrò la forza”.

Azienda Agricola Frainelle

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