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Lunedì, 4 Marzo 2024
Territorio

La coppia italo-argentina che ha creato a Roma il più grande allevamento sostenibile d’Italia

L’azienda agricola La Argentina a Magliano Romano è un allevamento etico basato sul benessere e sul rispetto dell’ambiente, degli animali e dell’uomo, partendo dal terreno continuamente rigenerato e dal metodo di Pascolo Razionale Voisin

Mariana Donnola e Alessandro Grilli sono i proprietari dell’azienda a conduzione familiare di Magliano Romano, tra le pochissime in Italia ad essere specializzata in sistemi di allevamento di tipo rigenerativo. Quella dell’Azienda Agricola La Argentina è una storia iniziata in Spagna, passata poi per l’Argentina, e arrivata in Italia dove ha affondato le radici.

Mariana Donnola e Alessandro Grilli

La storia de l’Azienda Agricola La Argentina

Mariana, ingegnere zootecnico specializzato in allevamento al pascolo, e Alessandro, ingegnere gestionale specializzato in sostenibilità delle aziende agricole, si sono conosciuti nel 2007 a Santiago de Compostela durante un periodo di studi. “La mia famiglia in Argentina ha un’azienda di bovini Angus al pascolo”, ci racconta Mariana “quindi avevo già lavorato con mio papà e facevo consulenze per altre aziende”. Dopo la Spagna i due si trasferiscono nella provincia di Buenos Aires, dove trasformano il casale dell’azienda in un agriturismo, poi nel 2011 sono costretti a rientrare in Italia per motivi familiari.

Le vacche Angus al pascolo

La vincita del bando e l’avvio dell’allevamento rigenerativo appena fuori Roma

Si sono dedicati ad altro, poi “nel 2014 la regione Lazio ha lanciato un bando per mettere in affitto dei terreni demaniali che erano da tanto tempo in disuso. Ci siamo iscritti e abbiamo raccontato il nostro sogno”. Vincono il bando e, dopo 2 anni di burocrazie, sono riusciti a mettere mano al terreno di 64 ettari nella campagna del Parco di Veio e realizzare il progetto: “allevare bovini – la cosa che io sapevo fare meglio - però in un modo particolare, diverso dalla zootecnia tradizionale italiana, interamente al pascolo”. Ci sono voluti 3 anni per disintossicare il suolo dall’agricoltura tradizionale, con la messa a riposo per rigenerare la materia organica. Finalmente nel 2019 sono arrivate le prime vacche Aberdeen Angus e oggi l’azienda produce anche pollame, carne ovina, latticini, e uova.

Le galline e le uova de La Argentina

Il più grande allevamento gestito interamente con il Pascolo Razionale Voisin in Italia

La particolarità dell’Argentina è che il ciclo produttivo viene gestito interamente al pascolo dalla vacca che partorisce alla fase di finissaggio, e non ci sono stalle, mangiatoie, né mezzi agricoli. La tecnica alla base di quella che Alessandro e Mariana definiscono “rivoluzione gentile” è il Pascolo Razionale Voisin, un metodo di allevamento innovativo che minimizza l’intervento dell’uomo. “Si lavora sulla rotazione della mandria ad alta densità (con spostamenti ogni 3 giorni), permettendone l’accesso solo nelle parcelle di terreno che hanno avuto un sufficiente periodo di riposo, in modo da far nutrire gli animali con l’erba nel miglior stadio di sviluppo, quando è più nutriente”, spiega Mariana.

Per adesso La Argentina è il più grande allevamento in Italia gestito interamente con questa tecnica, di cui beneficia anche l’ambiente e la biodiversità; infatti, “ho potuto notare che in tutti i sistemi di pascolo razionale, triplicando le bestie di una parcella aumenta di 3 volte la produttività di un campo, che così viene sfruttato al 90%”. Perché? “Quando gli animali vengono messi in una zona limitata vanno in competizione tra di loro e mangiano tutto ciò che si trovano davanti, mentre se pascolano in spazi troppo grandi selezionano le piante”.

Gli animali al pascolo

Cosa produce l’Azienda Agricola La Argentina

Principalmente producono carne di Angus, di cui contano attualmente 60 capi, poi ci sono 230 galline da uova, 140 polli da carne che riescono ad allevare al pascolo con i pollai mobili (tranne che in inverno per il freddo e umidità), e infine le pecore. Si tratta di una piccola azienda a conduzione familiare e i numeri lo confermano; infatti viene macellato un bovino al mese da cui ottengono circa 150 kg di carne, dalla fiorentina al macinato e ovviamente tutto il quinto quarto. Questa viene distribuita direttamente da loro in pacchi da 500 g, perlopiù a privati che possono prenotare e ordinare i loro prodotti nell’e-commerce del sito. “Viste le piccole quantità ci teniamo a dare la priorità ai nostri clienti nella scelta dei tagli migliori. Per adesso destiniamo solo la carne delle vacche a fine carriera a macellerie specializzate di Roma, che riconoscono il valore prodotto – come la Bottega Liberati”. Mentre di polli ne fanno macellare 120 al mese fornendo anche alcune realtà della Capitale, tra cui Bonci.

Mariana con una vacca Angus

Quali sono le caratteristiche della carne da allevamento rigenerativo al pascolo

“Il nostro è un investimento sul futuro che costa molto impegno, studio continuo e dedizione, ma che è senz’altro rivoluzionario perché punta al migliorare lo stato di salute della terra, degli animali e dell’uomo”. Questo si riflette sulle caratteristiche organolettiche della carne, che è ben diversa da quella che si può acquistare al supermercato. “Visivamente è più scura perché gli animali fanno più movimento e il livello di emoglobina nel sangue è più alto. Il grasso invece, è più giallo perché lì si depositano molte molecole liposolubili come polifenoli e carotenoidi contenuti nelle sostanze naturali di cui si alimentano”, spiega la proprietaria.La carne de La Argentina

Ma ci sono evidenze anche a livello nutrizionale; infatti la carne allevata con questi metodi ha un rapporto più bilanciato tra Omega 3 e Omega 6 che è sempre inferiore a 4 (rapporto sano tra 1 e 4). “Poi contiene CLA che si produce nel rumine degli erbivori, benefico per arteriosclerosi e problemi circolatori”. Ultimo, ma non per importanza il gusto: “ha un sapore molto più complesso e persistente. E se all’inizio i nostri clienti si sono fidati di noi, oggi il nostro prodotto parla da solo”. Ovviamente il prezzo non può essere quello della GDO, ma è comunque accessibile se comparato con prodotti di fascia alta.

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