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Martedì, 27 Febbraio 2024
Le Storie

Sempre più influencer e youtuber stanno aprendo ristoranti o fast food

Al giro d’anno facciamo i primi conti con un nuovo fenomeno: anche i vip che vengono dai social media vogliono buttarsi nella ristorazione come è sempre stato per i vip in passato

Un tempo furono gli attori, i cantanti, i marchi di moda, gli sportivi (in testa i calciatori, ma anche qualche allenatore) a vedere nel riflesso delle posate dei ristoranti il luccichio di un’allettante possibilità di business, un luogo in cui investire i guadagni del proprio lavoro. Negli ultimi anni è capitato all’attore Claudio Amendola a Roma, ma anche al cantante Tommaso Paradiso (ma il suo ristorante è già stato sostituito da un nuovo indirizzo, anche più promettente, che abbiamo raccontato qui), all’attore Cristiano Caccamo, ultimo solo in ordine di tempo, che ha aperto una trattoria nel quartiere San Lorenzo. Ma si parla anche di Nicolas Vaporidis a Milano, della Meatball Family di Diego Abatantuono, dell’orecchietteria di Lino Banfi, del gruppo di ristoranti di Piero Chiambretti, di Fabio Volo a Reggio-Emilia (qui facciamo un’eccezione, è più un ritorno il suo visto che ha cominciato lavorando come fornaio nella panetteria di famiglia). E gli esempi si sprecano.

Come si diventa ristoratori: una strada senza barriere

La ristorazione in Italia (lo abbiamo spiegato anche qui) è spesso avvolta in un tessuto famigliare, per cui se il mestiere del ristoratore, o dell’oste (due cose distinte ma talvolta sovrapposte) non lo si impara in casa, lo si improvvisa da qualche parte. L’ingresso in questo mercato non è stato mai particolarmente complesso, a patto di avere le risorse: un affitto, i permessi, il personale di sala e cucina. E proprio mentre quest’ultima categoria scappa, c’è una nuova ondata di professionisti di altri settori che tentano l’investimento, anche se i guadagni sono tutt’altro che certi. “Chi si improvvisa ristoratore chiude in meno di 5 anni” ha commentato – ottimisticamente – lo chef spagnolo Ferran Adrià. E leggiamo dal sito di Mauro Civiero, consulente: “L’eccesso di offerta nel settore della somministrazione del cibo ha avuto come conseguenza una ristorazione improvvisata, meno sicura e non controllata”.

I clienti che hanno già sui social

Ma se da un lato per fare i ristoratori non c’è una vera scuola, come per gli chef e i pasticcieri, e dall’altro il turnover è inesauribile e anche necessario, ecco che una nuova ondata di imprenditori si fa largo, e arriva direttamente da Youtube, Instagram e altri social network. Li abbiamo visti scrivere libri, lanciare linee di moda e di trucco, adesso gli influencer aprono anche ristoranti. Potendo contare su un asso nella manica: la loro community di follower, il primo pubblico che si siederà a tavola, forse.

La fama sui social: un’arma a doppio taglio

Mocho nel suo locale Meat Crew a Milano

È con questo presupposto che forse Gianluca Vacchi, prototipo di tutta la categoria, ha sposato la nascita di una catena di kebab, Kebhouze. Una visibilità che nel suo caso è anche un’arma a doppio taglio: basta sbagliare un bilancio e si viene messi in piazza associando le proprie parole a “fallimento” e “flop” (ci era stato raccontato in questa intervista). Dopo di lui l’esempio più eclatante è stato quello dello Youtuber Mocho. “Da piccolo sognavo di avere un fast-food, ora ne ho addirittura due” ha detto Massimo Novati, famoso per il suo apprezzamento per la cucina americana e per gli smash burger, che ha portato sin dentro la proposta dei due locali, Meat Crew, entrambi aperti a Milano nel giro di un anno. In questo caso è una sorta di salto della staccionata: da produttore di contenuti sul cibo, a produttore di cibo e basta.

