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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Territorio

Storia del borgo vicino Roma diventato famoso per le sue fragole piccole e buonissime

A Nemi, nel pieno dei Castelli Romani, si producono da millenni delle fragoline piccole e dal gusto particolare. Il 2 giugno 2024 torna la sagra, tra rievocazioni storiche, degustazioni e nuovi prodotti enogastronomici

La prima domenica di giugno, il borgo di Nemi — meno di 2 mila abitanti al centro dei Castelli Romani, una trentina di chilometri a sud di Roma — si tinge tutto di rosso. Merito delle sue tipiche fragole, o meglio ‘fragoline’ per via della pezzatura minuscola, che il 2 giugno 2024 tornano a essere celebrate nella Sagra delle Fragole di Nemi. Succede da oltre un secolo, nella cittadina a strapiombo sul lago omonimo che è diventata famosa per una tipicità agroalimentare apprezzata dall’Antica Roma. Ma anche per i suoi fiori e per un eccezionale rinvenimento archeologico, dal fondo del lago. La storia e il programma della sagra.

Il borgo laziale di Nemi

Il borgo di Nemi: fragoline, fiori e antiche navi romane

Piccola, ma piena di risorse, la cittadina di Nemi. Dal punto di vista orticolo e agroalimentare innanzitutto, con una buona mano dal clima, dall’irraggiamento e dalla fertilità dei terreni intorno al piccolo lago vulcanico. Da qui arrivano fragole fragaria vesca, varietà semperflorens, dai frutti di forma allungata, dimensioni ridotte e un peso medio di appena 1,2 grammi. Di un bel colore rosso vivo, hanno un buon equilibrio di dolce ed acidulo, nonché un aroma molto intenso. Sono elencate tra i prodotti tipici italiani già negli atti dell'Inchiesta Parlamentare Jacini sullo stato dell'agricoltura del neonato Regno d’Italia, stilati tra il 1877 e il 1884, insieme anche ai fiori di Nemi. Pure i prodotti dei vivaisti locali, infatti, sono il soggetto di una mostra che si tiene in concomitanza con la sagra.

Fragole servite al borgo di Nemi

Tornando ai frutti, in passato le fragole crescevano spontaneamente nei boschi, venivano raccolte e distribuite anche nella vicina Roma, poi impiegate in molte preparazioni di pasticceria. Nonché nell’amatissimo liquore fragolino. Per una gita ancora più interessante, magari proprio domenica 2 giugno, si può programmare una visita al Museo delle Navi Romane: il primo museo in Italia ad essere costruito in funzione del contenuto (tra il ’33 e il ’39), contiene gli scafi di due grandi navi dell’imperatore Caligola, che le utilizzava per le sue villeggiature. Poi affondate nel 41 d.C. in piena damnatio memoriae, sono state recuperate con un enorme sforzo archeologico durante il Ventennio e si possono osservare quasi integre.

Le fragoline di Roma tra storia e leggenda

Mentre la prima edizione della sagra di Nemi è documentata nel 1922, esistono testimonianze pittoriche che documentano una festa delle fragole che da secoli si teneva a Roma il 13 giugno. Attingendo con buona probabilità proprio alla produzione dei Castelli Romani. I festeggiamenti erano chiamati ‘Il Trionfo delle Fragole’, e si svolgevano a Campo de’ Fiori con le fragolare che offrivano panieri rigonfi di frutta ai presenti. Confidando in alcune proprietà particolari, giustificate dalla leggenda. Si raccontava infatti che le fragoline di bosco fossero nate dalle lacrime di Venere per la morte di Adone, trasformatesi nei boschi in piccoli cuori rossi. Così, alle idi di giugno, erano consumate proprio durante le feste in onore della figura, simbolo di bellezza maschile e del rinnovamento della natura.

Le fragolare di Nemi

La Sagra delle Fragole di Nemi, in arrivo il 2 giugno 

Tra i principali appuntamenti della sagra c’è proprio la sfilata delle fragolare. Per l’occasione, alcune ragazze di Nemi indossano il costume completo di gonna rossa, corsetto nero, camicetta bianca e pizzo sul capo. Poi ci sono appunto le mostre di fiori — per ricordare il recente ingresso del paese nel novero dei Borghi più Belli d’Italia — quest’anno dedicate ai 70 anni della Rai e ai 100 anni della radio.

Fragole di Nemi nelle pasticcerie del paese

Infine, al tramonto, lo spettacolo pirotecnico sulle acque del lago. Non meno impressionante è l’assortimento di fragole nei banchetti di degustazione per strada (anche di piatti tipici) e nelle vetrine dei negozi. Dalle pasticcerie alle gastronomie, la scelta è tra dolci, tartellette, gelati e liquori, fino alla novità più recente: la Birra alla Fragola Blanche Nemorensis, dedicata al prodotto simbolo della cittadina laziale.

Per info sulla Sagra delle Fragole di Nemi: www.visitlazio.com

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