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Il successo di All'Antico Vinaio è merito di Milano prima ancora che di Firenze?

In una bella intervista Tommaso Mazzanti di All’Antico Vinaio si racconta a One More Time, il podcast di Luca Casadei. Emergono nuovi spunti su questa particolare storia imprenditoriale

Dopo l’intervista senza filtri a Gabriele Bonci, Luca Casadei torna a dedicare una puntata del suo podcast One More Time – che parla di “storie di vita raccontate da personaggi che le hanno vissute pienamente” - a un personaggio del mondo dell’enogastronomia. È Tommaso Mazzanti proprietario di All’Antico Vinaio di Firenze, insegna che la sua famiglia gestisce dal 1989 (prima la mamma era pasticceria e il babbo pellettiere, come racconta). È lui che, entrato in azienda a 16 anni, ha portato al successo la gastronomia dei suoi genitori, portando le sue focacce fumanti con prodotti della Toscana in tutto il mondo. 

Tommaso Mazzanti: l’intervista e il racconto del successo

“Ho il ricordo di questa coppia che mi scrive: ‘siamo stati benissimo da te, torneremo presto a Firenze’. Per me quel messaggio, che tutt’ora mi ricordo dopo 12 anni, è stata la scintilla. Mi ha portato a dire wow, ho fatto una cosina piccola mia, che piace, che la gente apprezza… e da lì mi sono innamorato del far star bene le persone. Non di All'Antico Vinaio ti dico la verità, perché ora è l’Antico Vinaio che conosciamo, ma 12 anni fa non era niente”. Lo racconta Tommaso, Tommy per gli amici, che quando ha fatto la prima stagione nella bottega dei suoi genitori aveva 15 anni e voleva comprarsi il motorino. Un anno dopo molla la scuola e inizia a lavorarci a tutti gli effetti. Nell’intervista con Casadei, lunga oltre 1 ora e 40 minuti, parte dalla sua infanzia, dal rapporto con i genitori che lavoravano 24 ore al giorno, il tempo passato con la nonna materna e la relazione ritrovata con la sorella 9 anni più piccola. 

La scalata verso il successo de All'Antico Vinaio di Firenze

Per raccontare la scalata della gastronomia che da Firenze è arrivata in tutto il mondo con la sua schiacciata milionaria, Mazzanti dagli albori quando in realtà All’Antico Vinaio era per lui solo la fonte dei primi guadagni, che lo ha portato a fare tanti sacrifici: “ho patito perché a quell’età vedevo che i miei coetanei che uscivano, facevano festa ed io ero sempre a lavoro”. Poi ad un certo punto – verso i 23-24 anni se ne innamora – e inizia a dispensare consigli ai genitori su come far evolvere l’attività, come dargli nuova linfa visto che aveva avuto anche momenti di crisi. Nel 2010 inizia la trasformazione, la gente inizia a parlarne e iniziano a fermarsi le prime code fuori dal locale. È nel 2014 che i suoi genitori gli cedono delle quote nella società: “è stata la mia prima vera vittoria”. Nello stesso anno All’Antico Vinaio è il locale più recensito al mondo ma Tommaso afferma di non aver mai richiesto una recensione ai clienti.

La sua intuizione è stata quella di diffondere su Facebook quello che succedeva su TripAdvisor e al contempo sfruttava i commenti delle persone per migliorare il servizio. Di lì un’evoluzione continua, nel 2012 aprono il secondo punto vendita e poi si moltiplicano i locali, fino ad arrivare al successo clamoroso esploso negli ultimi ultimi 2/3 anni che lo ha portato ad espandersi fuori dal capoluogo toscano. “Con orgoglio posso dire che la Favolosa è la stessa di 12 anni fa ed è stata la prima focaccia ad essere messa in menu, con sbriciolona, crema di pecorino fatta con la ricetta del mi babbo, cremina carciofi e melanzane fatte da noi”. Oggi al motto di “bada come la fuma!” Tommaso Mazzanti, con i suoi panini, ha conquistato il mondo. “L’Antico Vinaio è diventato una cosa immensa”, con 26 sedi tra Italia e Stati Uniti tra cui Milano (la prima dopo Firenze aperta nel 2020), Roma, Torino, Napoli, Bergamo, Forte dei Marmi, New York, Los Angeles e Las Vegas.

E nell’intervista emerge una angolatura particolare proprio rispetto alla città di Milano, quasi come se il successo di questo format ormai acclamato a livello mondiale sia debitore alla città lombarda (dove peraltro Tommaso vive) ancor più che a Firenze? Il perché lo spiega Mazzanti nell’intervista: Milano è stato il primo posto che ha deciso di aprire da solo, indebitandosi e credendoci fino in fondo nonostante fosse molto sconsigliato, grazie agli incassi di Milano c’è stata la possibilità di aprire anche a Roma, di riscuotere l’attenzione di Joe Bastianich per le aperture in America, di essere oggetto di interesse del Gruppo Percassi per lo sviluppo in tutta Europa che sta andando avanti. Non è un caso, come spiega bene Tommy nell’intervista, che il punto vendita milanese in Via Lupetta è a tutt’oggi il più performante del gruppo nel rapporto tra fatturato (quasi 4 milioni di euro) e metri quadri (solo 60).

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