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Martedì, 3 Ottobre 2023
Territorio

In Piemonte la più piccola distilleria d’Italia produce grappa come secoli fa

La Distilleria Sancarlo ha un impianto che riproduce un metodo antichissimo, tre barrique per l’affinamento e un punto vendita per la degustazione. In meno di 50 metri quadri

La vita del paesino di Celle — 470 abitanti a una decina di chilometri da Asti — è legata a filo doppio all’uva e ai suoi prodotti sin dal nome. “Enomondo”, unione del greco per “vino” e “puro”: questo il toponimo assegnato dopo l’unità d’Italia, per distinguerlo da tutti gli altri “Celle” in giro per lo Stivale. La storia della Distilleria Sancarlo è specchio fedele del suo territorio e dice di una piccolissima realtà capace di estrarre dalla vite lo spirito migliore. Stefania Valsania, la sua fondatrice, ci ha raccontato cosa significa fare grappa nella distilleria più piccola d’Italia.

La grappa di nonno Arturo

La grappa di nonno Arturo

Per la mia famiglia distillare a fine vendemmia la vinaccia appena svinata è una tradizione, e per mio nonno è sempre stato un rito che non poteva mancare”. Spostatosi, come molti altri, dalle campagne dell’Astesana a Torino per lavorare in fabbrica, il signor Arturo non mancava un fine settimana per tornare nelle sue campagne a curare vigne e orto. A maggior ragione al momento della vendemmia, dove in un grande sforzo comunitario tutti aiutavano tutti tra i filari. “E poi, l’ultimo giorno, c’era un grande pranzo dove si mangiava insieme, bevendo vino e grappa. Sotto il portico nonno Arturo andava avanti a lavorare al suo alambicco un po’ clandestino, e poi, il quattro novembre, offriva a tutti quella nuova”. Proprio il giorno di San Carlo.

I prodotti della Distilleria San Carlo

Il nuovo corso della Distilleria Sancarlo

E così Stefania e il marito Giancarlo — di sua natura appassionato degustatore, accolto in una famiglia altrettanto devota — hanno battezzato la distilleria che, poco più di vent’anni fa, hanno rimesso a nuovo. “Quella di nonno Arturo era una produzione genuina ma domestica; noi abbiamo fatto tutto per bene”. Il portico, però, è sempre lo stesso, ristrutturato con mattoni crudi antichi, legno e pietra del Tanaro. Così come il cortile, sul quale si affaccia la casa di famiglia, dalla quale si gestisce il lavoro senza soluzione di continuità. In meno di 50 metri quadri hanno accomodato un impianto di distillazione che Giancarlo ha disegnato, insieme agli ingegneri, studiando volumi antichi. Il metodo, infatti, non è quello classico, bensì “l’archeologico” bagnomaria alla piemontese a doppio ripasso, “dove il vapore passa all’interno direttamente a contatto con le vinacce. Così tutto deve avvenire a temperatura più bassa, in modo più delicato e lentamente”. Sulla medesima superficie la distilleria più piccola d’Italia comprende anche un punto vendita, “dove chiunque può venirci a trovare, per comprare le bottiglie, dare un’occhiata al nostro bell’impianto, ma anche per fare degustazioni guidate insieme a Giancarlo”.

Le grappe della Distilleria San Carlo

Le grappe della Distilleria Sancarlo

Le vigne di questo fazzoletto di Piemonte danno alcuni dei vini più riconosciuti del Paese. È naturale, quindi, che i distillatori di Sancarlo tengano alla selezione delle vinacce locali, “da piccoli produttori che però variano anche spesso. Ci interessa il prodotto migliore, che ogni anno può arrivare da aziende diverse”. I prodotti di punta sono tre, da monovitigno di Nebbiolo, di Moscato, e infine un blend di Barbera, Dolcetto e Nebbiolo in percentuali variabili. Una grappa “sincera”, la definiscono, alla quale non si aggiunge nulla, “nemmeno la minima percentuale di zucchero consentita per legge”, che resta stentorea espressione dell’uva e nient’altro. Le varietà sono disponibili giovani — al netto di un anno di permanenza in acciaio — oppure invecchiate in barrique, che “Giancarlo cerca in tutta Europa. Ne abbiamo solo tre, una per tipo. Di più non ci stanno!”. La grappa è e resterà regina, ma il catalogo, entro un totale di poco oltre 3mila bottiglie annue, comprende qualche altra referenza.

Nonno Arturo

I liquori e il distillato di birra

Ci sono alcuni liquori — “come il ratafià, che faceva già nonno Arturo lasciando in infusione le ciliegie nella grappa” —, la frutta conservata sotto spirito e un interessante distillato di birra. Anche questo prodotto in due modi, insieme al microbirrificio agricolo locale Free: “Un classico bierbrand e una versione affinata in botti di whisky scozzesi, che gli conferisce delle note incredibili”. Le grappe della Distilleria Sancarlo si trovano nelle cantine di alcuni grandi ristoranti e sull’e-commerce. Ma, doveste passare da queste parti, preferite andarli a trovare: il giro della distilleria non sarà lungo, ma verrete accolti come in famiglia.

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