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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Territorio

Le Marche cercano di rilanciare la coltivazione di arance più a nord d’Italia

L’azienda agricola Giardino degli Agrumi sta vicino a Grottammare e coltiva aranci centenari. Una cultivar particolare del Piceno, sparita negli anni, ora tutelata anche grazie al lavoro dell’associazione Mel’Arancia

Grottammare si trova sulla costa del Piceno, nel sud delle Marche, ed è una cittadina nota anche con l’appellativo Perla dell’Adriatico. Un piccolo comune che affaccia sul mare, nella famosa Riviera delle Palme, chiamata così per i chilometri di lungomare caratterizzati dalla presenza di queste piante. Non da ultimo un territorio ricco di storia gastronomica: dalla cucina di mare, con il famoso brodetto, fino alla terra e i suoi prodotti. Come le arance bionde del Piceno, una cultivar di zona risalente al XVIII Secolo poi scomparsa nel tempo. Ora la sua riscoperta grazie all’associazione Mel’Arancia e al lavoro delle istituzioni. Ce lo spiega Giusy Iacoponi, proprietaria del Giardino degli Aranci, un orto storico dove si coltivano questi agrumi dimenticati.

L'arancia bionda del Piceno

Il Giardino degli Agrumi: azienda agricola a Massignano e orto storico

Il Giardino degli Agrumi è l’azienda agricola della famiglia di Giusy Iacoponi. “Mio padre qui lavora la terra da sempre, alleva gli animali, fa il vino” ci racconta. Il Giardino degli Agrumi viene anche chiamato “Il Crocifisso”, a causa dell’antico nome dato alla zona per la presenza di una chiesetta ancora consacrata. “Si tratta di un giardino murato e chiuso, che dialoga col complesso di edifici rurali circostanti. È stato costruito nella metà del ‘700 e attualmente ci stiamo lavorando con un intervento di restauro e manutenzione per riportarlo alla pubblica fruizione nella sua veste originaria e ch prenderà il nom di Hortus” continua Iacoponi. Un giardino che deriva da un’antica matrice di villa rustica romana, contaminato dall’influenza araba e dalla fioritura delle produzioni agrumicole tra il XVI e XVIII Secolo, che ancora oggi regala una tipologia rara di arance. Inoltre qui si allevano animali da cortile, i maiali da cui si fanno insaccati locali (come il ciauscolo) e c’è l’orto con verdure di stagione.

L'aranceto di Giardino degli Aranci a Grottammare

L’arancia bionda del Piceno e la sua storia

L'Arancia bionda del Piceno è l'arancia coltivata più a nord di tutta Italia, con il limite geografico del 43° parallelo che passa proprio per Grottammare. Gli aranci furono introdotti sulla costa marchigiana dai marinai siciliani, in una fascia che interessava la zona litoranea del Piceno.  Utilizzati per adornare i giardini signorili e poi consumati a tavola grazie alla distribuzione da Venezia fino alla Puglia. “Poi con il tempo questa produzione si è persa, a causa della difficoltà logistica di spostare e quindi commercializzare le arance” racconta Iacoponi. A Grottammare, come testimonia il Giardino degli Agrumi, ancora persistono a ridosso delle antiche mura cittadine esposte a sud le caratteristiche strutture murarie ad arco che servivamo alla coltivazione degli agrumi.

Una parte del giardino storico di Gusy Iacoponi

Come ci spiega Lorenzo Rossi, vicesindaco di questa cittadina: “Il simbolo del Comune di Grottammare è un arancio, perché nel ‘700 in queste zone era la coltivazione più estesa”. Oltre ad essere impegnato nei lavori istituzionali di questa città, Rossi è anche attivo nella promozione e riscoperta dell’agrume scomparso, grazie alla nascita dell’associazione Mel’Arancia nel 2017.

L’associazione Mel’Arancia e gli altri agrumeti storici

“L’associazione mira a riscoprire questa varietà storica. Ha come obiettivo la promozione del patrimonio agrumicolo delle Marche, grazie a una rete di proprietari di giardini storici e nuovi coltivatori. Oltre ad appassionati e studiosi” spiega Lorenzo Rossi. Infatti, oltre a Iacoponi, ci sono anche i fratelli Massucci proprietari dell’agrumeto storico del vescovo Bacher, uno dei primi ad aver avviato la produzione secoli fa, e ancor ad oggi uno dei più grandi. Insieme a loro anche Alessandro Trasatti e Simone Calvaresi, gestori del ristorante Cantina di Sant’Agustino 1650 a Grottammare Alta. Un’osteria di mare dentro un ex convento del 1600: “Nel nostro giardino abbiamo alcune piante di arance, come tanti in zona, e inoltre da 4 anni abbiamo avviato una piccola produzione con impianti nuovi non molto distante”.

L'agrumeto storico dei fratelli Massicci

L’aranceto conta 240 alberi, un numero esiguo per la commercializzazione di questo agrume che viene utilizzato solo da alcune realtà locali per fare marmellate o canditi: “Come Maurizio Curi de La Golosa a Fermo e Pierre Dolce al Cuore in provincia di Ancona”. Ma ancora la strada è lunga, come spiega il vicesindaco: “Il numero di piante è troppo basso per un vero e proprio rilancio di questa cultivar, e siamo stati sfortunati per la presenza di un parassita che ha distrutto molte piante. L’associazione però va avanti e continua a difendere questa varietà per troppo tempo dimenticata”.

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