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Seadas. La storia e il video del dolce non dolce più amato della Sardegna

Il dolce tipico della Sardegna, nato nelle zone rurali del centro della regione come piatto unico che veniva preparato dalle massaie per i mariti pastori di ritorno dalla transumanza. La storia e la ricetta dello chef Roberto Paddeu

Chi è stato in Sardegna almeno una volta non può non aver assaggiato le seadas e non essersene innamorato. È il dolce più famoso della regione ed è composto da un involucro di pasta di semola super fragrante simile a un raviolo tondo, ripieno di formaggio filante, che viene fritto e ricoperto di miele.

L’origine del nome “seadas”

Nel libro La vita rustica della Sardegna rispecchiata nella sua lingua, Max Leopold Wagner definisce la seada come “focaccia tonda di formaggio fresco di vacca con pasta di burro, spesso anche con farina e uova”. Sull’origine del nome delle seadas, conosciute anche come sebadas, seatas, sevadas in alcuni dialetti sardi, ci sono opinioni contrastanti. La forma corretta sarebbe seada al singolare dal latino sebum (sebo), in riferimento al grasso animale usato nell’impasto. In sardo infatti, su sèu o s’ózu seu (e la sua variante, sebu) è il grasso di origine animale che si differenzia dal più conosciuto strutto perché di origine vaccina e non suina. Secondo altre fonti il significato etimologico sarebbe da ricercare nel termine spagnolo cebar che significa “cibare, alimentare”. L’uso comune ha trasformato lentamente il termine seada nel suo plurale invariabile seadas.

La nascita delle seadas che in realtà non erano un dolce

A parte l’etimologia, le origini di questo dolce sono da ricercare nella cucina contadina e pastorale della Sardegna. Le prime notizie scritte risalgono alla fine dell’Ottocento, ma l’origine del piatto sembrerebbe antecedente, per alcuni medievale. Le massaie delle zone rurali della regione come la Barbagia, l’Ogliastra, e la Gallura usavano preparare questo piatto per festeggiare il ritorno a casa dei loro mariti pastori dai lunghi periodi di transumanza. Infatti, inizialmente le seadas erano salate e grandi quanto tutto il piatto, una pietanza unica e nutriente che doveva appagare la fame dei pastori. Solo più avanti si è pensato di trasformarlo in dolce aggiungendo miele e riducendone le dimensioni.

Come si preparano le seadas

Le Seadas sono preparate con pochi e semplici ingredienti. La base consiste in una pasta tipicamente sarda, chiamata pasta violada o violata, fatta con semola di grano duro, strutto (oppure olio evo), acqua e un pizzico di sale, che viene stesa sottilmente. Al centro della pasta viene posto del formaggio pecorino freschissimo e acidognolo. Una volta chiusa la pasta intorno al formaggio come spiega lo chef Roberto Paddeu, il dolce viene fritto fino a ottenere una doratura croccante e poi servito ricoperto di miele.

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