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Sabato, 20 Aprile 2024
Territorio

Il drink che nacque come alternativa di montagna allo spritz

C’è chi ancora ne ignora l’esistenza, chi lo fa nella – presunta – versione originale con i fiori di melissa. Di certo c’è una cosa sola: è buono. Forse più dello spritz

In Italia non c’è bar che non lo serva o persona che non lo conosca. Lo spritz è diventato nel corso degli anni l’icona dell’aperitivo italiano nel mondo, tanto da avere una giornata di celebrazioni dedicata, il 1 agosto. Ma proprio perché i monopoli hanno sempre avuto vita breve, sono tante le alternative e le varianti nate dallo spritz, contro lo spritz, come reinterpretazione dello spritz o sua semplificazione.

Hugo: gli ingredienti

Una di queste ebbe origine – stando a quanto riportano alcune fonti, le storie sulla nascita dei drink, così come quelle dei piatti, hanno sempre il retrogusto della favola – in alternativa allo spritz. E se da una parte lo spritz era ed è tutt’ora il drink di Venezia e di Padova, dell’aperitivo dopo lavoro o delle vacanze, delle città piccole e grandi che fossero, lo Hugo invece veniva giù dalle montagne e lo si capiva fin dagli ingredienti e dai sapori della preparazione. Sciroppo di fiori di sambuco, soda e Prosecco sono i prodotti base della ricetta, a cui talvolta si aggiungono foglie di menta e fettine di limone. La gradazione alcolica è piuttosto contenuta (circa 15 cl di Prosecco in tutto) per cui rimane un drink perfetto per l’aperitivo che non si fa fatica a trovare nelle malghe dell’Alto Adige ma - da alcuni anni - anche nei bar più cittadini.

Uno Hugo nella foto di Alexandru Bogdan Ghita via Unsplash

Da un piccolo paese della Val Venosta al successo

Citiamo l’Alto Adige non a caso perché, proprio da lì verrebbe questa ricetta, attribuita a Roland Gruber, noto con il soprannome di AK. A Naturno in Val Venosta, in provincia di Bolzano, agli inizi degli anni 2000, precisamente nel 2005, avrebbe creato questo drink leggero come alternativa allo spritz classico di cui, ha raccontato, “si vendevano ad ettolitri”. Tutto partì in verità dallo sciroppo di melissa, poi sostituito dal più semplice e reperibile sciroppo di sambuco. Hugo (che quindi teoricamente nulla c’entra con il famoso scrittore francese), è il nome che gli attribuì dopo aver pensato, inizialmente, ad Otto e il luogo di nascita del drink fu, secondo la sua ricostruzione, il bar San Zeno di Naturno che al tempo gestiva e che i suoi visitatori ancora considerano la patria dello Hugo. Il successo fu praticamente immediato e travalicò le Alpi per espandersi anche in altri paesi come l’Austria.

Varianti di Hugo e altre attestazioni

Accanto a questa versione ne esistono alcune parallele ma ci sono anche altre obiezioni: per esempio il fatto che in Austria esistessero versioni di bevande simili con sciroppo di fiori di sambuco antecedenti agli anni 2000. In ogni caso, è bene tenere a mente che anche un drink così semplice, che si può serenamente fare a casa, permette qualche buona variazione. Aggiungendo mirtilli, more o lamponi interi freschi del bicchiere. Oppure variando tra lime e limone (o entrambi) o addirittura una fettina di mela, aggiungendo fiori selvatici, oppure qualche goccia di gin che aumenterà la carica alcolica. In alternativa, si può fare la versione analcolica semplicemente togliendo il Prosecco.

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