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I piatti da non perdere a Torino secondo gli youtuber. Il video

La coppia di creator da centinaia di migliaia di followers “Cosa mangiamo oggi?” mostra i suoi assaggi preferiti nel capoluogo. Il vitello tonnato? C’è. Ma c’è anche molto altro

Non sono in pochi a sostenere che la gastronomia piemontese sia tra le più ricche e variegate d’Italia. Grandi prodotti — insieme a ottimi calici di vino — e la capacità di tener testa alla propria tradizione senza paura, ogni tanto, di metterci mano. Chi conosce bene il capoluogo è la coppia Francesca Manunta e Giano Lai, meglio noti alla comunità di YouTube come Cosa mangiamo oggi?. Dai primi video confezionati con GoPro nel 2018 alle recensioni di tristellati in giro per il mondo, oggi vantano un seguito di oltre 407mila iscritti al canale YouTube, oltre a una community affezionata che la segue su TikTok, Instagram, Facebook e Twitch. Tra l’altro, sono nati e cresciuti a Torino, e in questo video portano i seguaci a scoprire i loro piatti preferiti, in tre dei migliori locali cittadini. Ecco quali sono.

Francesca Manunta di Cosa Mangiamo Oggi

La grande gastronomia torinese: una rassegna di pietanze

Tra ristoranti dall’allure alto borghese — memori del passato ‘reale’ della città — e più informali piole (così si chiamano le trattorie e osterie tipiche: ecco l’elenco delle migliori), nei locali torinesi non c’è sezione del menu che resti sguarnita. Dai pascoli tra valli e montagne arrivano carni pregiate, trasformate, ad esempio, nell’immancabile vitello tonnato oppure in battute al coltello. Dai cortili di campagna invece il coniglio (molto pregiato quello grigio di Carmagnola), che i contadini usavano lessare e conservare sottolio, proprio come il tonno.

Vitello tonnato, un classico di Torino

Poi grandi primi piatti con generoso uso di sfoglie a base tuorlo, tra agnolotti ‘pizzicati’ del plin e tajarin, conditi, quando stagione, con lamelle di tartufo. Ancora, brasati al vino rosso, come ricette a base di tagli meno nobili: tra tutte la finanziera, che prevede le economiche creste di gallo. Si termina bene con bonet — un dessert ‘a forma di cappello’ a base di cacao e amaretti che abbiamo raccontato qui — panna cotta, e frutta cotta, ancora una volta, nel vino rosso. Dove assaggiare i migliori? Ce lo svelano i Cosa Mangiamo Oggi?

I piatti da non perdere a Torino secondo Cosa Mangiamo Oggi?

Il tour di Manunta e Lai tra i classici snocciola “posti che sanno di casa, e poco fighetti”. In primo luogo Scannabue a San Salvario — “un posto che per i torinesi non ha bisogno di presentazioni” — dove i consigli ricadono su vitello tonnato, tonno di coniglio con insalatina alla robiola, agnolotti del plin ai tre arrosti (manzo, maiale e coniglio, per la precisione), tajarin al tartufo, guancia brasata e bonet. Si passa poi da Consorzio, insegna che tra le prime ha rielaborato in maniera un po’ più tecnica la tradizione, dove chef Valentina Chiaramonte propone una battuta di carne in tre varianti, i tajarin al tartufo — ma con un ‘fondo’ di burro più liquido del solito —, gli agnolotti gobbi astigiani con un pizzico di noce moscata e i ravioli di finanziera.

Gli agnolotti del plin di Scannabue a Torino

Per finire con panna cotta servita con salse al barolo chinato, al torrone e al chinotto. L’ultima esperienza è al Caffè dell’Orologio, per la versione sabauda dell’aperitivo rinforzato. Si chiama merenda sinoira, e si compone di piattini da condividere, freddi e caldi. Qualche esempio? Capunet di verza con farcia di carne e lingua al bagnetto rosso (un battuto di peperone e pomodoro); ma anche battuta di carne cruda con limone e sentore d’aglio.

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