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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Le Storie

La Piadineria: come si diventa una multinazionale partendo da un negozietto di street food

La storia della Piadineria, almeno in Italia, è abbastanza insolita. Ora arriva l’ultimo (in ordine cronologico) passaggio di mano milionario

Un tessuto fatto – ancora – di aziende piccole e/o medio piccole, almeno nel mondo della ristorazione: questo è in gran parte lo scenario imprenditoriale italiano. Se nelle grandi capitali, come New York ad esempio, è abbastanza facile trovare uno o più imprenditori dietro un ristorante, in Italia ci si aspetta ancora una dimensione famigliare. Per questo le catene italiane ci sono, ma non sono così tante come in certi paesi esteri e le aziende italiane hanno timore di superare i confini nazionali, fatta eccezione per qualcuna. Una lunga battaglia di Farinetti per Eataly, che disse frasi come: “Gli Stati Uniti ci aspettano a braccia larghe. E hanno fame d’Italia”.

La nascita de La Piadineria a Brescia

I rotoli de La Piadineria farciti

A scavallare, tra i tanti marchi, ce n’è uno che ha fatto del monoprodotto il suo punto di forza: La Piadineria. Snobbate generalmente dal giornalismo gastronomico, ma molto amate dalle persone per il pranzo e la cena di tutti i giorni, le catene hanno finito per tappezzare il tessuto urbano del centro-nord Italia (meno al sud). È stato anche il caso de La Piadineria, popolare e democratica sin nel nome. Tutto nasce nel 1994 a Brescia, dove una coppia di amici decide di aprire un negozio che fa piadine e rotoli seguendo la ricetta della nonna. Sono Pierantonio Milani e Franco Beccaria, da lì a poco apriranno altri due locali su Brescia e decideranno di darsi al franchising.

La crescita esponenziale, di rotoli e piadine

Uno dei vecchi loghi de La Piadineria con le due azdore

Come tipico dei primi anni 2000, le nuove aperture (con un nuovo socio) si concentrano sui centri commerciali, piazze ambite per i flussi importanti e per la possibilità di far conoscere bene il marchio. Nel 2015, Idea Taste of Italy, gruppo d’investimento italiano che fa capo a Dea Capital (Gruppo De Agostini), acquisisce gli – allora – 80 negozi aperti nel giro di poco più di 20 anni. Si tratta del primo passaggio di mano che punterà alla crescita delle location e dell’espansione dei fatturati, una traiettoria comune nel raggio delle catene del food retail. Passano solo due anni – è il 2017 – e si arriva al terzo passaggio di proprietà. La Piadineria, con i suoi ormai 165 negozi e il suo marchio ben posizionato, viene acquisita dal fondo Permira, società di private equity globale con sede a Londra, che metterà sulla piazza aperture in Italia ma anche all’estero.

Dall’Italia all’estero: il futuro de La Piadineria

La piadina de La Piadineria nel suo incarto

Gennaio 2024, eccoci al quarto passaggio di mano. Sembrano lontani i tempi dei due ragazzi ventenni che fanno le piadine con la ricetta di nonna. La Piadineria ha superato senza subire troppi scossoni il periodo nero del Covid (profondamente buio per i centri commerciali) e si avvia alla nuova gestione. Già da qualche mese si parla dei nuovi fondi disposti a concorrere per l’acquisizione. Ma la notizia, che trapela da un articolo del Sole 24 Ore, racconta che La Piadineria è stata ceduta al 100% al fondo internazionale Cvc Capital Partners con una valutazione – si dice – di 300 milioni di euro.

Lo stesso laboratorio produttivo di sempre

La notizia dovrebbe essere ufficializzata a giorni. Intanto i negozi sono diventati 300 (come i milioni) con alcune aperture in Francia e il nord Italia praticamente tappezzato di piadinerie diffuse tra quartieri, centri commerciali, centro città. Tra i motivi del successo – raccontano da La Piadineria – ci sarebbe “il servizio veloce ed essenziale e il prezzo accessibile”. Nel tempo la proposta, arricchitasi di qualche ricetta speciale, non ha subito particolari voli pindarici ed è rimasta essenziale e di facile gestione (anche per il personale). Un pasto mediterraneo, lo definiscono, pronto forse ad aggredire anche altri mercati. Intanto la produzione delle piadine, negli anni, è rimasta centralizzata allo stabilimento di Montirone in provincia di Brescia. Da un negozietto, alla conquista del mondo.

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