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Giovedì, 18 Aprile 2024
Le Storie

Mimosa, il cocktail vecchia scuola immancabile a brunch e matrimoni

L’origine è, come spesso accade, molto incerta. Ma il rapporto con la pianta e il colore della mimosa è difficile da mettere in discussione

Spremuta o succo d’arancia e Prosecco: sono gli unici due ingredienti che compongono il Mimosa all’italiana, drink che si inserisce in tutto il filone di bevande nate dall’unione di Prosecco (vino frizzante o anche Champagne) e frutta. Capofila almeno per fama fu il Bellini, inventato dal bartender, poi imprenditore, Giuseppe Cipriani a Venezia nel suo leggendario Harry’s Bar (abbiamo raccontato la storia qui). Era fatto con Prosecco e succo di pesca. Ci furono il Tintoretto, sempre dovuto allo stesso autore e prolifico inventore, con succo di melograno e Prosecco, oppure il Rossini con purea di fragola e l’onnipresente Prosecco. Servite nel bicchiere alto e stretto da bollicine (flûte), queste bevande hanno popolato l’immaginario dei drink old school, ma vengono escluse dalle carte dei maggiori cocktail bar anche per via della loro banalità.

Un drink frizzante per ogni momento dell’anno

Mimosa cocktail con la pianta della Mimosa

Ce n’era uno praticamente per ogni stagione dell’anno. Così il Mimosa poteva essere il drink con le bollicine del periodo dell’arancia, se non fosse che grazie ai succhi commerciali in circolazione, si può bere tutto l’anno e sembra un drink fatto di proposito per i periodi estivi e le prime serate primaverili. Già, ma chi l’ha inventato? Impossibile dirlo, come in molti casi l’origine è incerta. Quello che possiamo dire con certezza, anzi con spirito d’intuizione, è che il nome si deve al colore, che ricorda quello della pianta di mimosa, esattamente come la torta della giornata internazionale della donna. 

Le differenze e le similitudini di un drink in voga nei brunch

Alcuni brunch cocktails (Mimosa e altri)

A parte questo non ci sono altri collegamenti certi. Anche se il Mimosa ricorda in modo spaventoso un altro drink inserito nella classificazione dell’IBA, International Bartender Association, che ha un nome un cognome: si tratta del Buck’s Fizz, inventato per la prima volta dal bartender del Buck’s Club di Londra Malachy McGarry. Ci si domanda ancora se uno derivi dall’altro o viceversa. Le dosi, per esempio, sono differenti a seconda delle ricettazioni e sono cambiate varie volte nel corso degli anni. Non c’è da stupirsi se entrambe le versioni comprendano Champagne e con Prosecco, soprattutto se si seguono i rumors che vogliono il Mimosa inventato all’hotel Rizt di Parigi dal bartender Frank Meier, che però non rivendicò la sua stessa creazione in un libro con le sue ricette. “Con l'affermarsi del brunch come fenomeno sociale, il Mimosa si è rapidamente imposto come bevanda d'elezione per i piaceri del giornoscrive questo articolo per spiegare perché nei paesi anglosassoni il Mimosa è divenuto il cocktail del brunch domenicale, un drink da bevuta mattutina. Da noi invece, si ritrova spesso ai matrimoni.

Come si fa il Mimosa Cocktail

Due cocktail Mimosa

La preparazione è a prova di principiante. Basta spremere il succo, versarlo nel bicchiere, poi unire lentamente Prosecco o Champagne, mescolare leggermente. Qualche volta si osa con una fetta di arancia come guarnizione, oppure si possono creare delle versioni leggermente più originali, che mantengano però lo stile semplice ed efficace che contraddistingue questo drink. Il Mimosa può variare anche per la presenza del ghiaccio o per l’utilizzo di un altro bicchiere che non sia la flûte. È abbastanza noto che fu un drink amato dalla Regina Elisabetta II, che pure era un’appassionata di gin.

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