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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Le Storie

Guida alle drogherie storiche d’Italia. Tra decadenza e fascino

Dove si trovano gli indirizzi più interessanti che hanno mantenuto arredi e gestori di un tempo (talvolta di fine ‘800) e come sono finite le realtà famigliari nate per vendere droghe alimentari da tutto il mondo. Se ne conoscete altre, diteci

In italiano il suffisso in -erìa ha caratterizzato per decenni la composizione di parole che fanno riferimento ad attività commerciali e negozi. Gelateria, macelleria, birreria: la formula è stata prolifica soprattutto in campo alimentare, dove associare un prodotto a un suffisso è diventato sinonimo di destinazione in cui poter trovare uno specifico bene gastronomico. È stato così anche per le drogherie, che figliano da “droga”, una parola che non va interpretata in senso dispregiativo e illecito, ma che veniva usata proprio nel suo significato primario come sinonimo di “spezia”, derivando probabilmente dall’olandese “droog” che significa secco e può fare riferimento all’usanza di essiccare erbe e radici per trasformarle in polvere. Da lì convertirle anche ad uso alimentare.

Le drogherie, un prototipo del supermercato, inglobato dal supermercato

Le drogherie, come altre tipologie di attività commerciali che ricoprono un ruolo oggi assorbito da altri luoghi, stanno scomparendo. Oggi le spezie “e gli altri beni coloniali”, quindi tutto quello che veniva da fuori l’Italia ma soprattutto da fuori l’Europa, si trovano ai supermercati, che hanno assolto la funzione di tantissime tipologie di negozi specializzati, dalla macelleria al panificio, dal ‘vini e oli’ alla drogheria. Tè, cioccolato, spezie, zucchero, caffè, erano i beni presenti sugli scaffali delle drogherie più importanti, disseminate nelle varie città italiane ed essenziali per gli acquisti di chi poteva permettersi questi beni di lusso.

L’odore delle drogherie

Ma c’erano anche prodotti per l’igiene e per la pulizia, beni alimentari più generici purché “secchi” anche loro, dunque a lunga conservazione, da non conservare in frigorifero o non deperibili a breve termine. Come si ritrova in più fonti, e anche in una pagina social dedicata a raccontare la Milano scomparsa, a rendere uniche le drogherie era l’odore,  “entrare in una qualsiasi delle drogherie di Milano significava tuffarsi in una sorta di nuvola profumata, un mix di sapone di Marsiglia, detersivi per lavatrice, vaniglia, liquirizia, strane sostanze chimiche. Un odore inconfondibile. L'odore di drogheria”.

Di droghiere in droghiere, di famiglia in famiglia

Il mestiere del droghiere veniva spesso trasmesso di famiglia in famiglia, questo spiega perché le drogherie ancora esistenti si identificano con i cognomi dei fondatori, non sempre degli attuali proprietari. La natura fluida e un po’ caciarona di questo tipo di negozi, che condivide una parte di identità con l’alimentari, la bottega, la spezieria, la farmacia, l’erboristeria, la spezieria o l’emporio, ha portato le drogherie a perdere l’identificazione con una sola merceologia di prodotto ma a vendere un po’ di tutto. A Udine vendevano anche le friulane, le scarpe tipiche del posto, a Trieste gli spolverini cattura polvere, a Milano la benzina. Tutto ruotava intorno alle spezie, per poi allargarsi anche a caramelle, dolciumi, creme, liquori, conservati tra credenze e cassetti di legno, un’immagine prototipo della drogheria che è rimasta scolpita anche nella testa dei più giovani.  

Le drogherie oggi: dove trovare quelle storiche

Drogheria Europea

È difficile che oggi un’attività, aprendo, usi il nome di drogheria. Capita anche che le vecchie insegne di questo tipo, come l’Antica Drogheria Corino di Casale Monferrato, nata nel 1764 e quindi forse la più antica d’Italia, diventino anche bar e ristoranti, per diversificare l’offerta e continuare ad attrarre i clienti. È difficile, dicevamo, ma non impossibile. Solo nel 2021 infatti, da Roma è partito il marchio Drogheria Europea, che ha anche spazi fisici, per vendere prodotti dal mondo ancora non presenti sul mercato italiano. Tra le drogherie storiche invece, c’è da perdere la testa. Presenti ancora nelle città (soprattutto centro e nord Italia) alcuni di questi locali sono dei veri monumenti e hanno conservato buona parte del loro fascino antico. Da Verona a Roma, da Milano a Genova, le drogherie con i loro scaffali, i prodotti e le insegne antiche, liberty o ancora precedenti, sono molto divertenti da scoprire. Eccone alcune da conoscere in Italia.

