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Sabato, 20 Aprile 2024
Personaggi

Golocious, il fast food nato su Instagram che aprirà ovunque nei prossimi anni

Dalla pagina Instagram da centinaia di migliaia di follower alla creazione di un brand internazionale. La storia degli influencer campani che hanno fatto successo col “food porn”

Come si passa dalla gestione di una pagina Instagram da 260mila follower a quella di un gruppo di 15 ristoranti sparsi in tutta Italia e ancora in ascesa? L’abbiamo chiesto ad Alessio Cutino, amministratore delegato di Golocious, il brand nato nel 2019 per iniziativa di Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli, che di lavoro, prima, facevano (anche) i food influencer.

Gianandrea Squadrilli e Vincenzo Falcone

La community Italy Food Porn 

Se bazzicate i social e ogni tanto vi piace indulgere in foto di burger a più livelli, piatti di pasta con sughi copiosi e bignè farciti sempre un po’ più del necessario, probabilmente siete capitati anche sulla pagina Instagram di Italy Food Porn, una community appassionata di golosità da mettere in mostra.

Il burger con parmigiana e polpette di Golocious

Ad avviarla, un po’ per gioco, il 29enne campano Gianandrea Squadrilli (aka jana_italyfoodporn), tecnologo alimentare che fotografa tutto quello che di più invitante gli capiti di assaggiare, e che ha guadagnato così un seguito di fan in attesa di dritte. Il 35enne Vincenzo Falcone faceva più o meno lo stesso, concentrandosi però sui piatti di Delicious, i locali dedicati a baguette, hamburger, pizza e vino di sua proprietà a Cava de’ Tirreni. Proprio qui i due si sono conosciuti nel 2019, reciprocamente piaciuti e hanno deciso di provare a trasformare tanto seguito, nonché le loro innegabili doti comunicative, in una vera e propria insegna consacrata al “food porn”.

Pizza in teglia di Golocious

Il primo ristorante Golocious

Il primo Golocious nasce nel 2019 a Sorrento, con burger farcitissimi e fritti di ogni genere. In un attimo è un successone. Può poco pure la pandemia, che diventa un’occasione per spingere sul delivery e provare la fedeltà di una community che pratica agilmente il digitale. In pochi mesi se ne aggiungono di nuovi e ai giovani imprenditori si avvicina Fedegroup, azienda leader dei servizi di ristorazione in outsourcing che li traghetta a Milano con la prima dark kitchen (ovvero una cucina senza coperti, date le restrizioni pandemiche) al Nyx Hotel. La proposta gastronomica, di un taglio che in albergo non si era mai visto, riscuote grandi consensi: tra quelli gestiti direttamente e i franchising oggi i ristoranti sono in tutto 15 — da Milano a Palermo, passando per Firenze, Roma, Napoli e Caserta — oltre a due addirittura in Oman, dove ugualmente opera Fedegroup. L’organico? Più di 200 persone.

Un primo di Golocious

Cosa si mangia da Golocious

Siamo sostenitori della generosità del cibo e del sano food porn”, precisa Alessio Cutini, AD della società dal 2022, con vent’anni di esperienza nella grande distribuzione. “Ma da noi non c’è traccia di spreco o ‘junk food’. Selezioniamo attentamente i fornitori, che sono quasi tutti italiani, salvo per qualche salsa americana, e prevalentemente da imprese medie”. Junk food sì, ma più possibile in salsa italiana, perché “il cibo che fa venire l’acquolina, bello da fotografare ma soprattutto buonissimo da mangiare, è anche quello delle ricette di casa”. I burger — pure in versione smash, nei cinque locali Sbam Burger dedicati — mixano infatti anche piatti della tradizione, come la parmigiana di melanzane e le polpette del Cuore di Napoli (proprio così, tutte e due insieme), le zucchine fritte del Nerano e la “carbocrema” del Carbonara.

Smash burger di Golocious

Poi ci sono i format dedicati alla pizza in teglia — fotografatissima la Queen of Pistacchio, con mortadella, pesto di pistacchio e provola — i Burger&Wine, dove i panini incontrano il vino, e il ristorante di Napoli con pizza tonda (anche la classica “ruota di carro”) e cucina espressa. Oltre a collaborazioni illustri, come quella col pizzaiolo Gino Sorbillo, che ha creato la Frittatina Margherita proprio per Golocious.

L’acquisizione da parte di Fedegroup e i nuovi progetti 

Dalle prime, fruttuose collaborazioni del 2020 all’acquisto — finalizzato pochi giorni fa — della maggioranza delle quote, Fedegroup ha deciso di puntare sulla scalabilità di un format di cucina fast e informale, golosissimo e spigliato nella comunicazione. “Abbiamo da sempre fatto dellinnovazione una delle nostre leve strategiche”, spiega Roberto Imperatrice, CEO di Nabucco Holding, società proprietaria di Fedegroup, “e lacquisizione di un brand giovane e ‘coraggioso’, capace di irrompere sul mercato in un momento di profonda crisi come quello della pandemia, è la naturale evoluzione della collaborazione di successo che ci ha visti insieme negli ultimi 3 anni. Noi consolidiamo la diversificazione del business e stiamo lavorando per supportare la crescita di Golocious, che prevediamo di inserire presto in nuove strutture in Italia e allestero”.

Pizza in teglia di Golocious

La strada, dunque, sembra tracciata. Ma che succederà in cucina? Dice Cutini: “Vorremmo via via raffinare la linea e abbiamo dei bravi consulenti al lavoro per tarare le ricette. Magari legandole ancora di più ai territori, alle cucine regionali. Per ora le nostre punte di diamante restano burger, pizza e fritti, ma ci sono ancora tantissime idee”. Scrollando le bacheche social, o a uno dei tavoli di Golocious, occhi puntati sulle nuove frontiere del food porn.

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