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Giovedì, 18 Aprile 2024
Le Storie

Uno dei più importanti ristoranti mondiali sta alla frontiera Italia - Francia. E ora apre un hotel

Sarà uno spazio immersivo al centro dell'orto, dove lo chef coltiva frutta e verdura per il ristorante. Operativo a partire dal prossimo 2026

Mauro Colagreco, uno dei più famosi chef del mondo, ama descriversi come "un giardiniere che veste i panni del cuoco". Fin dal suo arrivo a Mentone nel 2006 il patron del ristorante Mirazur, incoronato migliore del mondo nel 2019 per la guida World’s 50 Best Restaurants, ha voluto impiantare il suo orto negli spazi terrazzati a poche decine di metri dal ristorante che un tempo avevano ospitato la Villa Rosmarino.

A Mentone un hotel di lusso con solo 11 camere

È un angolo incantato con vista sul mare del quartiere Garavan, a pochi metri dal confine italiano, dove alcuni decenni prima era stato demolito uno splendido edificio storico, in origine proprietà di Cromartie Sutherland-Leveson-Gower, 4° Duca di Sutherland. Durante la Prima guerra mondiale vi era stata ospite la famiglia reale del Belgio: un vasto spazio di 11 mila metri quadrati, caduto in rovina e acquistato nel 2001 da Michael Likierman, da lungo tempo socio d'affari di Colagreco.

Il giardino del ristorante a Mentone

È qui che lo chef argentino di origini abruzzesi ha progettato di costruire un hotel di lusso di sole 11 camere. "L'idea è quella di proporre ai clienti un'immersione nel nostro universo" ha dichiarato lo chef al quotidiano Nice-Matin. "La nostra cucina comincia nei giardini. L'approccio alla nutrizione è molto cambiato negli ultimi anni, vogliamo ritornare a un modo di agire il più possibile naturale. Con il Mirazur abbiamo cambiato i codici della gastronomia, con questo hotel vogliamo rimanere all'avanguardia anche nel settore alberghiero ed essere di esempio per gli altri. L'interrogativo che ci ha motivato in questo progetto è quello di come far coesistere al meglio la natura con l'hôtellerie".

Hotel con visite al giardino e agli orti

Gli agrumi di Mentone ph. Dario Bragaglia

Il progetto delle 11 suite con terrazzo o giardino rivolto verso l'orto è stato affidato agli studi Naço Architectures e Alep (Atelier lieux et paysages) che avranno l'obiettivo di integrare il micro-hotel nel cuore dell'orto già esistente (e non il contrario). I futuri clienti potranno seguire, soggiornando direttamente sul posto, i vari atelier dedicati alla conoscenza delle piante, frutti e ortaggi che Colagrego intende incrementare. Oltre alla possibilità di visitare l'orto assieme al capo giardiniere o ai suoi assistenti, opportunità che già adesso è offerta ai clienti del Mirazur come integrazione dell'esperienza a tavola.

© Photo Dario Bragaglia Veduta della baia di Gararan che segna il confine fra Francia e Italia ph. Dario Bragaglia

Con circa 5 ettari di giardini dove vengono coltivate con metodo biodinamico centinaia di specie di verdure, legumi e frutta, Colagreco riesce a coprire circa l'80% del fabbisogno del ristorante. Oltre al giardino Rosmarino, ci sono il giardino delle piante aromatiche situato sui terrazzamenti ai piedi del Mirazur (con bellissime piante di agrumi e un maestoso avocado), il giardino de la Ville a Super Garavan (dove crescono banani, fichi, ciliegi, limoni, cachi, sambuchi e asparagi selvatici) e il giardino di Castillon, uno dei bei villaggi arroccati che si trovano nell'immediato entroterra di Mentone, dedicato principalmente a uliveto e frutteto.

L’ospitalità a partire dal 2026: parte il progetto

La raccolta degli agrumi ph. Dario Bragaglia

Secondo le previsioni, i primi clienti del nuovo hotel potranno usufruire delle suite a partire dall'estate del 2026. Contemporaneamente alla costruzione della parte ricettiva, nella parte ovest dell'ex Villa Rosmarino verranno restaurati il chiostro e il giardino storico a cura dell'architetto paesaggista Philippe Deliau che riutilizzerà le pietre originali scampate alle demolizioni degli anni '80.

Chi è Mauro Colagreco, lo chef cosmopolita

Il giardino del Mirazur ph. Dario Bragaglia

Colagreco è stato definito "il cuoco globale del nuovo secolo", non solo per la capacità di fondere nella sua cucina culture gastronomiche molto diverse (l'Argentina terra di nascita, la Francia terra di formazione, l'Italia terra delle origini familiari) ma anche per la visione imprenditoriale che lo ha portato ad aprire o supervisionare locali in tutto il mondo, da Shanghai a Parigi, da Cannes a Bangkok, da Buenos Aires a Londra (risale a pochi mesi fa l'apertura di tre ristoranti all'interno dell'hotel Raffles). Nonostante l'incredibile glamour cosmopolita che lo circonda, lo chef rimane molto legato a Mentone e all'idea di una cucina responsabile e circolare che pesi il meno possibile sull'ambiente.

I ristoranti di Mauro Colagreco a Mentone: ora si aggiunge l’hotel

Recentemente è stato nominato Ambasciatore di Buona volontà per la biodiversità dell'UNESCO, il primo chef a ricevere questo prestigioso titolo onorifico che segue la certificazione del Mirazur come ristorante - il primo al mondo - plastic free. Colagreco spiega spesso che il suo "non è un ristorante con un giardino". Ma l'inverso: "un grande orto, ripartito su più spazi con un ristorante. La cucina mi ha permesso di riconnettermi con il lavoro della terra, ed è il lavoro con la natura che ritma e ispira la mia cucina." Idee che a Mentone si concretizzano non solo da Mirazur ma anche a Casa Fuego, la grill house ispirata dalle radici argentine, o la pizzeria Pecora Negra che affaccia sulla plage des Sablettes. Senza dimenticare la Mitron Bakery, una vecchia panetteria in rue Piéta, pieno centro storico, che Colagreco ha rilevato trasformandola in una vetrina di prodotti da forno biologici di alta qualità. Fra gli altri c’è un premiato panettone al limone di Mentone IGP.

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