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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Territorio

Parma vuole essere sempre di più la capitale europea della gastronomia

Food valley in tutto e per tutto. Eventi, formazione, consorzi, prodotti tipici: pare che a Parma risieda il segreto del successo del cibo italiano. Che arriverà sempre più all’estero

Poche città hanno scommesso sulla loro identità gastronomica come Parma. Sarà per il suo speciale portfolio di “prodotti tipici”, per le filiere che essi rappresentano, lunghe e storiche, così anche per alcuni riconoscimenti e presidi sul territorio, per la concentrazione di piatti regionali, di ottimi ristoranti (li abbiamo raccontati in questa mappa) e alla triangolazione in un territorio, quello dell’Emilia-Romagna, che ha fatto della sua vocazione gastronomica una cifra stilistica di rilievo. Tanto da guadagnarsi e utilizzare in prima persona l’ambito titolo, americaneggiante, di food valley, un territorio compreso fra Parma, Reggio-Emilia e Modena che sforna cibo in tutte le direzioni. “Una terra unica, dove il cibo è la chiave d'accesso per esperienze memorabili” è lo slogan con cui la capitale della food valley si presenta all’Italia.

Università e scuole di formazione, Musei del Cibo a Parma

La cena dei Mille nel 2023

Vediamo più nel dettaglio come si articola questa centralità gastronomica, temi conosciuti a chi abita in quelle zone, un po’ meno a chi viene da fuori. C’è ad esempio la presenza di una scuola di altissima formazione alle porte di Parma, nello specifico a Colorno, l’Alma, dove hanno studiato tantissimi cuochi e cuoche che oggi popolano ristoranti di successo. Sempre in ambito formativo, c’è la centralità in campo agroalimentare riconosciuta dall’Università di Parma, che ha un intero dipartimento dedicato alle scienze degli alimenti (e del farmaco) con laurea in scienze gastronomiche, oltre che tecnologie alimentari. C’è poi il tema dei Musei del Cibo, elaborati a partire dal 2000 per dare spazio e racconto ai prodotti di questa terra, che oscillano tra piccole produzioni ed enormi aziende del settore agroalimentare. Da qui il museo della pasta, del culatello, del Parmigiano Reggiano, del pomodoro, del vino, del salame di felino, del prosciutto di Parma ovviamente, del fungo porcino di Borgotaro.

Turismo gastronomico e legato ai consorzi

Forme di Parmigiano Reggiano

Ci sono i grandi consorzi, legati a produzioni in corporazione, come quello del Parmigiano e, allargando lo sguardo, dell’aceto balsamico tradizionale di Modena. Sono ricchezze su cui si spinge anche per motivare il turismo enogastronomico ed esperienziale, molto conosciute anche al di fuori della regione ma pure dall’Italia, prodotti che nel mondo rappresentano il paese su scaffali e ristoranti, soggetti a plagio ed imitazione. Si aggiunge poi il tassello degli eventi, con i quali Parma si candida definitivamente a coprire un ruolo centrale nei flussi enogastronomici che investono il paese, sia in termini di risorse che di persone. Pensiamo ad esempio alla cena dei Mille, evento in cui si allestisce una tavolata di 400 metri con più di 200 persone a servizio e la presenza di cuochi importanti.

Le fiere di Parma ora diventano internazionali: Parma nel mondo

La fiera Cibus a Parma

Il ruolo centrale però lo riveste Cibus, fiera e salone destinato all’agroalimentare che raccoglie i professionisti di questo mondo in chiave B2B. Quest’ultimo evento ha recentemente stretto un accordo con Tuttofood, altro importante evento settoriale che si svolge a Milano, per rendere sinergici gli intenti. Dietro c’è Fiere di Parma, l’ente che nel 2023 ha fatturato la bellezza di 40 milioni di euro e quest’anno, con Cibus, allargherà ancora di più i suoi orizzonti. L’azienda ha infatti creato una partnership con Koelnesse, gruppo tedesco che si occupa di fiere a Colonia e nel mondo, per un totale di circa 80 eventi. Il tassello finale sarà infatti quello di rendere gli eventi organizzati a Parma ancora più internazionali e internazionalizzati, acquisendo visite ed espositori anche da fuori. Non si parla solo di Europa ma anche di mercati intercontinentali che permetteranno a Parma di consolidare il suo ruolo di centralità. La prima prova? Sta per arrivare, sarà il Cibus di quest’anno, che si svolgerà dal 7 al 10 maggio 2024.

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