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Lunedì, 20 Maggio 2024
Milano

Six a Milano. Un nuovo spazio creativo per design, cibo e musica

Il trasloco dai Navigli ai piedi dei grattacieli di Porta Nuova di questo progetto punta sull’interior design. E tutto attorno il distretto gastronomico cresce

Dai primi di aprile 2023 Six, hub creativo milanese dalle molte anime, ha traslocato. Un passaggio dalla prima sede e dal suo timbro storico — nata nel 2017 sui Navigli per iniziativa dell’imprenditore Mauro Orlandelli — al cuore di Porta Nuova. O meglio, Portanuova, il distretto cittadino in accelerazione urbanistica da anni. E anche gastronomica.

La sala di Six, progettata da Francesco Rota

Cos’è Six a Milano

Six è uno spazio multiforme, che si può descrivere snocciolando i centri attorno ai quali si sviluppa: design, gastronomia, cocktail e infine — questa la novità aggiunta con il trasloco — la musica. Lo fa rispecchiando le passioni del fondatore Orlandelli, imprenditore con un background in ambito musicale che ha fondato nell’89 il primo studio di audio mastering in Italia, oggi a capo di Forest Design, società di consulenza nell’arredamento di interni. Il Six è in primo luogo la sede dell’agenzia, ma è al contempo una galleria di design dove “tutti gli elementi di arredo, con pezzi su misura, oggetti danesi, di ricerca e vintage, sono acquistabili”, spiega lui.

Il fondatore di Six Mauro Orlandelli, ph. Gianluca Vassallo

Abbiamo voluto creare un vero e proprio polo sul tema, puntando molto sul progetto architettonico. Poi abbiamo aggiunto la cucina e il bancone bar, e ora anche un calendario di eventi live”. L’obiettivo è il seguente: aprire al pubblico un centro dal respiro internazionale da frequentare dalla mattina fino a tarda sera (apre alle 11 e chiude a mezzanotte; nel weekend alle 2 di mattina, salvo la domenica, quando si copre il primo pomeriggio) per un pranzo di lavoro, un incontro informale a pranzo o un aperitivo (e cena) più animato, in un ambiente di stile.

La nuova sede Six in Porta Nuova

Il decor degli interni, firmato da Francesco Rota, è il punto forte di Six. Un piano terra chiuso da ampie vetrate affacciate sulle due anime del quartiere: quella storica di Isola e quella contemporanea dei grandi palazzi intorno a Piazza Gae Aulenti. Al centro della sala c’è un bancone scenografico di 15 metri in pietra lavica; alle sue spalle un tunnel rivestito in legno di cedro che conduce al caveau di vini, distillati e sigari pregiati. Tutto intorno sono disposte isole con sedie e piani di formato diverso per adattarsi a varie occasioni d’uso. Poi il terrarium, una vasca con erbe aromatiche e spezie usate in cucina e dietro al bancone, che sintetizza l’importanza del verde. Presente al coperto, ma protagonista anche del dehors con sedute, ombrelloni e grandi vasi disegnati dallo stesso Rota.

Il dehors di Six, ph. Federico Cedrone

Alla progettazione del lato green ha pensato l’architetto paesaggista Francesca Scalise, selezionando sempreverdi e specie botaniche che, anche all’interno, svettano raggiungendo belle altezze: “Abbiamo giocato sulle grandi dimensioni per confondere i confini tra dentro e fuori. Da Six tanti elementi, come anche il bancone, sono volutamente fuori scala”.

La cucina e il cocktail bar di Six

Il comparto cucina e drink irrobustisce l’elenco di insegne che configurano la zona come notevole distretto gastronomico. All’ombra del Bosco Verticale e della Torre Unicredit si sono già collocati, tra gli altri, Aalto e Iyo Omakase — rispettivamente il fine dining giapponese e il banco sushi di Claudio Liu —, la steak house gourmet Al Mercato con a fianco la sua golosa versione street, il ristorante gastronomico di Andrea Berton (che sta per arrivare anche al nuovo W Milan) e la distilleria con cocktail bar e cucina Tripstillery di Flavio Angiolillo e soci. 

Tornando al Six, il menù vede la consulenza di Andrea Colombo e la gestione quotidiana di Jacopo Calcagnile. Insieme hanno modulato la carta tra pranzo — una quindicina di piatti per il business lunch: Caesar Salad (20€) e Six Club Sandwich (22€), ma anche ravioli di branzino su crema di cannellini (20€) e cotoletta alla milanese con pomodori e citronette (22€) — e cena. Di sera il menù spazia verso suggestioni internazionali, con la ceviche di ricciola con lime, mais e cipolla caramellata (24€) e la pancia di vitello e gambero rosso con pepe e katsuobushi (24€). La responsabilità dei miscelati è di Gabriele Dodi, che si sbizzarrisce con fermentazioni, infusioni e fat washing da far invidia alla cucina molecolare (drink a 15€).

Six

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