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Lunedì, 20 Maggio 2024
Territorio

Dopo l’alluvione parte la ricostruzione delle saline di Cervia

Qui si produce un’eccellenza italiana: il sale dolce di Cervia, produzione a rischio a causa della recente alluvione. Grazie agli aiuti, ora l’oasi naturalistica nel cuore della Romagna può ripartire

Le saline di Cervia, nel ravennate, verranno ricostruite. La buona notizia arriva proprio in questi giorni grazie alla raccolta fondi “Un Aiuto Subito” di Corriere e TgLa7, attivata in seguito all’alluvione dello scorso maggio. Infatti il disastro che aveva colpito duramente il territorio romagnolo non ha risparmiato questa importante zona dedita alla produzione del sale dolce di Cervia, rovinando la produzione degli ultimi due anni disciolta nella corrente del fiume Savio. Si tratta un’eccellenza del territorio, un sale integrale che viene prodotto esclusivamente all’interno di questa area naturalistica. Come aveva affermato Giuseppe Pomicetti, presidente del Parco della Salina di Cervia a RavennaToday: “È un disastro ambientale, occupazionale e produttivo per il territorio. Per quest'anno la raccolta è compromessa e per i prossimi anni vedremo”. Ora grazie ai 725mila euro della raccolta, sarà possibile rigenerare l’habitat naturale dell’ecosistema grazie ai lavori di ricostruzione degli argini delle saline. Ripercorriamo la storia di questo luogo.

Le saline di Cervia dopo l'alluvione che ha rotto gli argini

Le saline di Cervia: un parco e riserva naturale fondamentale per l’ecosistema

Con la fine negli anni ’90 del Monopolio di Stato sulle saline, parte la storia di questa zona di Cervia così come le conosciamo oggi. Una piccola salina, se confrontata con quelle pugliesi o siciliane, che vede fin dall’inizio crescere l’interesse e l’impegno dei cittadini per salvaguardare e continuare la produzione del sale. Un’attività fondamentale non solo economicamente ma anche per evitare l’impaludamento del territorio, riconoscendo alla salina una valenza paesaggistica e funzione di ecosistema. Con i suoi 827 ettari, la salina di Cervia è la più piccola salina d’Italia e la più a nord, all’interno di un parco e riserva naturale di popolamento e nidificazione per molte specie animali e vegetali. Come i fenicotteri rosa, che sono appena tornati in questa zona dopo l’alluvione. Le saline di Cervia infatti sono il secondo maggior habitat d’Europa per questa specie, dietro alla Camargue francese.

I fenicotteri rosa delle saline di Cervia

Il sale dolce di Cervia: cosa è?

Un dedalo di bacini, ben 50, circondati da canali di oltre 14 chilometri grazie ai quali l’acqua del mare Adriatico riesce a entrare e uscire dalla salina. Qui si produce il sale dolce, chiamato così per motivi geografici, climatici e chimici. Infatti la posizione della salina fa si che il sale sia formato da cloruro di sodio purissimo con una quasi inesistente presenza di altri cloruri più amari. Una produzione del tutto naturale gli conferisce inoltre questo gusto dolce e poco pungente: il sale di Cervia, infatti, non viene essiccato artificialmente, non viene sbiancato chimicamente, e lo si lascia integrale per garantire un’alta solubilità.

Le saline di Cervia

Con sfumature che vanno dal rosa al grigio, questo prodotto viene raccolto tramite il metodo della cavadura, che a parte la raccolta a mano nelle saline Camillone, per il resto ci si avvale di strumenti meccanizzati introdotti nel 1959. Inizia ad agosto e si protrae per 40 giorni, periodo durante il quale l’acqua del mare viene fatta defluire e poi evaporare grazie alla forza del sole e del vento, al punto da formarsi il sale. Una volta raccolto viene poi lasciato asciugare, essiccato naturalmente e stoccato. Il sale dolce di Cervia, così come tutto il parco naturalistico che ha dovuto interrompere anche le numerose visite turistiche, sta per tornare a vivere e a essere un punto di riferimento importante per la vita della gente di questa zona.

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