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Sabato, 18 Maggio 2024
Territorio

Nello Stretto di Messina il pesce spada si pesca ancora come due millenni fa

Il sistema di feluche, pennoni di avvistamento e antiche ritualità intorno alla ‘caccia’ al pesce spada è diventato Presidio Slow Food. Una tradizione antica millenni che si celebra con una grande festa a Messina

Le correnti impetuose che animano lo Stretto di Messina sono cantate da millenni, almeno da quando Omero, nell’XI Secolo a.C., scrisse di Ulisse e delle sue peripezie tra Scilla e Cariddi. Dall’irruenza del mare tra gli estremi di Sicilia e Calabria arrivano certo pericoli per i naviganti, ma anche una grande vitalità ittica, che la rende una zona battuta dai pescatori tra le coste. Nei mesi primaverili ed estivi, in particolare, diventa territorio di riproduzione del pesce spada, attirando oggi come in passato barche dedite alla sua particolare ‘caccia’. 

Il modo con cui ancora si attua è legato a una tradizione antichissima, che è diventata patrimonio da salvaguardare con l’inserimento tra i Presidi Slow Food, nonché festeggiare con la rassegna ‘Il Mare Chiama’, dal 17 al 19 maggio 2024. Le feluche con gli alti alberi di avvistamento, il sistema di comunicazione di segnali ‘in codice’ per coordinare le rincorse, nonché il simbolo della cardata da cruci tracciato sulle prede sono ancora, infatti, gli stessi di un tempo. Ecco di cosa si tratta.

Il pesce spada pescato nello Stretto di Messina

La pesca allo spada nello Stretto di Messina: una tradizione lunga due millenni

L’abbiamo definita ‘caccia’ non a caso, la modalità tradizionale della pesca tra Messina e le coste calabre. Fatta di attese, avvistamenti e veloci rincorse, le prime fonti ne parlano già nel II Secolo a.C. Oggi, a parte i materiali che compongono le attrezzature e la propulsione delle imbarcazioni, poco è cambiato, con i pescatori che tra aprile e settembre si spartiscono porzioni di Stretto da presidiare. In quel periodo banchi di pesci spada si concentrano qui per deporre le uova e associarsi in coppie maschio-femmina, nuotando spesso a pelo d’acqua. Inizialmente dalle alture calabresi — con più visibilità rispetto alla sponda messinese, pianeggiante — gli avvitatori segnalavano i loro spostamenti a voce o con bandiere, permettendo a luntri (barche piccole e agili) di avvicinarsi e arpionare.

La passerella delle imbarcazioni per l'avvistamento degli spada

Tra Quattro e Cinquecento si è invece aggiunta la feluca, una barca accessoria con alto pennone (fino a 22 metri), utile come ‘osservatorio galleggiante’ presidiato dal ntinneri. Mano a mano si è dotata anche di una lunga passerella, per arrivare in prossimità del pesce senza che la preda se ne accorga. Se l’inseguimento, nonché il colpo del lanzaturi, va a buon fine, è ancora prassi incidere la cardata da cruci: un reticolo di croci sulla testa dell’animale, un po’ segno beneaugurale e un po’ ‘onore delle armi’.

Imbarcazioni per la Pesca Tradizionale nello Stretto di Messina

Il nuovo presidio Slow Food della Pesca Tradizionale nello Stretto di Messina

“La comunità dei pescatori che utilizza queste tecniche potrà continuare a praticare la pesca selettiva e stagionale e dare il giusto valore alla grande varietà di specie che durante tutto l'anno vengono pescate, variando tecniche e strumenti”, sottolinea Antonella Donato, pescatrice e presidente dell'Associazione Pescatori Feluca dello Stretto, in occasione dell’ottenimento del Presidio Slow Food. Uno stimolo per consolidare una filiera controllata e di qualità, rispettosa dei ritmi di riproduzione del pescato. Per il capoluogo siciliano, infatti, il settore ittico è una risorsa su cui far leva, con un patrimonio di tradizioni che meritano di essere meglio conosciute. Come ad esempio l’allevamento delle vongole nel Lago di Ganzirri, condotto ancora oggi come tre secoli fa (qui il nostro racconto).

Attività di pesca tradizionale nello Stretto di Messina

L’evento Il Mare Chiama per festeggiare la Pesca a Messina

Lì dove Ionio e Tirreno si fondono e si contaminano, esiste già un ponte, fatto di biodiversità ‘condivisa’, di culture intrecciate e sovrapposte, di scambi e dialoghi, un ponte immateriale che va tutelato e salvato insieme alla peculiarità di questo splendido tratto di costa”, aggiunge Nino Mostaccio, referente del Presidio, presidente di Slow Food Messina, nonché ristoratore (abbiamo parlato del suo Casa & Putìa). 

Vendita di pescato fresco dello Stretto

Per sottolineare l’importanza del risultato, dal 17 al 19 maggio 2024 in città si tiene ‘Il Mare Chiama’, una festa nell'edificio storico del Monte di Pietà, tra i più affascinanti della città. Ci sarà una mostra tematica con proiezione di documentari d’epoca e contemporanei dedicati ai riti della pesca, in tutte le epoche.

Per info e programma completo de Il Mare Chiama: www.mangiaecambia.it

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