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Domenica, 14 Luglio 2024
Territorio

A Vicenza questa azienda produce carta dalle alghe, dalla frutta e dalla verdura

Si chiama Favini e dagli anni ’90 realizza una carta ecologica secondo i principi dell’upcycling produttivo. Partendo dalle alghe infestanti della laguna di Venezia e dagli scarti della lavorazione agro-industriale

Sostenibilità, economia circolare, riutilizzo degli scarti agro-industriali e soluzioni innovative ai problemi ambientali, come la sovrabbondanza di alghe. Un esempio virtuoso di come fare industria e allo stesso tempo proporre alternative eco-friendly ci viene da un’azienda veneta di carta, la Favini con una sede in provincia di Vicenza a Rossano Veneto e una in Piemonte a Verbania. Una storica cartiera nata nel 1906 che dagli Anni ’90 si è dedicata allo sviluppo di carta sostenibile e circolare. Da qui nasce infatti Alga Carta, una carta che è nata in principio dalla sovrabbondanza delle alghe della laguna di Venezia e ora di tutta Europa, secondo i principi dell’upcycling produttivo. Ma non solo, negli anni si sono specializzati tanto da studiare alternative alle fibre di cellulosa attraverso l’utilizzo di materiali da riuso agro-industriali: frutta, verdura, ma anche fibre tessili come cotone e lana, rendendo possibile la creazione di una vasta gamma di carte altamente sostenibili. Abbiamo parlato con Elena Simioni, Product and Communication Manager Graphic Specialities dell’azienda Favini.

Alga Carta, la carta prodotta con le alghe marine

La carta sostenibile con le alghe marine: come è nata e cos’è

Negli Anni ’90 nella Laguna di Venezia c’era un problema di eutrofizzazione ovvero sovrabbondanza di alghe marine. Una specie infestante che rovinava la flora e la fauna autoctona”. Ci spiega Elena Simioni quando gli chiediamo da cosa è partito il progetto, e continua: “Il Consorzio Venezia chiese alle aziende di trovare soluzioni alternative alla semplice creazione di rifiuti, e la Favini rispose con Alga Carta”. Una carta che dunque è partita dall’esigenza di non creare ulteriore scarto e riutilizzare quello che già era presente, in una simbiosi industriale. Elena ci spiega che oggi il problema delle alghe infestanti è scomparso a Venezia, ma continuano a produrre con questo metodo carta da alghe sovrabbondanti ora provenienti da ambienti marini europei. “Ovviamente devono provenire da mercati non troppo distanti da noi, per non impattare troppo con il trasporto in termini di emissioni di CO2” ci spiega aggiungendo come la Favini sia attenta a fare una carta ecologica a 360°, grazie all’energia pulita e autoprodotta in azienda e monitorando i consumi di acqua ed emissioni, che vengono poi pubblicati per il principio di trasparenza.

Le alghe marine con cui si crea la carta Favini

Le alghe una volta che arrivano in azienda vengono prima essiccate, per evitare il processo di putrefazione e quindi deterioramento, e poi stabilizzate. La fibra di cellulosa non viene azzerata, le alghe vengono unite insieme dopo un passaggio chiamato di micronizzazione che ne riduce le particelle più grandi. Il risultato una carta sostenibile, con caratteristiche tattili ed estetiche particolari: puntinata e leggermente ruvida.

Gli scarti agro-alimentari per creare carta sostenibile

La nostra ricerca non è mai ferma, tanto da avere lanciato nel 2012 una linea di carta prodotta con gli scarti agroalimentari dell’industria”. Si chiama Crush ed è il passo successivo in questa direzione lanciata nel 2012: un’innovativa gamma di carte ecologiche realizzate con i residui della lavorazione agro-industriale di mais, agrumi, kiwi, oliva, mandorla, nocciola, caffè, lavanda, ciliegia, cacao, uva, usati per sostituire fino al 15% di cellulosa d’albero. Infatti lo scarto industriale di prodotto alimentare è altissimo, si pensi alla produzione dei soli succhi di frutta dove a monte di un 40% di succo il restante è scarto alimentare che Favini, grazie ad accordi con i maggiori produttori, raccoglie e lavora. il procedimento è uguale a quello di Alga Carta e il risultato? “Ogni carta ha il colore del frutto o ingrediente utilizzato e anche le esperienze tattili sono diverse: la nocciola sarà leggermente ruvida, il kiwi più setoso. Non hanno alcun profumo perché tutte gli oli essenziali sono stati già esauriti durante la lavorazione primaria”.

Crush Citrus, la carta realizzata con le bucce d'agrumi

Da Favini si utilizzano anche gli eccessi di altri settori industriali, come quello tessile, raccogliendo gli scarti di lana, cotone e cuoio per la realizzazione di carte speciali. “Il nostro reparto di sviluppo e ricerca sta testando oltre 350 prodotti per capire cosa portare in linea produttiva. Non tutto può essere trasformato in carta: se vediamo che il processo è troppo dispendioso in termini energetici lo abbandoniamo”. Perché la carta deve essere green in ogni passaggio e perché come dice Elena “non facciamo greewashing riempiendoci la bocca di parole”.

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