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Venerdì, 12 Luglio 2024
Roma

A Roma al rione Aventino c’è il palazzo del gusto di chef Marco Martini. Ora apre anche un’enoteca

Si chiama Mantis e vede la luce dopo diversi anni di lavoro tra i due soci: lo chef Marco Martini e il sommelier Andrea Farletti. La posizione? È tattica

Per anni al civico 123 di Viale Aventino si sono passati il testimone insegne dalla fortuna incerta. Ma la posizione era troppo azzeccata perché due vicini di casa vi rimanessero indifferenti. Stiamo parlando di Marco Martini e Andrea Farletti, chef l’uno e sommelier l’altro, che da anni sono soci del ristorante Marco Martini, 1 stella Michelin, praticamente l’inquilino del piano di sopra. Il ristorante fine-dining si trova infatti inserito nella villetta con terrazza che dà sempre su Viale Aventino, mentre al piano strada c’è un locale con due sale per i clienti che, da martedì 19 dicembre, ha preso le vesti di Mantis.

I vini francesi e italiani, con le Magnum in mescita

Chef Marco Martini all'opera nella sua nuova cucina

Questo progetto doveva nascere già 4 anni fa” ci spiega Farletti, che può vedere raccontato il vino al massimo in questo nuovo spazio, per ora con 150 etichette. Grande attenzione all’Italia, ma un occhio speciale sulla Francia (“solo l’anno scorso, sono stato in Francia 9 volte”) con bottiglie di piccoli produttori vendute in esclusiva qui rispetto al panorama italiano e importate – per larga parte – direttamente senza distribuzioni intermediarie. Stesso concetto si riversa anche nella mescita, che ospita vini francesi e italiani praticamente in egual misura, raccontati da una lavagna a muro e in continuo turnover. Sempre alla mescita, l’idea di servire principalmente magnum, un pallino che Andrea porta avanti con costanza. In futuro lo scacchiere dei vitigni si allargherà anche fuori da queste regioni. Mantis raccoglie dunque il testimone enologico in questa zona di Barnaba, chiuso nel 2022.

Mantis e la carta dei cocktail vegetali

Un cocktail dalla drinklist con porro e oliva taggiasca

Una ventina di coperti, anche qualcosa di più, sono pronti ad accomodare gli ospiti nelle due sale: quella con bancone e quella interna, dove c’è anche un grande tavolo tondo per gruppi di amici. Il locale conserva qualcosa della precedente gestione: ha due vetrate che danno direttamente su strada tali da rendere a vista non la cucina – per una volta – ma il bar. Da qui, insieme ai vini, arriva anche una carta dei cocktail, che lavora sul mondo della frutta e, in particolare della verdura. 7 proposte (tutte a 12€) che spaziano tra Rapa rossa, con Mezcal Yuu Baal joven Miele d’agave soda alla rapa rossa Lime, oppure Radicchio con Bitter Martini riserva rosso Vermouth Martini riserva rubino radicchio stufato solo per citare qualche esempio.

Il menu dei piatti: romanità ma con contaminazioni

Samosa di cicoria e curcumaCrocchette di ceci con maionese all'aglio nero

La stessa attenzione al vegetale è riservata anche al menu dei piatti, dove lo chef Martini sta cercando di declinare la sua competenza gastronomica in una formula più da bistrot. Rimangono però alcuni pezzi forti: come abbiamo detto l’attenzione al vegetale (il suo ristorante ha uno dei menu vegetariani dedicati più longevi di Roma) e il lavoro sulla cucina romana che interpreta in chiave moderna i piatti più classici, presentandoli in nuove forme e mescolandoli con altre ricette. Ne sono esempio gli involtini primavera, ma alla romana, i samosa di cicoria e curcuma, ma anche il fritto di alici in tempura con maionese e sommacco.

Una sfida gastronomica 

In tutto la carta offre circa 25 piatti (tra gli 8 i 25€), con ingredienti di stagione, destinati a ruotare e la possibilità di scegliere tra piatti unici, più da ristorante (tra cui una zuppa di pesce servita solo per due persone nella zuppiera), e una carta degli snacks, con fritture, salse, tocchi orientali divertenti pensati per fare aperitivo o per essere condivisi. Il nuovo locale, aperto sia a pranzo, che a cena, ma anche solo come cocktail bar raccoglie la complessa sfida di diversificare l’offerta dell’altro ristorante, con un servizio informale, fornendo un nuovo tipo di esperienza, diversa ma coerente nei principi e nella solidità. 

La sala interna poco prima che cominci il servizio

Mantis Roma

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