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Martedì, 18 Giugno 2024
Territorio

7 dolci tipici del Natale in Calabria. Le ricette

Dai confini con la Basilicata allo Stretto le feste si onorano preparando dolci in quantità, da ricette antiche che cambiano da zona a zona, ma con alcuni punti in comune. Parola d’ordine? Frittura, ovviamente

Quali sono i più interessanti dolci natalizi calabresi? Estesa tra la Basilicata fino allo Stretto, la Calabria è una regione estrema e forse ancora poco conosciuta, soprattutto nelle sue specialità gastronomiche. Un ecosistema vasto, dalle alture della Sila fino all’Aspromonte, passando per le spiagge di Tropea e Costa degli Dei, che si traduce in una cucina variegata su cui hanno lasciato il segno molte culture. In questo periodo, è interessante passare in rassegna i dolci delle feste, che ancora più che altrove sorprendono per varietà. Il comune denominatore sono miele, frutta secca e spesso mosto cotto, ma soprattutto l’immancabile frittura.

Alaci

Questi dolcetti di pasta lievitata profumata al vino, coppata a strisce e poi cotta, sono appunto fritti. A volte anche in forma di treccia. L’impasto resta comunque morbido, con il fondamentale il passaggio in zucchero semolato, appena prima del servizio.

Gli alaci, ph. Ricette Calabresi

Cannarituli

Detti anche “cannaricoli” — oppure, in alcune zone, crustuli o turdilli — sono tradizionalmente privi di uova, e preparati con sola farina e mosto cotto. Di solito si mangiavano sul finire della cena della Vigilia, generalmente composta da piatti più semplici. Oggi la ricetta ammette anche miele e cannella, come spiegano a CiboToday Filomena e Giuseppe Di Gaetani della Pizzeria Da Filomena di Castrovillari, ma il passaggio che li distingue è quello finale: l’immersione, dopo la frittura, in una miscela di miele e melassa di fichi, avendo poi cura di adagiarli su foglie di arancio. 

I cannarituli della Pizzeria Da Filomena di Catrovillari

Cicerata

A un primo sguardo, questo dolce dalle tante “palline” con zuccherini colorati ricorda un po’ gli struffoli napoletani. E infatti non si discosta di molto, ed è un’usanza più recente in queste zone. I Di Gaetani — che lo preparano a ogni stagione — la confermano molto popolare in provincia di Cosenza, con un impasto a base di strutto profumato con arancia, limone, cannella e un goccio di limoncello. Ogni porzione è completata e guarnita con miele, mandorle tostate e confettini colorati, infine servita anche in questo caso su foglie di arancio o limone.

La cicerata, a sinistra, e i cannarituli della Pizzeria Da Filomena di Castrovillari

Giurgiulena

Della storia antichissima del torrone e delle sue molte varianti (anche internazionali), abbiamo già detto. In Calabria gli si avvicina la giurgiulena (o giuggiulena), un croccante a base di semi di sesamo e miele, formato in uno strato consistente e poi lasciato solidificare a lungo. La giurgiulena è tipica di Castrovillari e si taglia di solito a losanghe o rombi, e si spolvera infine con codette multicolori. 

Giurgiulena al sesamo, ph. Rango Bontà di Calabria

Nacatole

Un nome che si riferisce a diversi formati di dolci, caratteristici soprattutto della Locride e della piana di Gioia Tauro. Lo prendono da “naca”, ovvero dalla “culla” di Gesù Bambino, della quale in qualche modo ricordano la forma. Ciambelle rotonde, oppure più allungate, che partono da farina, uova, olio e latte, con aggiunta di vino rosso oppure liquore agli agrumi. Una volta fritte, si passano nello zucchero.

Nacatole

Petrali (e Sammartine)

Ci spostiamo a Reggio Calabria, dove il Natale porta il rito dei petrali. Si tratta di bei ravioli di pasta frolla dal ripieno laborioso: una base (variabile in ogni famiglia) a base di fichi secchi, uva sultanina, mandorle e noci, buccia di agrumi e cannella, che si lascia macerare per un paio di giorni in caffè e vino cotto. Magari con un po’ di cacao. Una volta cotti al forno, si possono cospargere di glassa al cioccolato, oppure spennellare di tuorlo e decorare con zuccherini. Con lo stesso impasto, già a partire dall’11 novembre, si preparano anche altri panetti in varie forme, che prendono appunto il nome di Sammartine.

I petrali

Pitta 'mpigliata o 'nchiusa

Nella Sila cosentina, nel catanzarese e crotonese, la pitta (il cui nome richiama la “pita", o anche la pizza; altri esempi di pani schiacciati che possono essere conditi) prende diversi nomi. Una ricetta che si vuole originaria di San Giovanni in Fiore e, che sia ‘mpigliata o ‘nchiusa, prevede una sfoglia di impasto farcita e arrotolata. Il suo punto forte è il sostanzioso ripieno, che comprende frutta secca e passa, spezie — di solito chiodi di garofano e cannella — scorza di agrumi e un goccio di vermouth o liquore.

Pitta 'mpigliata

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