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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Territorio

Due ragazzi di Ravenna si sono inventati i biscotti fatti come i mosaici della città

Jacopo Randi e Lorenzo Sirotti hanno brevettato i loro Biscotti Bizantini nel 2021, in piena pandemia. Ecco come sono riusciti a trasformare una vecchia ricetta ritrovata in una specialità che racconta la città e i suoi mosaici

Vi ricordate quando, chiusi in casa durante il lockdown, non facevamo altro che impastare pane e cuocere biscotti? I giovani ravennati Jacopo Randi e Lorenzo Sirotti, diversamene da molti, non hanno mai messo via la farina. Anzi, hanno intuito il potenziale di una vecchia ricetta di famiglia, recuperato un biscottino diverso agli altri e gli hanno dato una nuova veste. Che omaggiasse i sapori, la tradizione, ma anche il patrimonio culturale di Ravenna. I loro Biscotti Bizantini, infatti, somigliano alle tessere dei meravigliosi mosaici, e stanno già diventando una nuova tipicità romagnola.

Biscotti Bizantini, ispirati alle tessere dei mosaici di Ravenna

Jacopo Randi, Lorenzo Sirotti e la ricetta ritrovata

Nato a Ravenna 33 anni fa, Randi ha studiato a Milano, lavorato nella finanza e controllo amministrativo di grandi imprese tra la Lombardia e Bologna e, durante la fase pandemica, si è rifugiato in Romagna. “Passare il tempo a cucinare era un po’ una terapia”, racconta a Cibotoday, “in quel momento ho ritirato fuori una ricetta che mia nonna aveva trovato tanti anni fa nella libreria di famiglia a Marina di Ravenna”. Dagli anni Settanta, infatti, in casa Randi si era preso a fare questo dolcetto particolare, chiamato Biscotto del Professore anche per ricordare il nonno, insegnante di latino e italiano (nonché appassionato di volumi gastronomici).

Il taglio dei Biscotti Bizantini

Li facevamo tutti insieme a ogni Natale e Pasqua, un po’ come un rito. Sono proprio particolari, e non mi è mai capitato di vederli da altre parti”. Sì, perché anche se ci siamo riferiti a un “biscotto”, si tratta piuttosto di una sfoglia sottile. Quasi un cracker, “con sola farina, olio, zucchero, acqua, un pizzico di bicarbonato e uvetta. É croccante e vegano: una ricetta super contemporanea!”. Meno “moderna” invece la tecnica di lavorazione, con un buon lavoro di mattarello per assottigliare più possibile l’impasto. Insieme al 31enne Sirotti, laureato in economia e finanza e appassionato di cucina, dai primi test casalinghi nasce velocemente l’idea di brevettare un marchio. E cercare di farlo conoscere a tutti.

Raccontare la storia di Ravenna coi Biscotti Bizantini

All’inizio facevamo biscotti nel laboratorio di un amico, fino a farci venire le vesciche”, ricorda Randi, “li confezionavamo in bei sacchetti col nastrino e li portavamo in giro per forni”. L’incontro più fortunato è quello con Elisa Leonardi — titolare della bottega Leonardi Dolciumi — “che ci ha detto di non aver mai assaggiato un biscotto così, suggerendoci di affinare la ricetta e lavorare su nome e packaging”. Randi e Sirotti si guardano intorno, e pensano a quanto le loro sfogliette somiglino alle tessere dei mosaici, stese a milioni negli interni delle chiese imperiali.

I Biscotti Bizantini di Ravenna

‘Biscotti Bizantini’ ci è sembrato azzeccato. Si capisce subito da dove vengono e ricordano gli altri gioielli che ci sono nella nostra città”. Il brand lo registrano subito, a marzo 2021, con l’aiuto del padre di Randi — principale memoria della ricetta di casa —, poi mettono a punto le dosi e individuano nel Forno Mazzoni di Ravenna la base per la produzione, del tutto artigianale.

Biscotti Bizantini a fine pasto

Le nuove varietà, non solo dolci, dei Biscotti Bizantini

I Biscotti Bizantini si ricordano per la leggerezza, il morso croccante e il sapore delicato”, che dalla prima versione con semplice uvetta si è arricchito di diverse interpretazioni. Sono in tutto cinque, con altre due dolci — all’arancia candita e al caffè — e un paio di varianti salate. “Forma e consistenza sono perfette anche per una versione gastronomica. Da poco abbiamo presentate quella ai semi di zucca e alle mandorle salate”.

Biscotti Bizantini salati con semi di zucca

Il piccolo sogno dei due romagnoli ha preso così forma, con una produzione di circa 4mila kg l’anno e tante occasioni per presentare i biscotti in giro per l’Italia. Randi, da pochi mesi, ha lasciato il lavoro in azienda per dedicarsi del tutto al progetto, che oggi ha un e-commerce che spedisce in poche ore in tutta Italia (pacchetti da 5,80 a 7€) e diverse idee ancora in cantiere. Mica male, per due “pasticcieri per caso”.

Per info: www.biscottibizantini.it

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