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Il video per capire come si produce la granita siciliana tradizionale

Rosario Leone D’Angelo, gelatiere di Monforte Marina, ci guida nella preparazione tradizionale della granita siciliana. Metodo antico che prevede l’utilizzo di un pozzetto, acqua, ghiaccio e sale per refrigerare il succo di frutta

La granita siciliana è uno dei dolci al cucchiaio più noti di tutta la Sicilia. Non c’è infatti bar o gelateria che non proponga una propria versione: cremosa e densa, da mangiare in assoluto o con la famosa brioche con il tuppo, da affogare nella panna e in mille varianti. La colazione per eccellenza, simbolo di uno stile di vita dal ritmo lento e pacato, in Sicilia è molto più che un’abitudine. Vero e proprio rito, la granita è un’arte fatta di acqua, zucchero e frutta: tra i gusti più interessanti le classiche al limone, mandorla, caffè, cioccolato, ma anche pistacchio e gelsi neri. Ma come si produce la granita? In questo video di Slow Food Rosario Leone D’Angelo, gelatiere di Monforte Marina, ci guida nella preparazione della granita tradizionale siciliana in pochi brevi passaggi.

La granita siciliana al caffè-2

La granita siciliana: cenni storici

In molti sono concordi nel ritenere che la la granita sia arrivata in Sicilia grazie alla dominazione araba. Queste popolazioni erano infatti solite rinfrescarsi con una bevanda ghiacciata chiamata sherbet, aromatizzata poi con acqua di rose o succhi di frutta. Fonti ancora più datate però fanno risalire questa tradizione addirittura al tempo dei greci e poi dei romani, soliti a raccogliere la neve sull’Etna e stivarla nelle famose niviere, dove rimaneva congelata fino all’estate. Solo nel ‘900 la neve da elemento principale divenne refrigerante, grazie all’utilizzo del pozzetto con cui “mantecare” la granita tramite una manovella. Un metodo di preparazione antichissimo che però sopravvive ancora oggi.

La granita al gelso

Il metodo tradizionale per la granita siciliana

In questo video Rosario Leone D’Angelo, maestro gelatiere di Siké a Monforte Marina, prepara la granita con procedimento tradizionale. Gli ingredienti segreti? Frutta fresca di stagione, un tino, il ghiaccio e il sale marino. Sì, perché il sale favorisce l’abbassamento della temperatura del ghiaccio e facilita il raffreddamento del pozzetto. D’Angelo si trova in un mangheto di oltre 30 anni in Val Demone e in pochissimi istanti prepara una fresca e artigianale granita al mango. “La granita tradizionale si faceva con un tino che si riempiva di acqua, ghiaccio e sale per far raffreddare il pozzetto velocemente. Si prende poi la frutta e lo zucchero nelle proporzioni di 50 e 20 e il restante 30 di acqua, per arrivare a un chilo di miscela”. Non resta poi che girarla fino a che non si ghiaccia. Il risultato? Una granita più densa e cremosa rispetto alla media.

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