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Domenica, 25 Febbraio 2024
Personaggi

Il giovane pastore della Valtellina che racconta sui social la vita di montagna

Davide Codazzi ha raccolto migliaia di followers sulla sua pagina Modavegia mostrando cosa significa davvero fare il pastore. Si può anche andarlo a trovare e diventare “casari per un giorno”

Davide Codazzi è un giovane che ha deciso di condurre la sua vita alla vecchia maniera. Ma non troppo. Sì, perché mentre tra le alture della Valtellina si direbbe alla “moda vegia”, lui ha deciso di battezzare così le sue pagine social, attivissime nel comunicare senza filtri cosa significa fare il pastore oggi. Al ritmo di un video al giorno, i profili Instagram e TikTok contano oltre 85mila follower ciascuno e da poco c’è una novità. I suoi seguaci possono posare lo smartphone e raggiungerlo a Rasura in Valgerola, per trascorrere insieme una giornata tra pascoli e casere. Con annesso “pranzo di montagna”.

Davide Codazzi con le sue vacche

Modavegia su Instagram e TikTok

Ci ho pensato durante il covid”, racconta Codazzi, 29 anni a settembre, “quando, nei momenti di pausa, ho visto che tanti bravi colleghi avevano preso a condividere un po’ di contenuti. Mi è sembrato un bel modo per raccontare onestamente il nostro lavoro”.

Insieme a lui l’amico fidato Francesco Bricalli, poco più che 18enne, al suo fianco da mattina alla sera. Tra una coccola alle vacche, una disavventura in trattore, il benvenuto a un vitellino e i segreti per fare del buon bitto, “ci piace mostrare quanto è duro e insieme bellissimo il nostro mestiere”.

Davide Codazzi con le sue bestie

In ogni suo aspetto, dai preparativi per salire in alpeggio ai sabati sera passati in baita, passando per le lezioni di dialetto. Com’è la giornata tipo di un pastore ventenne? Proprio come si vede scrollando il feed: “Ci alziamo alle 5 e mungiamo le vacche, e dopo, a metà mattina, allarghiamo il recinto per farle mangiare. Poi facciamo la prima lavorazione del latte per il bitto e ci occupiamo delle caprette, anche loro da mungere”. Un pranzo leggero a mezzogiorno, qualche ora di riposo — “a meno che non ci siano imprevisti. Come oggi. Abbiamo avuto riprendere due manze che erano scappate via” — poi via con la seconda mungitura e di nuovo a scaldare la coldera per il formaggio.

Le esperienze in montagna con Modavegia

Così procede ogni giorno d’estate, tra giugno e settembre, quando Codazzi si occupa dell’alpeggio in Valgerola, in provincia di Sondrio. Proprio dove comincia il primo pascolo, da 3 anni la sua famiglia conduce nella bella stagione il rifugio Bar Bianco, con vendita dei formaggi di malga, piccola ristorazione e tanti sentieri da percorrere per raggiungere la cima della Rosetta.

Il formaggio prodotto da Codazzi

Tutto l’anno, invece, è aperto Adda Vegia, un agriturismo con stanze e cucina tradizionale, tra sciatt, pizzoccheri e tutto quello che il territorio offre. “Qui ci siamo sempre occupati dell’azienda agricola e dell’allevamento; io e i miei fratelli siamo la quarta generazione. Con quello che viene pagato il latte è impensabile pensare che un lavoro solo sia sufficiente, quindi ci abbiamo affiancato l’ospitalità”.

Davide Codazzi, secondo da destra, insieme a Francesco Bricalli, primo da sinistra, e dei collaboratori

Dal buon riscontro sui canali social — chi c’era mai entrato in stalla, tra i prati del pascolo e le forme che invecchiano in casera, anche se solo tramite schermo? — è invece arrivata l’idea di coinvolgere chi è interessato a capire come vanno le cose. “Invitiamo a trascorrere qui un sabato o una domenica, lavorare con noi e diventare pastori e casari per un giorno. Si mungono le capre e si lavora il latte per fare la ricotta, da portare anche a casa. Poi andiamo su dalle vacche e spieghiamo in cosa consiste la transumanza. Il momento più bello? Il pranzo in quota, con la polenta cotta nel paiolo e le montagne tutto intorno”.

Davide Codazzi in casera

Per informazioni: www.experiencevaltellina.it

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