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Venerdì, 24 Maggio 2024
Milano

Nuovi ristoranti, trattorie, forni e pasticcerie che aprono a Milano a marzo 2024

In questa lista tutte le novità in fatto di ristoranti e non solo, da tenere sott’occhio per rimanere aggiornatissimi a Milano. Osterie giapponesi, bistrot di cucina mediorientale, locali tradizionali, forni e pasticcerie

Anche in questo inizio del mese tante sono le novità che si stanno affacciando nella jungla della ristorazione milanese. A testimoniare che la città non è mai ferma sullo stesso punto, le numerose nuove aperture nel mondo della ristorazione e dintorni. Ristoranti tradizionali, forni, osterie giapponesi, locali di cucina orientale, tanti gli indirizzi da segnare e provare prima che diventino luoghi presi d’assalto. In questa lista i nostri consigli per scoprire le nuove aperture di Milano.

Sachi

Sachi dentro Palazzo Cordusio

Ristorante giapponese al quarto piano del nuovo albergo 5 stelle che ha rianimato Piazza Cordusio, il Cordusio Gran Meliá. Sachi in giapponese significa felicità ed è gestito dallo chef Moon Kyung Soo che ha strutturato un menu a metà strada tra l’alta cucina in stile kaiseki e quella più informale di un’izakaya, la classica trattoria nipponica. Troverete sushi, sashimi, maki, tempura (tra i 20 e i 26€) e preparazioni realizzate con la tecnica della cottura su fuoco, la robata (prezzo 30€).  Ci sarà una selezione di vini, birre, sake, whisky giapponesi, umeshu e cocktail d’autore.

Via Orefici, 26 web

Ristorante Vannucci

I piatti di Vannucci

In zona Porta Romana un locale dall’atmosfera calda e accogliente dove provare la cucina dello chef Nicolas Baglione. Vannucci è un inno alla cultura gastronomica del Mediterraneo, in cui lo chef unisce tecniche e preparazioni coniate dal mondo orientale. Dallo spaghettone Gerardo di Nola cacio e pepe con gambero rosso e lime, la caponata di melanzane in agrodolce con lamponi e granella di pistacchio, passando per il paccherino rustichella d’Abruzzo con guanciale e spuma di carbonara.

Via Atto Vannucci, 22 web

Matane

Un panino onigirazu di Matane

In Piazza Wagner il bis per questo locale di ispirazione giapponese, realizzato come fosse una bottega di Tokyo. Matane è un ristorante che propone alcuni piatti dello street food nipponico, in chiave urban e contemporanea. Come l’onigirazu, un sandwich di riso versione avanzata dell’onigiri e tipico pasto casalingo in Giappone. Riempito con salmone, ma anche uova, tonno, pollo e ovviamente riso avvolto dalla classica alga nori (dai 10 ai 15€). Da mangiare come un panino. Inoltre qui da Matane anche ramen (13/14€), e gli otsumami ovvero piccoli antipasti come pollo kaarage (6,5€), insalata di patate (5€), gyoza (5€) ed edamame (4€).

Piazza Wagner, 6 web

Cantun Bakery & Bistrot

Il pane di Cantun

Un forno e un bistrot aperto dalla mattina alla sera. Ora la terza apertura in City Life con la stessa formula dei locali già aperti nel giro di pochi anni in Corso Vercelli e Porta Nuova.  Ogni giorno pane fresco cotto su pietra, anche con farine alternative: farina di riso, di segale, alla curcuma, all’alga spirulina, a lievitazione naturale e altre ricette a base di lievito madre. Inoltre prodotti dolci e salati, anche per la colazione: brioches, dolci monoporzione, biscotti, focacce e pizze che vengono affiancati ai classici prodotti di caffetteria con caffè biologico. A pranzo club sandwich, bowls, burgers, tartare e insalate e dalle 18 inizia l’aperitivo.

Viale Boezio, 2 web

JinYong

La scodella di JinYong

Questo locale di cucina tradizionale cinese non è una nuova apertura in senso stretto. Infatti JinYong, che è stato da sempre uno dei capisaldi di Chinatown, si è appena trasferito nel quartiere dei Navigli. In zona Ticinese JinYong propone padelle infuocate, tagliatelle di riso, branzino in agrodolce, cavolfiori sale e pepe e altri piatti cardine del repertorio gastronomico cinese. Una certezza.

Via Porta Ticinese, 6 web

PAS

Pas di Eugenio Roncoroni-3

La nuova avventura dello chef Eugenio Roncoroni che dopo il lungo viaggio dietro Al Mercato ora fa tornare a parlare di se con un nuovo locale tutto vegetariano. Ebbene sì, dopo avere portato in auge l'hamburg a Milano la svolta vegetariana. Ci saranno materie prime plant based e ricette che fanno il giro dle mondo come l'adobo fried rice, il korean fried chicken strips a base di un sostituto della carne e le tex mex fries. Data e luogo di apertura verranno comunicati sulle pagine social del locale. 