Drogheria Toso - Trieste

Drogheria Toso

L’insegna di Trieste è presente dal 1906 in città, fondata da Vittorio Toso. Oggi è gestita dalla coppia composta da Nadia e Mauro Kosmina che hanno tenuto integro tutto l’apparato storico, dagli arredi ai prodotti, di inizio ‘900. Un luogo che dunque è sopravvissuto al suo centenario mantenendo la forza dei primi giorni, con numerosi prodotti al dettaglio in vendita.

Drogheria Preti - Padova

Drogheria Preti

L’insegna che svetta su Prato della Valle a Padova recita: Drogheria Preti, di Zuin Luigi. L’origine è antichissima e arriva fino all’800 quando nel palazzo era documentata la presenza di una farmacia. Il nome di Luigi Zuin invece è fondamentale per la nuova vita da drogheria, che comincia nel 1936. Anche qui, come da Toso, il locale è rimasto intatto rispetto a come era un tempo. Nel 1999 è subentrato il nuovo titolare, Daniele Bettella, che ha accolto con spirito di conservazione l’eredità di questa insegna padovana.

Antica Drogheria Emaldi - Verona

Antica Drogheria Emaldi

Tra le drogherie più antiche d’Italia, c’è certamente Emaldi di Verona, fondata da Francesco Togni nel 1864 ma in una zona fuori dalla città, per poi essere spostata nel 1882 dentro la cinta urbana per una questione di dazi doganali. Si sono succedute qui cinque generazioni che hanno mantenuto gli arredi e lo spirito del fondatore. Con una dedica speciale agli antichi rimedi naturali, ai prodotti per la casa e per il restauro e a quelli di apicoltura.

Antica Drogheria Vercellini - Varese

Antica Drogheria Vercellini

A Varese, dal 1955 la Drogheria Vercellini è un patrimonio cittadino, con la sua vetrina verde con i prodotti in esposizione. La fondarono Mario e Antina Vercellini a cui sono subentrati nel 2018 i nipoti Bruno e Filippo Cabrini. Hanno mantenuto l’interesse alto per la curiosità di andare a scovare prodotti di qualità del panorama internazionale.

Antica Drogheria Calzolari - Bologna

Antica Drogheria Calzolari

Dietro la porta in legno scuro, si nasconde un mondo con gli inserti originali di inizio ‘900. Quello che sappiamo oggi è che dal 1959 c’è la famiglia Delfiore a gestire questa insegna di Bologna. Dentro si trovano sia i prodotti classici della drogheria, un po’ di tutto, che una parte di enoteca con mescita che era presente già dalla metà degli anni ’50.

Antica Drogheria Manganelli - Siena

Antica Drogheria Manganelli

Sul tavolo del droghiere è ancora conservata la bilancia per pesare gli alimenti sfusi, la vera casetta degli attrezzi del mestiere. Siamo a Siena e l’Antica Drogheria Manganelli è stata fondata nel 1879. Oggi la gestiscono i giovani Margherita, Giovanna, Tommaso e Niccolò, ultima generazione di famiglia. Nel tempo è nato anche un marchio proprietario con il quale vengono etichettati i prodotti, tra cui il panforte di Siena IGP.

Pegna - Firenze

Pegna a Firenze

A Firenze il nome della drogheria storica nata nel 1860 in un palazzo del ‘600 ad opera di una famiglia di chimici, si è fusa con quello del negozio di alimentari e più in generale della bottega. Oggi vende un po’ di tutto ma partì con una rivendita di prodotti per la pittura a cui poi si affiancarono i famosi generi coloniali. Si chiamava infatti anche “mesticheria” come erano noti i negozi che proponevano vernici e articoli per la casa.

Antica Drogheria Torielli - Genova

A Genova le drogherie sono un patrimonio locale, grazie anche alle attività mercantili che da sempre hanno caratterizzato la città. Ecco quindi Antica Drogheria Torielli, è stata rilevata nel 1930 da Matilde Torielli e oggi viene gestita dalle sue nipoti. Qui si trovano ancora gli arredi di fine ‘800, e gli accessori vintage del tempo, tra cui un bancone in stile liberty.

Castroni - Roma

Castroni a Roma

Fondata nel 1932 da Umberto Castroni e poi passata ai suoi sette figli, Castroni è sempre stata la drogheria di Roma pur senza esserlo. I romani la chiamano semplicemente “Castroni”, come se il nome drogheria non fosse necessario. I beni che qui si trovano e si trovavano, nel quartiere Prati a Via Cola di Rienzo, sono proprio quelli della drogheria. Il caffè in primis, e poi il tè, gli infusi, la cioccolata, la frutta secca, le creme spalmabili. Con la sua sezione “dal mondo” presente anche sul sito, Castroni sottolinea i paesi d’origine dai quali importa, che sono quasi 40, sparsi nei cinque continenti.

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