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Sabato, 18 Maggio 2024
Territorio

In Umbria una famiglia rilancia il Lago Trasimeno con olio, farina, ospitalità e ristorazione

Centumbrie è il progetto multiforme della famiglia Cinaglia Menicucci, che ha ripristinato casolari antichi, uliveti e vigne. A ogni attività affiancano possibilità gastronomiche, con una pasticceria, un’osteria e un bistrot con grande chef

Sulla sponda est del Trasimeno, quella più giusta per godere del tramonto sul lago, si trova un’azienda che vive un po’ come un organismo. Tiene insieme attività autonome — le ville a destinazione turistica, gli uliveti e il frantoio, i campi di cereali con relativo mulino; poi un bar con pasticceria, un bistrot con chef blasonato e una nuova cantina con osteria — le quali però, come in un meccanismo ben funzionante, dipendono e si intrecciano le une con le altre. Si chiama Centumbrie ed è il progetto nato dal 2017 dalla famiglia Cinaglia Menicucci, che ha deciso di investire in un grande progetto per dare valore al territorio umbro. Ecco come ci sta riuscendo.

Il frantonio e il mulino con annessa bakery di Centumbrie

Umbria a 360°: il progetto della famiglia Cinaglia Menicucci

L’ingegnere Michele Cinaglia ha creato negli Anni Ottanta Engineering Ingegneria Informatica, società colosso dell’information technology che avrebbe tranquillamente garantito alla sua famiglia, basata a Roma ma con solide radici umbre, una ‘pensione’ serena. “Invece, però di chiudere come nelle favole con un ‘vissero felici e contenti’ — magari in qualche paradiso fiscale”, racconta la moglie Marilena Menicucci, “abbiamo deciso di continuare il passo degli antenati sullo stesso ambiente, per salvaguardarne la bellezza e la qualità del lavoro artigianale”.

Miriam Cinaglia da Evo Bistrot

Dalle passeggiate intorno al lago i due individuano alcuni casolari dotati di (immancabili) oliveti e magnifiche viste, e decidono, coinvolgendo i figli Miriam e Giovanni, di rimetterli in sesto e destinarli all’ospitalità. “Quando i miei prendono una strada vanno fino in fondo”, racconta a CiboToday Miriam Cinaglia, “e da quella decisione, nel 2017, ne sono fiorite altre. A volte per caso, parlando di idee e provando a concretizzarle. Sono passati pochi anni ma abbiamo fatto tantissimo”.

Dalle ville per accoglienza di alto livello agli uliveti e il frantoio

Oggi CM Casa Mia è un gruppo di sei ville — tra cui la casa natale di Luisa Spagnoli — ristrutturate con occhio al design e molti servizi, apprezzate dagli stranieri che deviano dell’‘iper-brandizzata’ Toscana. “Intorno c’erano tanti ulivi in stato di abbandono: inconcepibile, per degli umbri doc. Così li abbiamo recuperati e siamo partiti anche col frantoio”.

Villa Battisole, una delle residenze della famiglia Centumbrie

Quello diventa il nucleo dell’azienda, con una filiera chiusa intorno alle cultivar Moraiolo, Frantoio, Leccino e Dolce Agogia, “un’autoctona della nostra parte di lago”. Per la parte produttiva, si individua una zona fuori dal centro di Agello, il cui umore ‘industriale’ è bilanciato da strutture progettate da architetti, in corten alleggerito da vetrate e dettagli colorati. “Oleocoltura e accoglienza si sposano degustazioni che organizziamo in villa, che sono sempre più richieste dagli ospiti che non bevono vino, ad esempio”.

Il grano, il mulino e il vino naturale in Umbria

La cultura del grano e dei legumi, in Umbria, è importante quanto quella dell’ulivo. E quindi nei campi Centumbrie si sono impiantati anche cereali, legumi locali, e un orto con erbe aromatiche e varietà orticole.

La sala di Evo Bistrot, adiacente al frantoio

Ragioniamo in termini di produzione del tutto interna, e quindi nel giro di un anno abbiamo messo in piedi un mulino in pietra naturale monolite”, che ha preso a macinare farina biologica integrale e anche di segale. Per le varie attività, i Cinaglia preferiscono all’idea di un polo produttivo concentrato su sé stesso l’apertura, accogliendo visitatori e spiegando il lavoro. Con svariate possibilità anche di assaggio.

L'olio di Centumbrie

Il bar pasticceria, l’Evo Bistrot e l’osteria Libera Lepre ad Agello 

Ad ogni nucleo produttivo, Centumbrie affianca un lato di ‘accoglienza gastronomica’. Nella corte interna al frantoio predispongo un bistrot per la degustazione accompagnata a piccola cucina (che oggi ha preso tutt’altro passo, come diremo). Al mulino, invece, un laboratorio di panificazione e pasticceria con un bancone pieno di dolci francesi e tipicità italiane. Ma anche un comparto caffetteria e uno spaccio di farine e ora anche pasta a marchio Centumbrie, oltre a una selezione di altri prodotti artigianali.

L'ultima idea di mio padre? Produrre per sé un poco di Vin Santo”, racconta Cinaglia, “solo che anche qui ‘ci siamo fatti prendere la mano’, e recuperato 4 ettari e mezzo con in parte viti da ripristinare e in parte nuovi impianti”. È partita così la cantina di vinificazione naturale — in collaborazione col vignaiolo Marco Durante — abbinata, al piano superiore, all’osteria di cucina umbra Libera Lepre, e a un allevamento di suini, bovini e animali da cortile allo stato semi brado.

Miriam Cinaglia e lo chef di Evo Bistrot Gennaro Esposito

È più ‘gourmet’ invece la linea del rinnovato Evo Bistrot, ancora nella sede del frantoio ma con un’enorme nuova cucina, condotta dalla squadra dello chef due stelle Gennaro Esposito (qui il racconto completo del progetto). Altro? In questi mesi i Cinaglia sono impegnati nell’abbellimento del Parco Itaca, un giardino rigenerato tra i capannoni e aperto alla comunità. Stanno anche studiando il modo per trasformare gli scarti di lavorazione dell’olio in conservanti naturali ed energie rinnovabili. E questo, per ora, è tutto.

Per tutte le immagini dell’articolo: ph. Alberto Blasetti

Evo Bistrot

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