Señorita

A Milano aprono Element Ba e Señorita

Tapas bar e spin off del ristorante Señorio, locale di cucina spagnola del gruppo Para Comer Algo. L’obiettivo è portare lo spirito dei bar iberici di quartiere, quelli dove prendere la cerveza cioè la birra, mangiando piccoli piatti che accompagnano l’aperitivo classico di questo paese. La scelta cadrà dunque su pinchos, bocadillos, montaditos, tortillas insieme a una selezione di vini spagnoli. Curiosità: il team sarà composto solo da donne. Apertura 8 marzo in zona Chinatown.

Via Bramante web

Lafa

I piatti in condivisione di Lafa, ph Manoela Moller

Lafa nasce a seguito del progetto di riqualificazione del quartiere Certosa, a nord ovest di Milano. Infatti si tratta di un ristorante parte integrante del nuovo Certosa District, nuovo progetto dell’imprenditore Hippolyte Vautrin, già titolare di Røst e Kanpai (in via Melzo). Un locale per ora solo aperto a pranzo, dove provare ingredienti e ricette della cucina levantina, area geografica che comprende paesi come Siria, Libano, Palestina e Giordania. Quindi sapori speziati a base prevalentemente vegetale, ma anche ricette di carne e pesce. Come il borek di zucca, cavolo nero e limone sotto sale, la zuppa di ceci con cavolo riccio, cumino e kefir. Piatti tra i 13 e i 16€ ed è possibile anche chiedere le mezze porzioni (6,9€).

Via Varesina, 204 web

Cerere

Un piatto di Cerere

Un locale che si rinnova e cambia nome, mantenendo però la stessa filosofia. Cerere prende il posto di Horteria, ma solo nel nome e non nella sostanza. un bistrot legato agli ingredienti della terra, in chiave sostenibile ed etica. Gli ingredienti seguono il principio “farm to fork” della filiera corta. Frutta e verdura provengono dall’orto della proprietà situato fuori Milano, pane, pasta, conserve e fermentati sono fatti in casa, e l’olio è quello degli ulivi cilentani vicino Salerno. Il pesce è solo pescato all’amo e la carne proviene da allevamenti etici e sostenibili. In cucina gli chef Roberto Cogni e Mario Garcia che propongono piatti come la tagliatella ripiena di ragù di cortile, clorofilla di prezzemolo, jus e zafferano, oppure risotto mantecato in crema di scarola, burro acido, aioli e liquirizia, dalla tartare di asino, con pecorino, mandarino e carciofi fermentati. 

Via della Moscova, 24 web

Modus Gastronomia

Modus Gastronomia a Milano, il nuovo locale di chef Paolo De Simone

La gastronomia cilentana di Paolo de Simone raddoppia con un nuovo locale in Corso Italia 42. Stessa formula del locale in Via Cesare Battisti, dedicato ai piatti della dieta mediterranea. Qui troverete prodotti tipici dle territorio come le mozzarelle di bufala, i salumi come il collo di maiale, insieme ai piatti di recupero come i cavatelli alle mulignane mbuttunate alla cilentana (melanzane imbottite di uovo e formaggio con salsa al pomodoro), la minestra maritata (piatto con carne e verdura), le polpette di pane. 

Corso Italia, 42 web

OFF/FLAVOUR

Affianco alla Fondazione Prada c'è una nuova birreria di quartiere che vuole dar spazio anche bavitori analcolici. infatti oltre a numerose birre artigianali, in carta c'è grande spazio ai prodotti NOLO, ovvero senza o con un bassissimo e quasi impercettibile livello di alcol. Non parliamo solo di kombutcha, la bevanda che nasce dalla fermentazione delle foglie di tè, ma anche i proxies, alternative analcoliche al vino nate dalla stratificazione di frutta. 

Via Benaco, 26 web

Salvaderi

Il banco di Resistenza Casearia ora con i prodotti di Salvaderi

Azienda Agricola alle porte di Milano, in provincia di Lodi, Salvaderi è specializzata nella produzione di prodotti caseari da vacche di razza holstein, varietà particolare. Oltre alla produzione di formaggi, grazie alla collaborazione con un piccolo caseificio esterno (caseificio Uberti di Pandino) e con un affinatore (Claudio Bucelli di Cra Formaggi Italia), e di latte che risulta particolarmente dorato e ricco di gusto, Salvaderi produce anche carne che arriva a una frollatura di 30 giorni. La novità è l'arrivo con un banco all'interno del Mercato della Darsena, al posto di quella che è Resistenza Casearia di Giuseppe Zen, di cui ancora si mantiene il nome (al momento). Qui è possibile degustare i prodotti caseari dell'azienda agricola, come il famoso grana Duro Salvaderi con stagionatura di 40 mesi, e provare anche alcuni piatti vegetariani con le verdure del loro orto, oltre che i primi espressi conditi con i formaggi. 

Piazza 24 Maggio, 14 web

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