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Martedì, 25 Giugno 2024
Turismo

Che cos’è il fenomeno Girl Dinner e perché non è il solito trend dei social

Anche in Italia ne stanno parlando in tanti. Ma oltre le visualizzazioni e i numeri c’è da capire le controversie, i limiti e i pregi di un fenomeno. Che è solo apparentemente banale

Non è una challenge, non è un trend, non è nemmeno l’evoluzione della Butter Board, tagliere da antipasto ricoperto di burro o altra base grassa per renderlo amato su TikTok. Un nome però ce l’ha: si chiama #GirlDinner, e la si riconosce quando, durante le impetuose sessioni di scrolling social, l’occhio viene catturato da un piatto di salumi, sottaceti, formaggio, pane, frutta, magari un bicchiere di vino rosso ad accompagnare. Alcuni disposti sempre con un certo occhio per l’estetica. Altri, meravigliosamente disordinati e assemblati all’impronta. Dimenticarsi dunque insalate, petti di pollo ai ferri, burger vegetali grigiastri: Girls just wanna have food. Lo dimostrano i numeri dell’hashtag, che su TikTok ha raccolto 1.8 miliardi di visualizzazioni. Con contenuti che, prima ancora che mettere in mostra il menu della serata, sembrano dichiarare ad alta voce: smettiamola con questa frottola che le donne mangiano come uccellini.

Girl Dinner: il luogo e il momento in cui è cominciato tutto

Tutto è iniziato in primavera, quando un TikTok della creator statunitense Olivia Maher è schizzato in tendenza. Maher ha 28 anni, e nel video mostra un pasto da “contadino medievale” composto da pane, carne conservata e formaggio. Tralasciando l’accuratezza della ricostruzione storica, il proverbio regge ancora: al contadino non far sapere… E infatti, Maher ha dichiarato al New York Times che “non c’è pasto migliore di pane e formaggio: semplice e soddisfacente allo stesso tempo”. Il concept per il nome? Frutto di conversazioni con amiche, che si sarebbero ritrovate nel tipo di cena che si preparano “quando i fidanzati sono fuori e non c’è bisogno di metter su una cena “tradizionale”.

Ragazze che mangiano contro fidanzate che fanno le casalinghe

Insomma dietro c’è l’idea di abbandonare la concezione della donna come angelo del focolare, automaticamente assegnata alle professioni informali della cura dell’altro, stirare, rifare il letto, cucinare. Tutto il contrario di un altro recente non-trend, non-challenge, che aveva riempito TikTok di video riassuntivi delle giornate delle Stay-At-Home Girlfriends. “Casalinghe in formazione” come le definì la creator Kendel Kay, dedite al riposo, alla cura della propria femminilità e, naturalmente, al servizio del partner, classicamente uomo. A confronto, la Girl Dinner sembra uno spin-off de Le divoratrici di Lara Williams (Blackie Edizioni, 2021), dove un gruppo di donne si affranca dagli stereotipi sociali proprio attraverso la rielaborazione del rapporto con il cibo. O come nota Seema Rao, storica dell’arte di Cleveland, dal profilo @artlust: “Ciò che mi piace della Girl Dinner è che sfida l’idea che si debba cucinare qualcosa. […] Prima è la preparazione del cibo che ti valida in quanto donna. Con la Girl Dinner sei una donna perché ti nutri”.

Girl Dinner: luci ed ombre sul fenomeno

Finalmente qualcosa di nuovo sotto il sole, dunque? Dipende. Emily Contois, per esempio, Professoressa di Media Studies all’Università di Tulsa, ha sottoscritto al Washington Post il proprio voto in favore della Girl Dinner: “Si percepisce una connessione tra donne genuina, soprattutto nei primi video”. Come se finalmente si potesse gettare la maschera, e godersi in santa pace la quantità di cibo che si vuole, quando si vuole. Allo stesso tempo, non possiamo far finta di non vivere, per l’appunto, nell’era della vita costruita attraverso uno schermo, paradosso di Schrödinger in cui Chiara Ferragni può addentare una fetta di pizza e averne una intera davanti allo stesso momento. Anche per la Girl Dinner si sono dunque levate preoccupazioni simili, che taccerebbero i video che riportano l’hashtag di essere tutto fumo e niente arrosto.

Ed è vero che questo TikTok di Francesca Scorsese (sì, la figlia di Martin) potrebbe destare qualche preoccupazione, dato che mostra una Girl Dinner composta da un bicchiere di acqua con ghiaccio. Secondo la Dottoressa Sophie Mort, psicologa ed esperta di salute mentale intervistata da Cosmopolitan UK in merito alla Girl Dinner, il rischio è che si finisca in una trappola che potrebbe portare allo sviluppo di qualche disturbo del comportamento alimentare. E cioè, applaudire il rapporto positivo che gli altri hanno con il cibo, demonizzando invece il proprio corpo e la propria dieta. Oppure, più banalmente, mostrare alla fotocamera cene luculliane e cestinarle appena girato il contenuto, senza averne ingerito nemmeno un grammo.

Un trend e un movimento nato dalle donne

Purtroppo, però, il problema non è certo iniziato con la Girl Dinner, e demonizzare questa nuova ondata di comportamento online e offline sembra più che altro ricadere nella cara vecchia abitudine del sospetto programmatico verso tutto ciò che devia dalla norma. Specie se, come ricorda questo sketch sempre attuale del Saturday Night Live, la novità proviene da chi è più giovane di chi si preoccupa. Finora, la Girl Dinner sembra aver dato un motivo in più alle donne per condividere la propria esperienza nel mondo. E magari, chissà, mostrare ai compagni che si può esser felici anche senza pollo fritto o pasta al sugo, qualche volta. E poi, come ricorda il New Yorker nei suoi articoli illustrati, non è mica dal 2023 che la Girl Dinner esiste. Solo che, a volte, ci piace darci delle regole, e dimenticarci che c’era vita anche prima della commercializzazione della donna che cucina tanto e mangia poco.

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