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Sabato, 20 Aprile 2024
Territorio

Scoperto a Pompei un affresco che ritrae la prima pizza

Dagli scavi di un’antica insula riemerge la raffigurazione di una focaccia tonda e dal cornicione rigonfio. L’unica differenza? Il condimento a base di frutta

Una base precisamente tonda con un cornicione ben pronunciato, da fare invidia a qualsiasi pizzaiolo partenopeo: quella ritratta in un affresco la cui scoperta è appena stata comunicata dal Parco Archeologico di Pompei parrebbe proprio in tutto e per tutto una bellissima pizza. Non fosse altro per il condimento, che prevede una spolverata di spezie e un assortimento di frutti maturi, con quelli che sembrano melograni e datteri. Ecco in cosa consiste l’ultimo ritrovamento dagli scavi archeologici, che arricchisce, ancora una volta, la storia della nostra gastronomia.

La nuova scoperta a Pompei

Natura Morta regio IX Foto d'insieme del Parco archeologico di Pompei

"Pompei non finisce mai di stupire, è uno scrigno che rivela sempre nuovi tesori”, dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Siamo nell’atrio di una casa dell’Insula 10 della Regio IX in corso di scavo, a cui è annesso un panificio, già esplorato in parte tra il 1888 ed il 1891. Quest’ultimo ambiente è stato da poco liberato dal materiale di risulta degli scavi ottocenteschi, rivelando un dipinto murale in notevoli condizioni di conservazione: su un vassoio d’argento è raffigurata una focaccia piatta che funge da supporto per frutti vari — un tempo, questi recipienti edibili, finivano per essere mangiati dopo le altre pietanze — condita con spezie. O meglio, con una specie di pesto, il moretum latino. Sul medesimo vassoio altra frutta secca e una ghirlanda di corbezzoli gialli. L’iconografia risponde a quella degli xenia, i doni per gli ospiti tipici della tradizione greca. Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, entra nel merito: “Oltre all’identificazione precisa dei cibi rappresentati, ritroviamo in questo affresco alcuni temi della tradizione ellenistica. Penso al contrasto tra un pasto frugale e semplice, che rimanda a una sfera tra il bucolico e il sacro da un lato, e il lusso dei vassoi d’argento e la raffinatezza delle rappresentazioni artistiche e letterarie dall’altro. Come non pensare, a tal proposito, alla pizza, anch’essa nata come un piatto ‘povero’ nell’Italia meridionale, che ormai ha conquistato il mondo e viene servito anche in ristoranti stellati”. 

Le origini antiche della pizza

Natura Morta regio IX Ph. Parco archeologico di Pompei

Dice bene il direttore, perché se è vero che la pizza come la conosciamo oggi è evoluzione piuttosto recente (quella più iconica, la classica Margherita, è stata “inventata” a fine ‘800), la base di impasto basso e tondo, cotto in forno e usato come companatico o recipiente è un elemento antichissimo e diffuso ovunque nel Mediterraneo. Dalla pita greca alla piadina romagnola, anche la radice linguistica è la medesima, a testimonianza di come una stessa matrice gastronomica possa ramificarsi in innumerevoli forme. Per quanto riguarda la pizza — come ha spiegato ampiamente Luca Cesari nel suo ultimo volume — la base “liscia” ha accolto nel tempo condimenti soprattuto in bianco, a base di strutto, formaggio, aglio, pepe oppure pesciolini. Servita per strada a portafoglio, oppure a fette dagli ambulanti, le farciture sostanziose che conosciamo oggi si sono diffuse nelle pizzerie “di ritorno”, moltiplicatesi in Italia nel secondo dopo guerra, ma presenti — ancora prima e in maggior numero — soprattutto negli USA ad opera di connazionali emigrati.

Il cibo a Pompei

Natura Morta regio IX Foto del Parco archeologico di Pompei

La “foto” della prima tra le pizze arrivata dallo scavo di Pompei aggiunge un tassello a una storia gastronomica che proprio in quegli scavi abbiamo avuto modo di precisare. Pensiamo alla consuetudine di mangiare per strada in uno dei molti thermopolium, le botteghe con banconi direttamente sulla via e contenitori per il servizio delle pietanze calde; una pura necessità (con la “moda” dello street food molto di là a venire!) per ovviare all’assenza di cucine negli appartamenti più umili. Oppure alle pagnotte perfettamente integre, anche se un po’ “bruciacchiate”, già spicchiate per facilitare la suddivisione in pezzi e provviste di maniglie di spago per agevolare il trasporto: un esempio del tutto contemporaneo di food design ante litteram.

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