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Scampìa: la bella storia della pizzeria sociale che fa solo 5 pizze

Rosario Esposito La Rossa è l’uomo che con la sua La Mazza Pizzeria ha sognato una Scampia diversa e ora la costruisce con l’aiuto di chi lavora sul territorio

Sorge al confine tra la città oleografica dei turisti e la Scampia descritta nei racconti di Roberto Saviano, l’autore di Gomorra, La Matta Pizzeria. Nasce dal sogno visionario di Rosario Esposito La Rossa che quella periferia la sta sottraendo al giogo degli stereotipi e della criminalità organizzata metro dopo metro, persona dopo persona. 35 anni appena, scrittore, editore, libraio, nominato nel 2016 dal Presidente Mattarella Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno e nel 2020 ambientalista dell'anno per i suoi libri sull’ecologia, Esposito La Rossa è il cugino di una vittima innocente della camorra: Antonio Landieri, ucciso a 25 anni nel corso di un raid maturato nell’ambito della cosiddetta “prima faida di Scampia”, nel 2004.

Rosario Esposito La Rossa e l’inizio con l’editoria

In memoria del cugino, Esposito La Rossa scrive un libro con l’intento di dare voce a chi, a Scampia come in ogni altra periferia, non ha voce e andare contro gli stereotipi dei media sul quartiere. Ed è proprio questo il filo conduttore della sua vita e attività. Assieme alla moglie, l’attrice Maddalena Stornaiuolo, acquista nel 2010 lo storico marchio editoriale campano Marotta&Cafiero editori, di cui sposta la sede da Posillipo – quartiere bene per antonomasia della città di Napoli – a Scampia. Difficile sintetizzare le sue tante attività che puntano a recuperare e valorizzare il buono che c’è nella periferia Nord di Napoli, e anche tanto, a cominciare ovviamente dalle persone e passando per i prodotti, come ad esempio le ciliegie di Chiaiano (che con Scampia e Piscinola costituisce l’VIII Municipalità di Napoli).

La squadra dietro La Matta Pizzeria

L’ultima creatura di Rosario Esposito La Rossa, La Matta Pizzeria, come racconta al microfono di CiboToday “è molto matta”. Sorridendo aggiunge: “Ci siamo ispirati alla carta da gioco napoletana, la matta appunto, che può trasformarsi in tutto. Il nostro obiettivo, infatti, è creare uno spazio dove lievitano i sogni e dove i ragazzi, anche con difficoltà fisiche o psichiche, possano lievitare e trasformarsi in tutto quello che vogliono”.  L’idea non solo è piaciuta, ma ha coinvolto: “Si tratta di una storia magica perché due librai di Alba, Carlo Borgogna e Serena Imasso della libreria Milton, ci hanno donato oltre 26mila euro per acquistare i locali. Facile Ristrutturare, nelle persone di Giovanni Amato e Loris Cherubini, ha ristrutturato gratuitamente gli spazi con il supporto dell’associazione dell’attrice Anna Foglietta Every child is my child”.

La Matta Pizzeria rientra infatti nell’ambito di “facile sognare”, progetto di corporate social responsibility, con la mission di ristrutturare spazi dedicati alla tutela di bambini e ragazzi in difficoltà, dell’azienda del gruppo Renovars Facile Ristrutturare, sviluppato in collaborazione con Every Child Is My Child, Onlus presieduta da Anna Foglietta, di cui Napoli costituisce la terza tappa dopo Milano e Roma. Il contributo tecnico dell’architetto Daniele De Martino ha quindi consentito di creare uno spazio ibrido, “un laboratorio, per la panificazione e per la pizza dove si può anche mangiare” lo descrive La Rossa. E già stanno arrivando adesioni da tutta Italia.

In carta solo 5 pizze e i clienti che lavorano con i pizzaioli

Il giorno dopo l’inaugurazione, ad esempio, in pizzeria è arrivato Franco Pepe della pizzeria Pepe in grani di Caiazzo. Lo street artist Jorit ha realizzato il murale – semplice ma dalla forte valenza simbolica – che sintetizza la filosofia de La Matta Pizzeria: due mani che accolgono e proteggono un cartiglio con su scritto “criscito”, che in napoletano significa lievito, ciò che fa crescere e lievitare. “Non è un progetto imprenditoriale, ma sociale” tiene infatti a precisare Rosario Esposito La Rossa “deve dare l’opportunità ai ragazzi di inserirsi coi loro tempi. Di imparare e anche di sbagliare. Il nostro obiettivo quest’estate sarà proprio questo: imparare, con calma, come il lievito, il criscito napoletano, che ha bisogno del buio, della coperta, e del tempo”. La pizzeria, quindi, almeno fino a settembre, farà serate di prova, rigorosamente su prenotazione, durante le quali i clienti potranno lavorare gomito a gomito coi pizzaioli, aiutandoli e facendosi aiutare a preparare le pizze. “La nostra idea è di fare solo 5 pizze, non di più: Margherita, Marinara, le storiche Cosacca e Mastunicola e poi una pizza che inventeremo noi, La Matta”.

La rivoluzione di Scampia e la pizza che cambia e racconta il territorio

La Torrente, tramite l’Unione industriali, ha donato la fornitura di pomodori per oltre un anno. Il lievito proviene dal birrificio N’artigiana di Ponticelli. “Sarà infatti un lavoro molto territoriale, anche i dolci che produrremo all’interno della pizzeria, con l’impasto, saranno conditi con confetture locali e in particolare con miele e mela annurca e ciliegie perché la mela annurca di Giugliano e le ciliegie di Chiaiano sono prodotti tipici dell’area Nord di Napoli”.  Quindici posti in tutto, La Matta Pizzeria è in Corso Europa 484, all’interno di un parco privato di Melito di Napoli, proprio di fronte agli alti palazzi di Scampia: “15 anni fa questo parco era una terra di nessuno. Oggi stiamo creando un arcipelago di cose positive: un equo-bar, il giardino, il teatro. Quattro anni fa avevamo una libreria e basta. Oggi abbiamo uno spazio di 400mt in crescita e stiamo progettando altri luoghi. Perché occupare i luoghi abbandonati dalla criminalità è la vera rivoluzione per non tornare indietro”.   

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