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Lunedì, 4 Marzo 2024
Firenze

Due giovani fratelli lanciano la startup che fa incontrare chef e piccoli produttori

Si chiama Typiqo la startup toscana creata da due giovani fratelli anglo-fiorentini che funge da paniere digitale per fare la spesa. Un catalogo online di produttori del territorio che permette agli chef di avere tutto in giornata

È Toscana la startup che nasce con l’intento di diventare un paniere digitale per i professionisti della ristorazione. Si chiama Typiqo ed è stata creata nel 2020 da due fratelli anglo-fiorentini, di Pontassieve: Alessandro e Antonio Badalamenti, il primo classe 1988 e il secondo 1991. Si rivolge principalmente a chef e ristoratori i quali possono approvvigionarsi in tempo reale di frutta e verdura di stagione, pane, pesce, salumi e formaggi, carni e legumi. Grazie a una rete di piccoli produttori selezionati sul territorio e alla digitalizzazione della filiera, questa startup tutta toscana si pone l’obiettivo di eliminare ogni tipo di intermediazione e garantire sempre la tracciabilità dei prodotti. Per venir incontro così alle esigenze di chi produce e di consuma.

I fratelli Antonio e Alessandro Badalamenti di Typico

Typiqo: come funziona il servizio di food service nato in Toscana

Il meccanismo è semplice. Typiqo è un servizio di food service che gestisce un catalogo di produttori tramite il quale chef e ristoratori possono fare la spesa online, scegliendo esclusivamente tra prodotti del territorio toscano. Basta selezionarli, ordinarli e poi aspettare la consegna che viene garantita in giornata. Nel caso si tratti di prodotti freschi dell’orto si attiva il servizio Raccolto e Consegnato: questi vengono presi direttamente in campo e consegnati in tempi brevissimi solo una volta che è partito l’ordine, senza avere la necessità di un magazzino.

Typiqo garantisce la consegna in giornata

Quello del food service è un settore in cui la velocità svolge un ruolo chiave: da un lato il ristoratore non ha tempo per andare a scovare i piccoli produttori locali né può permettersi di fare ordini frammentari, mentre dall’altro il produttore locale di eccellenza quasi mai è organizzato per soddisfare le esigenze di puntualità di consegna, di continuità produttiva, di elasticità delle forniture di un ristorante” spiegano i fratelli Antonio e Alessandro Badalamenti, il primo chef con una formazione classica in Francia e poi in giro per il mondo, mentre il secondo ex manager nel campo della logistica dei prodotti alimentari con una laurea ad Oxford in Inghilterra. Un progetto che non è nuovo nel panorama del food service, al quale molti si stanno approcciando. Ricordiamo infatti anche Deliveristo, tra tutti, piattaforma web e app con un catalogo di prodotti al servizio di chef e ristoratori.

Uno dei prodotti tipici di Typico

I produttori e gli chef di Typiqo

Vincolo per i produttori che vogliono entrare in rete, cosa che differenzia questo sistema dai competitors, è la territorialità. Infatti tutti gli 80 produttori e gli oltre 500 prodotti che fanno parte di Typiqo devono essere toscani. Troviamo così l’Azienda Agricola Fonte dei Serri, allevamento di bovini e caseificio biologico in provincia di Arezzo, oppure Fattoria Lischeto a Volterra che produce formaggi di capra, olio e vino. Altra eccellenza il Pastificio Fabbri, dal 1893 produttori da cinque generazioni di pasta, o il salumificio Casentino, vicino Arezzo, gestito dalla famiglia Pertichini e famosi nel territorio per la produzione di sbirciolona di grigio del Casentino, un salume ricavato dall’omonimo maiale.

Prodotti freschi di giornata e grazie alla rete di produttori affiliati a Typiqo

Tra gli chef invece che stanno già utilizzando il servizio di Typiqo, ricordiamo Simone Caponnetto del ristorante Il Locale, all’interno di un palazzo del ‘500 a Firenze, oppure Antonio Minichiello Executive Chef del Caffè dell’Oro di Lungarno Collection, con vista sul Ponte Vecchio. Un altro ad utilizzare questo servizio è lo chef Ariel Hagen di Saporium Firenze, il ristorante dell’hotel Borgo Santo Pietro di Chiusdino, aperto a maggio 2023 nel capoluogo toscano. Una lista che conta oggi 50 chef, in continua evoluzione anche grazie al passaparola tra i diversi protagonisti. 

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