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Domenica, 14 Luglio 2024
Le Storie

La storia del Cornetto Algida. Il “cuore di panna” da New York a Napoli

Si deve tornare a fine ‘800 per capire com’è nato il celebre Cornetto Algida. Tutto ha inizio a New York e diventa realtà decenni dopo a Napoli, grazie a un artigiano di gelati che ebbe un’intuizione fenomenale

Il gelato confezionato più iconico di sempre? Ovviamente il Cornetto. Una cialda croccante e biscottata, riempita con gelato alla panna e ricoperto di granella di mandorle e nocciole. La sua nascita si deve a un’idea innovativa di un gelatiere partenopeo, grazie alla quale il cono gelato è stato trasformato anche in un prodotto industriale. Ma tutto nasce in America qualche decennio prima da un’esigenza ben precisa.

Il cono gelato fu inventato da un italiano a New York

Il cono gelato fu inventato per risolvere un problema

Il cono gelato è nato a New York verso la fine del 1800. Pare che a inventarlo fu Italo Marchioni, originario di Napoli, che emigrò negli Stati Uniti nel 1896 dove iniziò a vendere gelati per le strade utilizzando piccoli carretti. Inizialmente serviva il gelato in degli appositi bicchieri, ma presto si rese conto che si rompevano o non venivano restituiti. Per risolvere il problema, Marchioni ebbe l'idea di utilizzare dei waffle piegati a cono per contenere il gelato, per i quali si pensa che si sia ispirato ai coni di wafer usati per servire i dolci in Europa. Così fondò a Hoboken una fabbrica di coni e cialde, e nel 1903 ottenne il brevetto per il macchinario con cui produrle, anche se in seguito fu accusato di violazione da parte della Valvona Marchioni Company di suo cugino. In ogni caso i coni gelato, da geniale oggetto di design quale erano, riscossero un gran successo, iniziando a essere prodotti su scala industriale e diffondendosi in tutto il mondo, andando a sostituire in gran parte i bicchieri e le coppe.

La pubblicità vintage di Cornetto Algida

L’intuizione del gelataio napoletano Spica

C’era ancora un problema da risolvere, ovvero riuscire a creare un cono che potesse contenere il gelato senza impregnarsi e ammollarsi, in modo da permetterne una produzione industriale. Fu nel 1959 che il gelataio napoletano Spica ebbe l’idea di rivestire la parte interna del cono con il cioccolato. Una grande intuizione che permetteva alla cialda di rimanere croccante, grazie a questo strato composto da una miscela di zucchero, cioccolato e olio che faceva sostanzialmente da isolante. Spica lo riempì poi di gelato alla crema di latte, coperto con cacao e granella di nocciole e mandorle. Iniziò a venderlo dal 1961, rimanendo il solo e unico produttore per 15 anni e fu lui che probabilmente lo chiamò Cornetto, vista la sua forma che ricorda vagamente un piccolo corno appunto. Soltanto qualche anno più tardi è diventato il nome con cui si identifica uno dei gelati confezionati più venduto di sempre grazie ad Algida, una gelateria artigianale fondata a Roma nel 1946. Anno in cui crearono il loro primo prodotto su stecco: il Cremino, che insieme al Cornetto e al Mottarello di Motta (considerato il capostipite), ha fatto la storia del gelato confezionato.

Il Cornetto Algida

Il cornetto su scala industriale: il primo fu di Algida

L’esplosione del suo consumo avviene negli Anni ’70 quando la commercializzazione diventò su scala mondiale. Il brevetto del Cornetto di Spica fu acquisito dalla multinazionale Unilever nel 1976, che nel mentre aveva già acquistato il marchio italiano Algida, la cui fabbrica era stata trasferita a Caivano, in provincia di Napoli. È questa azienda a portarlo al successo con una fortissima campagna pubblicitaria, che lo ha reso celebre e tutt’ora così amato. Negli Anni ’80 costava 100 lire ed era già il gelato più conosciuto in casa Algida, nonché il simbolo delle estati italiani.

Com'è cambiato il logo di Algida negli anni

Nel 2019 il Cornetto, inteso come la creazione dell’artigiano Spica, ha compiuto i suoi 60 anni di successo. Da allora sono state introdotte circa 20 nuove versioni, dal Cornetto Royal amarena e cappuccino - non più in produzione - al Cornetto al caramello o quello vegano che seguono le tendenze alimentari degli ultimi anni. Ma anche gelati di dimensioni diverse, come il Mini e l’XXL - tutt’ora sul mercato - e numerose limited edition. Quest’anno Algida ha lanciato da poco la “Cornetto Summer Emotions" in collaborazione con tre giovani chef: Roberto Godi del ristorante Desco di Milano con il Cornetto Desire a base di cacao, amarena e nocciola; Solaika Marrocco, chef del Primo Restaurant di Lecce, con cui hanno realizzato il Cornetto Freedom con caffè, zabaione e cioccolato. Il Cornetto Joy invece, è opera di Juan Camilo Quintero, Executive Chef di Borgo San Felice, con ingredienti che richiamano le sue origini colombiane, quali cocco, dulce de leche, caramello e mango.

La fabbrica Algida a Caivano in provincia di Napoli

La produzione avviene tutt’ora a Caivano, che è la più grande fabbrica europea di gelati Unilever, mentre il centro di ricerche si è spostato a Londra nel 2016. Qui ogni anno vengono realizzati centinaia di milioni di esemplari, destinati al mercato italiano e all’esportazione. Ecco come il “cuore di panna” – come recitano i fortunati spot pubblicitari del tempo – da una piccola gelateria in via Gianturco a Napoli è diventato famoso e consumatissimo in tutto il mondo.

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