Dalla tv alle cucine dei ristoranti

Veronica Ursida nel suo ristorante Carnica a Roma

Siamo nel 2023: Veronica Ursida, che ha militato in tv (con Uomini e Donne di Maria De Filippi) ed è content creator sui social, inaugura Carnica a Roma, prendendosi un locale complicato, tra Piazza Barberini e Via Veneto (qui ricordiamo addirittura una sede di Eataly specializzata in hamburger), che si concentra sul mondo della carne. Nel giro di un anno la pagina ha già 10.000 follower e sono tante le foto con Ursida nel suo ristorante, tra serate e sushi. Max Mariola, cuoco ma anche influencer e youtuber, ha annunciato nel 2023 che avrebbe aperto il suo ristorante a Milano, in zona Brera a settembre. Rimandata di diversi mesi, l’apertura dello spazio di “Max Mariola Ristorante” dovrebbe avvenire a gennaio 2024, con cocktail, cucina e coperti esterni.

I food influencer che ora aprono un ristorante

Il Kebab Romano di Leonardo Bocci

Leonardo Bocci, comico e attore romano, nasce sui social e su Youtube. Adesso il passaggio è in teatro, ma prima c’è stata l’apertura del suo “ristorante virtuale”, il Kebab Romano (si chiama così) in collaborazione con l’azienda Food Brands Factory. La proposta prevedeva di mischiare il kebab con ricette romane, per esempio gricia, amatriciana, cacio e pepe avvolte dal pane della piadina mediorientale. Il progetto, annunciato a gennaio 2023 e presente sulle piattaforme di delivery, non è stato aggiornato da diversi mesi e la pagina Instagram risulta al momento non raggiungibile. Forse uno degli esempi più noti è la catena di hamburger Golocious, (e di brand affini come Sbam Burger), nata per iniziativa di due food influencer: Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli.

Gli influencer e gli hamburger: una storia d’amore

Nell’estate del 2023, altri due influencer aprono le porte della loro pizzeria ai Quartieri Spagnoli: sono Giuseppe Russo e Federica Franco che con il nome “Il mio viaggio a Napoli” hanno creato un tour operator che poi ha dato il nome anche alla pizzeria. Nei primi giorni di apertura i giornali descrivono il locale come “preso d’assalto”, con un ritorno positivo per l’affluenza e negativo per la media delle recensioni su Google, dove i clienti si lamentano anche di aver atteso fuori dal locale, abitudine consolidata a Napoli. Mirko Alessandrini, in arte CiccioGamer89, è noto non solo per il suo profilo Youtube, Twitch e per il Nutella-Gate (l’episodio in cui un ragazzo, al Romics, gli spalmò una fetta di pane con la Nutella addosso) ma anche per aver lanciato una linea di burger, i burger di CiccioGamer89, e aver scritto un libro sul tema.

La pizzeria di Il Mio Viaggio a Napoli

Quella per gli hamburger insomma, sembra essere un’ossessione dei giovani influencer del panorama italiano. Ma non accade solo qui: a Los Angeles il fenomeno delle star dei social media che aprono ristoranti è molto vivo, tanto che questa nuova categoria sta sostituendo i vip di Hollywood. Lo dimostra il caso del locale di Anwar Jibawi, aperto con sua madre, o di Ilya Fedorovich, fondatore di una catena di pizzerie.

I meno famosi che però sono famosi sui social

Sono nomi meno noti rispetto ai grandi vip abituati ad aprire locali, famosi in un mondo, quello dei social, che sembra regalare una fama di serie B e molto più effimera e compromessa (come dimostra l’episodio pandoro-gate), ma proprio per questo entrano con coraggio in un business fisico invece che in uno meramente digitale. Magari anche ora che le regole sui contenuti e sulle pubblicità sui social si fanno un po’ più stringenti. Lo fanno anche in modo temporaneo: è il caso del ristorante pop-up di Benedetta Rossi allo Zoomarine di Roma, o il temporary bar di Chiara Ferragni con Nespresso a Milano. Insomma il cibo, che è letteralmente ovunque, sembra sempre un buon investimento, anche quando non lo è.

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