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L'intervista a tutto campo di Gabriele Bonci: la moglie, i figli, il lavoro, la droga

L’infanzia, il successo, la tv, la dipendenza dalla droga. Fino al pensiero del suicidio e al rapporto complicato con la ex moglie. E la confessione: “non arrivo a fine mese pur fatturando 4 milioni”

Una serie di dichiarazioni sorprendenti, aperte, molto toccanti quelle di Gabriele Bonci, il celebre chef e pizzaiolo romano noto per avere reso la pizza in teglia famosa in tutto il mondo. Un’intervista senza filtri quella  uscita sul podcast One More Time, ideato e condotto da Luca Casedei, che porta Bonci a condividere alcuni aspetti privati e burrascosi della propria vita. Partendo dagli esordi: la sua infanzia nel quartiere Corviale, nella sua Roma che definisce disgraziata e difficile degli anni '80, le difficoltà economiche dei genitori, il suo passato da ragazzino difficile, i problemi con il proprio corpo e con le droghe. Una chiacchierata lunga 58 minuti dove il ritmo è incalzante e denso. Con lo chef-pizzaiolo che si apre come mai ha fatto in precedenza. 

Gabriele Bonci: l'intervista tra successo e sofferenza

La sua vita l’aveva in parte già condivisa grazie ad una imperdibile puntata della serie tv Netflix di Chef’s Table, che lo consacra ulteriormente a un pubblico internazionale, ma è qui che mette sul piatto la sua storia che ha avuto tanti alti e bassi. Insieme a  Casadei parla del suo inizio nelle cucine, già a 15 anni, dove tocca con mano il mondo della panificazione. Poi a 21 anni la svolta quando a seguito di alcune delusioni personali a lavoro – che lui racconta come tradimenti – decide di aprire la prima pizzeria, il Pizzarium con 500 euro. “La mia fortuna l’ha fatta la mia rabbia, nessuno mi ha mai aiutato, i miei vivevano in una casa popolare” dice Bonci. Inizia a parlare di agricoltura, di grano, di farine, di prodotti artigianali, cambiando il panorama della pizza in Italia, portando concetti alti al popolo, come lui definisce il suo pubblico con massimo rispetto. “I miei tre pilastri, sulla quale continuerò sempre a lavorare, sono l’agricoltura, il sociale e l’ambiente, che voglio però portare avanti e fuori dai miei locali”, spiega Bonci. Poi arriva piano piano il successo, che però è pieno di sofferenza: mai tutto è come sembra.

La droga e le dipendenze: la confessione di Bonci

Le cose iniziano ad andare bene ma ciò trasforma la sua vita. Con totale trasparenza (commuovendosi solo quando parla dei primi anni con la moglie) Gabriele parla di un periodo di difficoltà personali, dopo la separazione con Elisa, a tutt'oggi amministratrice della sua azienda, le complicazioni per la gestione dei figli e anche quelle economiche. Nell'intervista Bonci – dopo aver sottolineato di sentirsi “nell'eternità” in quanto reinventore della pizza – dichiara però di essere stato estromesso dalle sue attività, di non riuscire quasi ad arrivare a fine mese (“guadagno 3mila euro e ne pago 2mila di affitto”), e per questo di immaginare il suo futuro altrove, all'insegna di nuovi progetti all'insegna del sociale, dell'agricoltura e dell'ambiente.

Gabriele non nasconde di aver fatto uso di cocaina aggiungendo: “Combatterò fino alla morte questa sostanza, dalla quale sono finalmente libero, sono pulito da un anno e tre mesi ma è comunque qualcosa che difficilmente ti si scolla di dosso”. Parla anche della sua familiarità con la morte: “Ho giocato tantissimo con la morte, non ne ho paura, e non nego che ho pensato di farla finita tante volte. Ho avuto due infarti e ho anche mangiato sonniferi e mi sono addormentato su un cornicione”. Ma nella storia di Gabriele Bonci c’è rinascita: “Stai parlando con un embrione, non con un uomo, un qualcosa che deve essere ancora concepito. Gabriele ora sta bene, perché ho sempre chiesto a Dio mischia e tormenta e ora ce l’ho. Vorrei essere una farfalla per vivere un giorno bello”.

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