rotate-mobile
Sabato, 24 Febbraio 2024
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Due fratelli producono vino nell’agriturismo più panoramico dei Campi Flegrei

Sono due fratelli a recuperare i terreni e a metterli a frutto con vini, ospitalità con sole 4 camere, cucina curata e una vista spettacolare su tre versanti. “Qui non ospitiamo cerimonie”

A Monte di Procida, a 30 minuti da Napoli c’è un’inaspettata oasi di bellezza agreste. Da Lavinum paesaggio, profumi e quiete richiamano i Campi Flegrei che sedussero gli antichissimi greci, terra generosa, ma solo con chi sa lavorare duro e andare oltre la superficie di polvere, pietre e rocce. Arroccato su una cima da cui si gode un triplice panorama, sul Golfo di Napoli e il Vesuvio a Est, Procida e Ischia a Sud, e il lago Fusaro costellato dall’abitato a ovest, nasce dall’intuito e dalla passione di due fratelli, Michele e Mario Scotto Lavina, passato da armatori e salde radici proprio nel territorio.

I vini di Lavinum a Monte di Procida

Quando abbiamo visto questa terra ce ne siamo innamorati subito” spiega Michele. Era il 2017 e da allora la casa colonica con gli annessi cellai è stata restaurata e trasformata in resort con solo 4 camere, per una scelta che privilegia la qualità dell’ospitalità. Nel frattempo i terrazzamenti hanno avuto in dono nuova vita con l’impianto di viti di Falanghina Igp, Biancolella, Primitivo e, di recente, Piedirosso. 3 gli ettari, che nel 2022 hanno dato una produzione complessiva di circa 5.200 bottiglie - consulenza dell’enologo Gianluca Tommaselli – per quattro etichette: dalla Falanghina un bianco fresco e sapido e uno spumante metodo Charmat; dal Primitivo due rossi, morbidi. Un Piedirosso è in programmazione per il 2024.

Cosa si mangia da Lavinum

Avviato anche un orto, per prodotti di stagione che lo chef Christian Guida – 32 anni, nato a Monte di Procida, esperienze di cucina importanti, tra l'altro con Marianna Vitale, passione per la panificazione e i grandi lievitati – declina con originalità, facendo attenzione a conservare intatti i sapori. “La cucina è partita da poco più di un anno” spiega ancora Michele Scotto Lavina “lavoriamo su prenotazione, niente cerimonie, vogliamo conservare lo spirito di questo luogo”. 150 circa i posti nelle due sale interne, ricavate da un grande cellaio, arredamento in legno chiaro con guizzi azzurro mare ed elementi di recupero che vanno dagli antichi attrezzi per il vino, trovati durante i lavori di restauro, a tronchi ritorti recuperati sui terrazzamenti e trasformati in lampadari, disseminati con parsimoniosa eleganza.

Circa 200 posti, invece, sono quelli che segnano la capienza della terrazza, con i tavoli che si affacciano sul panorama. “Un tempo tutti gli abitanti di Monte di Procida vivevano di mare e terra: erano pescatori, ma avevano sempre un orto, anche piccolissimo, che coltivavano con grande cura. Anche il vino qui è da sempre una tradizione che mio fratello ed io abbiamo custodito. I nostri nonni lo facevano e noi abbiamo continuato, prima acquistando l’uva, adesso possiamo farlo con la nostra". E proprio di terra e mare è fatta anche la cucina di Christian Guida, che segue la stagionalità. In inverno, quindi, i piatti sono prevalentemente di terra, dai bucatini al ragù di coniglio alle pennacce alla genovese, mentre d’estate hanno tutti i profumi e i sapori del mare, senza tuttavia mai dimenticare l’orto. Il risultato? Un menu a degustazione da 4 piatti al prezzo di 45€.

Video popolari

Due fratelli producono vino nell’agriturismo più panoramico dei Campi Flegrei

CiboToday è in caricamento