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Venerdì, 24 Maggio 2024
Territorio

A Siena rinasce il primo ente nazionale sul vino, antenato del Vinitaly

Enoteca Italiana torna negli spazi della Fortezza Medicea a Siena grazie all’assegnazione di un bando del Comune di Siena. A far rinasce lo storico ente nato nel ’33 un gruppo di imprenditori che fanno rete con associazioni nazionali vitivinicole

Nella Fortezza Medicea di Siena dagli Anni Sessanta ha avuto sede l’unica enoteca italiana gestita da un ente statale. Il grande spazio con l’esposizione di migliaia di vini è fallito nel 2017 e il suo marchio “Enoteca Italiana Siena” è stato rilevato lo scorso anno. Oggi gli imprenditori titolari del marchio hanno vinto (essendo gli unici partecipanti) la gara che assegnava gli spazi storici dell’enoteca nei bastioni cinquecenteschi della Fortezza che ora potrebbero riaprire entro l'anno. Tutto questo grazie a una cordata di imprenditori privati, guidati dalla campana Elena D’Aquanno, insieme ad alcuni soggetti economici attivi in campo enologico, turistico e della ristorazione. “Ora l’Italia può continuare ad avere una sua enoteca nazionale e la città di Siena può continuare ad avere un peso nella valorizzazione della cultura enologica italiana” ci racconta Angelo Radica, presidente di Città del Vino associazione nata proprio a Siena che mette insieme i comuni italiani depositari di almeno una DOP e IGP. Ma quando e perché nasce Enoteca Italiana?

Come saranno gli spazi di Enoteca Italiana a Siena

La storia di Enoteca Italiana: nascita, declino e il nuovo corso

Enoteca Italiana è uno storico ente nato nel 1933 con Regio Decreto, primissima realtà italiana che vide la luce per la promozione della cultura enologica del nostro paese. La sua storia è lunga e non priva di periodi di difficoltà che l’hanno portato poi a fallire nel 2017” racconta Angelo Radica. Esordisce come Mostra Mercato dei Vini Tipici d’Italia e poi successivamente negli Anni ’60 diventa Enoteca Italica Permanente: un ente nato allo scopo di far conoscere, valorizzare e promuovere le eccellenze vitivinicole nostrane. Una realtà sorta all’interno degli spazi della Fortezza Medicea a Siena, poi fallita nel 2017. Comune e regione si impegnano per salvare Enoteca Italiana e seguono dunque diverse aste per la riassegnazione dello spazio andate a vuoto fino al 2023. Poi la svolta. Il merito è di un gruppo di imprenditori rappresentati da Elena D’Aquanno, imprenditrice del vino campana, che ha rilevato il marchio Enoteca Italiana insieme a Il Girasole Srl, Vini di Toscana, l’azienda agricola Mulinum e con la partnership di autorevoli enti e associazioni in campo enologico a livello nazionale e internazionale. Primo tra tutti l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, ente che riunisce i massimi esperti e studiosi in campo di enologia e viticoltura, fondata a Siena nel 1942 e attualmente attiva a Firenze all’Accademia dei Georgofili.

Elena D'Aquanno

Riparte dunque dalla Fortezza Medicea la storia di Enoteca Italiana. “Guardiamo al passato di questa realtà e al tempo stesso al futuro, facendo squadra con imprenditori, consorzi, studiosi, aziende agricoli e ristoratori che vogliono entrare nel progetto. Siena torna così ad essere capitale del vino italiano, come in passato” racconta Elena D’Aquanno. L’Enoteca ospiterà referenze vitivinicole da tutta Italia e inoltre qui si trasferirà l’archivio storico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, aspettando nel futuro altre novità.

Il ruolo di Siena nel vino dove si svolse l’antenato del Vinitaly

Non a caso questa storia ha come fulcro Siena, città dal peso importantissimo per la cultura vitivinicola del nostro paese. Infatti proprio qui è nato quello che si può definire l’antenato del Vinitaly. La prima Mostra mercato dei vini tipici e di pregio italiani, l’unica manifestazione di rilevanza nazionale dell’epoca, si svolse proprio nella Fortezza di Siena dal 1933, di fatto l’antenato del Vinitaly. Solo negli Anni ’70 la manifestazione di spostò a Verona per diventare l’attuale Vinitaly. In questo contesto si trovò terreno fertile per la nascita di altri enti e associazioni legati alla promozione della cultura enologica italiana.

Siena

Come l’Accademia Italiana della Vite e del Vino e Città del Vino, di cui Angelo Radica è presidente. “Siena è sempre stata una città fondamentale, è qui che Città del Vino è nata nel 1987 a seguito dello scandalo del metanolo. In quegli anni i sindaci di alcuni città si riunirono proprio all’Enoteca italiana per fare rete e pensare al futuro del vino” racconta il presidente. Infatti Città del vino è un’associazione che oggi conta 39 comuni italiani ed è in prima line per progetti, corsi ed eventi che hanno come comun denominatore il vino. Dunque grazie all’assegnazione del bando Enoteca Italiana può continuare a scrivere pagine della sua storia: “Riavere la Fortezza a disposizione del mondo del vino senese, toscano ed italiano vuol dire ricollocare la città di Siena in una posizione più centrale del panorama vitivinicolo nazionale”.

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